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	<title>I Blog della Redazione di Tom`s Hardware Italia Master Site Feed Posts &amp; Pages</title>
	<link>http://tomsblog.it</link>
	<description>Shows all posts, comments, and pages from all blogs on this WPMU powered site</description>
	<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:23:47 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>I pirati pagano un film su The Pirate Bay</title>
		<link>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/09/03/i-pirati-pagano-un-film-su-the-pirate-bay/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/09/03/i-pirati-pagano-un-film-su-the-pirate-bay/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 17:23:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[P2P]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Si farà un film documentario su The Pirate Bay. Costerà 25.000 dollari e lo girerà Simon Klose, un regista svedese del quale non so assolutamente nulla – probabilmente questo sarà il suo lavoro più importante.
La domanda interessante in questo caso non riguarda il tema del film, ma piuttosto &#8220;chi paga?&#8221;.
Come per tanti altri film e [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si farà un <strong>film documentario su The Pirate Bay</strong>. Costerà 25.000 dollari e lo girerà Simon Klose, un regista svedese del quale non so assolutamente nulla – probabilmente questo sarà il suo lavoro più importante.</p>
<p>La domanda interessante in questo caso non riguarda il tema del film, ma piuttosto &#8220;chi paga?&#8221;.</p>
<p>Come per tanti altri film e documentari per questo trovare un produttore sarebbe stato impossibile.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/reward.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1202" title="reward" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/reward-300x205.jpg" alt="" width="300" height="205" /></a></p>
<p>Immaginate Klose andare a Hollywood e dire a uno studio: &#8220;Salve, voglio fare un film che parla del vostro peggior nemico, me lo finanziate?&#8221;. Tutta da ridere. E anche se non ci fosse una guerra in corso, chi pagherebbe per un film, se si ha la certezza che la maggior parte del pubblico lo scaricherebbe via bit torrent? Un&#8217;altra barzelletta.</p>
<p>Klose allora ha pensato l&#8217;impensabile. <strong>Chiedere il denaro ai pirati</strong>. Proprio agli utenti di TPB, quelli che secondo i produttori preferirebbero farsi torturare per pagare un CD.</p>
<p>Ha chiesto 25.000 dollari in donazioni, dando(si) 30 giorni di tempo. Indovinate un po&#8217;? Ne ha ottenuti 28.000 in tre giorni, e adesso va per i 40.000. Gli attuali proprietari del sito lo hanno sostenuto, con un banner per informare i visitatori.</p>
<p>In verità buona parte del film è già stata girata. Il denaro serve per tutte le operazioni posteriori, dal montaggio alla distribuzione. Quest&#8217;ultima, per una volta, sarà semplice: basta farne un file torrent e lasciare che la Rete faccia il resto.</p>
<p>In ogni caso il film vuole arrivare alla fine del (uno dei) processo in corso, quindi potrebbe passare ancora molto tempo, anche anni. <strong><em>The Pirate Bay – Away From Keyboard</em></strong>, uscirà con licenza Creative Commons.</p>
<p>La prossima volta che parlate di pirati che scaricano materiali a sbafo, ricordatevi che sono anche persone capaci di pagare affinché un film sia realizzato. Quelli che pensano &#8220;la gente di Internet vuole sempre tutto gratis, come consumatori non servono a nulla&#8221; dovrebbero rivedere le proprie posizioni.</p>
<p>Più in generale chi produce un film o un disco dovrebbe chiedersi, prima d&#8217;investirci il proprio denaro, se è una cosa che vale la pena comprare.</p>
<p><a href="http://www.tpbafk.tv/blog/">Sito ufficiale del progetto</a>.</p>
<p><a href="http://www.tpbafk.tv/help-financing/">Sito per la raccolta fondi</a>.</p>
<p><a href="http://vimeo.com/14490105">Trailer del film</a>.</p>
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		</item>
	<item>
		<title>Hawking sconfessa il creazionismo, la stampa lo mette alla berlina</title>
		<link>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/09/03/hawking-sconfessa-il-creazionismo-la-stampa-lo-mette-alla-berlina/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/09/03/hawking-sconfessa-il-creazionismo-la-stampa-lo-mette-alla-berlina/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 13:36:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Buonanno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carta Stampata]]></category>

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		<description><![CDATA[Il famoso astrofisico Stephen Hawking nel suo nuovo libro avversa la teoria del creazionismo. I quotidiani italiani lo mettono subito alla berlina.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è bisogno di un Dio creatore dell’universo. “Basta un sussulto della forza di gravità a generare tutto ciò che osserviamo”. A ragione o torto, lo sostiene Stephen Hawkings, famoso astrofisico, nel suo nuovo libro in uscita a breve. Fatto sta che l’impostazione di alcuni giornali nell’affrontare la notizia mi ha inquietato parecchio.</p>
<div id="attachment_504" class="wp-caption alignnone" style="width: 350px"><a rel="attachment wp-att-504" href="http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/09/03/hawking-sconfessa-il-creazionismo-la-stampa-lo-mette-alla-berlina/stephen_hawking/"><img class="size-full wp-image-504" title="Stephen_Hawking" src="http://tomsblog.it/robertobuonanno/files/Stephen_Hawking.jpg" alt="" width="340" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">Stephen Hawking</p></div>
<p>Quasi tutti i quotidiani  partono con un pezzo che racconta in sommi capi la biografia dello scienziato: è ridotto sulla sedie a rotelle, è molto popolare, è un grande divulgatore. E poi giù a sottolineare la come Hawking si dissoci dalle proprie teorie che, vent’anni fa, sembravano conciliare con le dottrine teologiche.</p>
<p><strong>Nessun quotidiano intervista direttamente il buon Stephen</strong>, ma tutti sono pronti a evidenziare la possibile contraddizione dello scienziato, o perlomeno, il cambio di rotta. <strong>Alcuni giornali, a fianco del pezzo principale, riportano però in bella vista il punto di vista di un teologo</strong>. Questo ovviamente, può dissertare senza contraddittorio trattando Hawking come un bimbo ingenuo che non sa quel che dice.</p>
<p>Guardate per esempio l’impostazione di questa pagina, tratta dal Corriere della Sera di oggi, seguendo il normale senso di lettura e facendo attenzione solo a titoli e sottotitoli.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-503" href="http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/09/03/hawking-sconfessa-il-creazionismo-la-stampa-lo-mette-alla-berlina/corriere-02-settembre-2010/"><img class="alignnone size-full wp-image-503" title="corriere-02-settembre.2010" src="http://tomsblog.it/robertobuonanno/files/corriere-02-settembre.2010.png" alt="" width="522" height="510" /></a><br />
<strong><br />
L’universo di Hawking “si è autogenerato senza l’intervento di Dio”</strong><br />
<em>La controversa tesi nell’ultimo libro. <strong>Cacciari: illogico.</strong></em></p>
<p>In fondo a destra, il secondo titolo più grande della pagina, sa tanto di conclusione:</p>
<p><strong>“Sbaglia perché applica categorie finite all’infinito”.</strong></p>
<p>L’equivalente contemporaneo di una condanna al giogo; accusato e ridicolizzato, senza diritto di replica, nel nome di un bigottismo imperante che vuole che l’informazione sia sempre timorosa di fronte alle cose divine.</p>
<p>A prescindere che uno sia o meno credente, a prescindere da quello che si possa pensare delle teorie di Hawking, trovo che trattare le notizie in questa maniera non sia corretto.</p>
<p><strong>Mi stupisce poi che, alle soglie del 2011, ci stupiamo ancora che ci sia gente professi ateismo o anche solo laicità.</strong></p>
<p>Anche questo è fondamentalismo.</p>
<p>Per  approfondimento consiglio <a href="http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/315262/">l&#8217;articolo su La Stampa Online</a>.</p>
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		</item>
	<item>
		<title>Siamo committati ai needs del customer</title>
		<link>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/31/siamo-committati-ai-needs-del-customer/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/31/siamo-committati-ai-needs-del-customer/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Buonanno</dc:creator>
				<category><![CDATA[100 parole da dimenticare]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Marketese]]></category>

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		<description><![CDATA[Parole da dimenticare: committare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il verbo “to commit” in inglese significa dedicarsi o, meglio, impegnarsi. Nel gergo del marketese, il marketing che storpia l’inglese, il “commitment” è di gran moda. Così capita di sentire, dall’ennesimo esperto di comunicazione aziendale, che il marchio tizio è committato ai needs del customer.<br />
Sentito con le mie orecchie.</p>
<div id="attachment_498" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-498" href="http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/31/siamo-committati-ai-needs-del-customer/cat-astonished/"><img class="size-full wp-image-498" title="cat-astonished" src="http://tomsblog.it/robertobuonanno/files/cat-astonished.png" alt="" width="400" height="268" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;Hai detto sul serio committato?&quot;</p></div>
<p>Ma non l’ho overheardato mentre mi hiddavo dietro un curtain, bensì mentre un marketing manager briffava la stampa durante uno spìcc.<br />
Per dirla con il gergo dei videogiocatori<strong>, LOL ma che un mob ti aggrasse!</strong></p>
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		</item>
	<item>
		<title>Telefónica, Google, Verizon. Meglio le regole che l&#8217;anarchia delle corporation</title>
		<link>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/30/telefonica-google-verizon-meglio-le-regole-che-lanarchia-delle-corporation/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/30/telefonica-google-verizon-meglio-le-regole-che-lanarchia-delle-corporation/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 19:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[broadband]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[banda larga]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sarebbe da preoccuparsi se certe cose non succedessero. Se una delle più grandi Telco al mondo non dimostrasse di voler controllare le infrastrutture delle comunicazioni per ricavarci più denaro (di quanto sarebbe accettabile), ci ritroveremmo in un mondo al contrario, dove tutti hanno quello che serve loro, e ogni individuo e pronto a rinunciare [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sarebbe da preoccuparsi se certe cose non succedessero. Se una delle più grandi <em>Telco</em> al mondo non dimostrasse di voler controllare le infrastrutture delle comunicazioni per ricavarci più denaro (di quanto sarebbe accettabile), ci ritroveremmo in un mondo al contrario, dove tutti hanno quello che serve loro, e ogni individuo e pronto a rinunciare a qualcosa affinché l&#8217;altro possa stare come lui. Roba che nemmeno  Eduardo Galeano, altroché.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/images.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1191" title="images" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/images.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a></p>
<p>Non mi sorprende mica tanto che Telefónica, il quarto operatore al mondo, abbia da ridire sulla netneutrality e, già che ci sono, anche sulle tariffe flat. Sono gli stessi che qualche mese fa lanciarono un macigno in un laghetto tranquillo – terrorizzando noi pesci rossi – affermando che Google dovrebbe pagare a loro <a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/02/16/doppia-bolletta-per-google-doppia-bolletta-per-tutti/">una seconda bolletta</a> (una già la paga per la banda consumata dai data center), per il traffico generato dai suoi servizi. Esticazzi.</p>
<p>Oggi l&#8217;azienda torna sull&#8217;argomento. L&#8217;esca è una minaccia: &#8220;se le cose continuano così, tra poco i costi (per mantenere le infrastrutture) supereranno i benefici, e nessuno vuole che questo accada&#8221;, dice Julio Linares, Amministratore Delegato di Telefónica.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/netneutrality.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1194" title="netneutrality" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/netneutrality-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a></p>
<p>La soluzione? Facile facile.</p>
<p>1)      I produttori di contenuto (Google, Yahoo, YouTube, i giornali, ma anche siti più piccoli, per quanto ne sappiamo), devono cominciare a contribuire alle spese.</p>
<p>2)      Bisogna rivedere il sistema tariffario. Oggi tutti pagano un caffè, ma c&#8217;è chi si sbafa un intero banchetto. O, in altre parole, far pagare di più a chi usa video in streaming, scarica molto, usa VoIP o chissà cos&#8217;altro. Traduzione: addio tariffa flat, bentornata tariffa a consumo.</p>
<p>Il problema non è inventato. Sia con le linee fisse con quelle mobili ci sono pochi utenti, meno del 10%, che totalizzano la maggior parte del traffico. Dire che chi consuma di più dovrebbe pagare in proporzione non è una cosa fuori dal mondo, almeno messa così. È il principio che ispira l&#8217;imposta sul reddito, che teoricamente funziona. Con la differenza che nel caso del traffico dati sarebbe molto più difficile, quasi impossibile, fare il furbo.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PG_FCC_Illegal.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1195" title="PG_FCC_Illegal" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PG_FCC_Illegal-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a></p>
<p>Qualcuno potrebbe pensare che si tratti dei deliri di un folle. Non è così per due ragioni. La prima è che non si tratta di una voce isolata. Gli operatori che la pensano così sono diversi, in tutto il mondo, e anche Google si è schierata: recentemente infatti l&#8217;azienda ha proposto un disegno di legge insieme all&#8217;operatore Verizon.</p>
<p>L&#8217;idea della neutralità della rete (Net Neutrality) è tramontata nella sua forma più assoluta. Qualcuno può crederci ancora, ma non succederà.</p>
<p>Vorreste che un&#8217;operazione chirurgica a distanza (un medico che manovra un robot), viaggiasse in rete con la stessa priorità di un video porno? Se il video scatta l&#8217;utente pazienza, ma il paziente, impaziente per definizione, finisce per lasciarci le penne.</p>
<p>Una regolazione è necessaria anche perché le lamentele sull&#8217;infrastruttura adeguata sono più che concrete. Costruitene altre!, direte voi. Sì, ma ci vuole tempo. E se le regole non arrivano in fretta, allora si creano delle (cattive) abitudini. Decideranno tutto le <em>Telco</em>, perché non ci si è messo una pezza in tempo.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/net_neutrality.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1193" title="net_neutrality" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/net_neutrality-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a></p>
<p>La proposta di Google e quella di Telefónica sono pericolose per diverse ragioni. Si va dal pericolo di monopolio all&#8217;isolamento degli utenti in gruppi gestiti dai provider. Le possibilità sono tante, come testimoniano le tante voci che si sono levate per commentarlo.  Non è detto che sia la via più pericolosa però, visto che Linares ha anche detto di non essere interessato a &#8220;fare accordi come Verizon&#8221;. Se uno così rifiuta quella via, può significare solo che ne ha in mente una peggiore. Google e Verizon per esempio non hanno (ancora) detto che le tariffe flat sono un problema.</p>
<p>Le cose però devono cambiare. È una questione di <em>realpolitik </em>della rete. Mi piacerebbe che chiunque potesse accedere alla rete, da fisso o da cellulare, senza limiti e al minor prezzo possibile. Sarebbe la situazione ideale. Se però non è possibile (e pare che sia così) preferisco che esista un accesso minimo a un prezzo popolare. Paghi di più chi vuole e può farlo, e già così sarebbe una brutta situazione.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/googleneutral_1207131c.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1190" title="googleneutral_1207131c" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/googleneutral_1207131c-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Se è vero che il Lato Oscuro sta vincendo, non è urlando principi inesistenti che lo eviteremo. Scusate se non mi alzo.</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://googlepublicpolicy.blogspot.com/2010/08/joint-policy-proposal-for-open-internet.html">A joint policy proposal for an open Internet</a></p>
<p><a href="http://www.elpais.com/articulo/tecnologia/Telefonica/pone/entredicho/tarifas/planas/ilimitadas/elpeputec/20100830elpeputec_4/Tes">Telefónica pone en entredicho las tarifas planas &#8220;ilimitadas&#8221;</a></p>
<p><a href="http://blog.quintarelli.it/blog/2010/08/eccellente-analisi-di-ken-carter-sulla-proposta-google-verizon-da-leggere.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+QuintasWeblog+(Quinta's+weblog)&amp;utm_content=Google+Reader">Eccellente analisi di Ken Carter sulla proposta Google-Verizon. Da leggere</a></p>
<p><a href="http://techcrunch.com/2010/08/21/google-anakin-verizon-dark-side/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+Techcrunch+(TechCrunch)">Google Is Anakin, Verizon Is The Emperor, And The Dark Side Is Winning</a></p>
<p><a href="http://www.zdnet.com/blog/google/googleverizon-evil-or-just-plain-right/2392?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed:+ZDNetBlogs+(ZDNet+All+Blogs)&amp;utm_content=Google+Reader">Google/Verizon: Evil or just plain right?</a></p>
]]></content:encoded>


		<wfw:commentRss></wfw:commentRss>
		</item>
	<item>
		<title>Apple TV, potrebbe essere una bomba!</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/26/apple-tv-potrebbe-essere-una-bomba/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/26/apple-tv-potrebbe-essere-una-bomba/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 06:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[multimedia]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova Apple TV potrebbe essere una prodotto in grado di sbaragliare tutti i suoi concorrenti. Ma Apple farà le cose per bene o scegliere la classica strategia di bloccare funzioni e compatibilità?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appletvlogo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-813" title="appletvlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appletvlogo.png" alt="" width="200" height="150" /></a>L&#8217;Apple TV non ha riscontrato successo</strong>, e per svariati motivi. <strong>Il prezzo, il sistema chiuso, e molti problemi di compatibilità</strong> con file di diversi formati, lo rendevano un <strong>prodotto poco flessibile</strong>. C&#8217;è chi si è adoperato per craccare il sistema e aprirlo all&#8217;installazione di applicazioni aggiuntive che gli permettevano di superare molti problemi di compatibilità, ma solo una fetta di appassionati, molto piccola, ha intrapreso questa strada.</p>
]]></content:encoded>


		<wfw:commentRss></wfw:commentRss>
		</item>
	<item>
		<title>Un&#8217;idea, un brevetto per non vendere uno smartphone</title>
		<link>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/25/un-idea-un-brevetto-per-non-vendere-uno-smartphone/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/25/un-idea-un-brevetto-per-non-vendere-uno-smartphone/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 19:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tomsblog.it/valerioporcu/?p=1184</guid>

		<description><![CDATA[Qualche giorno fa Apple ha depositato una richiesta di brevetto scandalosa e offensiva. Gliene sono grato, perché stavo meditando di prendere un iPhone 4, e ho definitivamente desistito.

Secondo Apple il nuovo brevetto serve a rendere più sicuro il telefono. Se lo perdi o te lo rubano, con la nuova tecnologia non puoi solo ritrovarlo, ma [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa Apple ha depositato una <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/jailbreak-iphone-ecco-il-brevetto-per-trafiggerlo/26654/1.html">richiesta di brevetto scandalosa e offensiva</a>. Gliene sono grato, perché stavo meditando di prendere un iPhone 4, e ho <strong>definitivamente desistito</strong>.</p>
<div id="attachment_1185" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/iphone4_foto-595x377.jpg"><img class="size-medium wp-image-1185" title="iphone4_foto-595x377" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/iphone4_foto-595x377-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Il Lato Oscuro si nasconde dentro a un telefono?</p></div>
<p style="text-align: center">
<p>Secondo Apple <a href="http://www.patentvest.com/console/reports/docs/app/20100207721.html">il nuovo brevetto</a> serve a rendere più sicuro il telefono. Se lo perdi o te lo rubano, con la nuova tecnologia non puoi solo ritrovarlo, ma anche identificare il ladro e fargliela pagare, al cattivone.</p>
<p>A quanto pare servirà anche agli scopi dell&#8217;azienda, che potrà <strong>rilevare e bloccare i telefoni con Jailbreak.</strong> Io ci credo poco, anzi pochissimo: una tecnologia di protezione è come una cassaforte. Presto o tardi arriva lo scassinatore capace di aprirla.</p>
<p>Se la protezione dal Jailbreak è una barzelletta, <strong>i contenuti del brevetto sono preoccupanti, per non dire terrorizzanti</strong>. Apple sostiene di volere creare tecnologie capaci di riconoscere un utente autorizzato da uno che non lo è, vale a dire di distinguere tra il ladro e il derubato, e dare uno scappellotto a quest&#8217;ultimo.</p>
<p>Bella idea, direte voi. E lo direi anch&#8217;io, sul primo momento. Per Apple <strong>il ladro non ha diritti</strong>, quindi si possono fare fotografie con il telefono a sua insaputa, per sapere che faccia ha e dove si trova. Si può usare il GPS per sapere dov&#8217;è stato, dov&#8217;è e dove è diretto. Si possono registrare le sue conversazioni, memorizzare la traccia audio della sua voce (anche se non ci sono chiamate attive) e tracciare il battito del suo cuore (che a quanto capisco è un segnale unico, che ti rende riconoscibile come la retina). E, come no, tracciare la sua attività online, magari leggere la sua posta, vedere che siti frequenta, chi sono i suoi amici su Facebook, e così via.</p>
<div id="attachment_1186" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/iphonesam403-595x377.jpg"><img class="size-medium wp-image-1186" title="iphonesam403-595x377" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/iphonesam403-595x377-300x190.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Sarà per questo che hanno rinviato quello bianco?</p></div>
<p style="text-align: center">
<p>Cattivo cattivo ladro. Apple ti sculaccerà a dovere. Sì, però non mi sembra una gran cosa sapere che un&#8217;azienda metta nero su bianco la sua intenzione di diventare <strong>il più grande dei Grandi Fratelli</strong>. Una volta che ottiene questo potere, come faccio io, utente onesto, a sapere che non sono le mie attività ad essere sotto osservazione, magari per trasformarmi in un obiettivo migliore per la pubblicità? Il sospetto è rafforzato dalla descrizione del brevetto: per capire che un utente è &#8220;non autorizzato&#8221; il telefono ha preventivamente registrato facci, voce e battito cardiaco di quello &#8220;autorizzato&#8221;, cioè il cliente pagante.</p>
<p><em>Cliente</em> sarà ancora il termine corretto?</p>
<p>Per risolvere i problemi di uno smarrimento o di un furto mi sembra una soluzione francamente eccessiva, per non dire spaventosa. E anche per eliminare il problema del Jailbreak è fuori luogo, oltre che probabilmente inutile.</p>
<p><strong>Probabilmente né le autorità statunitensi né quelle europee sarebbero mai disposte ad accettare una cosa del genere</strong>. Ma non importa: il solo fatto che Apple si sia spinta così oltre da presentare questo brevetto è sufficiente per farle perdere ogni ombra di fiducia, almeno da parte mia.</p>
<p><strong>Peccato</strong>, perché l&#8217;iPhone 4 mi piace e mi ero convinto a prenderlo, anche in funzione di piani telefonici che sembrano fatti su misura per me. Pazienza, tornerò alla mia idea originale e prenderò un terminale Android.</p>
<p><strong>Peccato e tragedia</strong>, perché la scelta di Apple non riguarda solo la mela morsicata. Mette in piazza una cosa che accomuna chiunque produca dispositivi elettronici personali. Che sia un PC, un Kindle, uno smartphone o un navigatore GPS, se può collegarsi a Internet vi mette a nudo. Domani potrebbe andare peggio, e probabilmente lo sarà.</p>
<p>C&#8217;è poco da stare allegri. Scusate se non mi alzo.</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<p>EFF: <a href="http://www.eff.org/deeplinks/2010/08/steve-jobs-watching-you-apple-seeking-patent-0">Steve Jobs Is Watching You: Apple Seeking to Patent Spyware</a></p>
<p><a href="http://www.patentvest.com/console/reports/docs/app/20100207721.html">Testo integrale del brevetto</a></p>
<p>Nota: nel titolo non c&#8217;è scritto iPhone né Apple per una ragione, che si riassume nell&#8217;ultimo paragrafo. A buon intenditore poche parole, spero.</p>
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		</item>
	<item>
		<title>App Store o Marketplace, chiedere il rimborso per un&#8217;App</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/25/app-store-o-marketplace-chiede-il-rimborso-per-unapp/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/25/app-store-o-marketplace-chiede-il-rimborso-per-unapp/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
		<category><![CDATA[App store]]></category>
		<category><![CDATA[ipad]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[itunes store]]></category>
		<category><![CDATA[marketplace]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fate un'acquisto errato sull'AppStore potete chiedere il risarcimento. Non è sicuro che lo riceverete, ma tentar non nuoce.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/storelogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-802" title="storelogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/storelogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Se avete fatto un <strong>acquisto avventato o errato di  un&#8217;applicazione</strong> per iPhone, iPod o iPad, c&#8217;è una <strong>speranza per farvi rimborsare  il denaro speso</strong>. Probabilmente non tutti lo sanno, e specialmente considerando  il prezzo, di un paio di euro nella maggior parte dei casi, non si è spinti ad  effettuare la procedura di richiesta di rimborso. Se inoltre leggiamo il contratto  di vendita Apple, viene esplicitato che il rimborso non è previsto, a patto di  una valida ragione.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Senza pause il cervello non memorizza, come i vecchi file system</title>
		<link>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/25/senza-pause-il-cervello-non-memorizza-come-i-vecchi-file-system/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/25/senza-pause-il-cervello-non-memorizza-come-i-vecchi-file-system/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Roberto Buonanno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Network]]></category>

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		<description><![CDATA[Passiamo tutto il nostro tempo, anche quello libero, consultando schermi di computer, telefoni e tavolette magiche. Se il cervello non si ferma un attimo però, tutte le informazioni che accumuliamo vanno perse. L'ozio è produttivo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il cervello umano ha bisogno di pause per elaborare e archiviare nella memoria a lungo termine informazioni, studi, letture e sensazioni. Pause vere però, ovvero interi, lunghi minuti passati senza far nulla. Cioè senza leggere e scrivere SMS, senza spulciare le email sullo Smartphone e con televisione, radio e computer spenti.</p>
<div id="attachment_491" class="wp-caption alignnone" style="width: 410px"><a rel="attachment wp-att-491" href="http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/25/senza-pause-il-cervello-non-memorizza-come-i-vecchi-file-system/sleepycat/"><img class="size-full wp-image-491" title="sleepycat" src="http://tomsblog.it/robertobuonanno/files/sleepycat.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Un attimo di pausa aiuta il cervello a elaborare e memorizzare gli input ricevuti fino a quel momento.</p></div>
<p>Lo conferma una ricerca della University of California di San Francisco, ma io lo ribadisco da sempre. L’essere umano ha il diritto di spendere parti della propria giornata nel pieno ozio.<strong> Fermarsi e riposare è indispensabile per memorizzare le proprie esperienza. </strong>Funziona così dal principio dei tempi ma, dall’avvento dell’era digitale, stiamo abituando il nostro cervello a metodiche malsane.</p>
<p>Come riporta l’International Herald Tribune, i ricercatori statunitensi hanno dimostrato questa teoria osservando le attività cerebrali di alcuni topolini da laboratorio.<br />
Il cervello dei ratti è particolarmente attivo quando gli animaletti affrontano nuove esperienze, come l’esplorazione di un ambiente sconosciuto. Ma solo quando l’esplorazione s’interrompe e i topolini si fermano un attimo, i loro cervelli elaborano le informazioni accumulate e creano una memoria persistente dell’esperienza vissuta.</p>
<p>Rimango dell’idea che gli scienziati dovrebbero ficcarsi sonde e rilevatori nei propri c&#8230; ervelli invece che in quelli di bestiole innocenti. L’esperimento per me infatti dimostra la teoria dell’acqua calda. Anche quando si studia, per esempio, se non ci si ferma un attimo a riflettere ed elaborare quando appena letto, si perde tutto.</p>
<div id="attachment_490" class="wp-caption alignnone" style="width: 435px"><a rel="attachment wp-att-490" href="http://tomsblog.it/robertobuonanno/2010/08/25/senza-pause-il-cervello-non-memorizza-come-i-vecchi-file-system/business-man-sleeping-on-laptop-in-the-field/"><img class="size-full wp-image-490" title="business man sleeping on laptop in the field" src="http://tomsblog.it/robertobuonanno/files/brain_rest.jpg" alt="" width="425" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Essere produttivo sempre e comunque è improduttivo.</p></div>
<p>Curiosamente la stessa cosa accadeva nei file system Unix di qualche tempo fa. In pratica il sistema ti diceva “vai tranquillo, ho salvato il file!”. In realtà però i cambiamenti venivano salvati nella sola memoria volatile. La vera e propria registrazione su disco fisso avveniva solo in un momento di idle, ovvero di inattività del computer. Quindi se spegnevi il computer nel momento sbagliato, perdevi tutte le modifiche ai file.</p>
<p>Che essere sempre impegnati a far qualcosa faccia svalvolare il cervello lo dimostrano anche le nuove generazioni di ragazzini iper frustrati. Quando i genitori non li rimbalzano tra scuola, danza, tennis, pianoforte, karate, corsi di recupero, si demoliscono i neuroni con le più disparate attività digitali. E non si fermano mai un momento a pensare.</p>
<p>Sfida al lettore: ti ricordi  quand’è stata l’ultima volta che ti sei fermato un quarto d’ora a riflettere, meditare, oppure semplicemente oziare?</p>
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		</item>
	<item>
		<title>App Error 523 BlackBerry, wipe e installazione del sistema operativo</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/18/app-error-523-blackberry-wipe-e-installazione-del-sistema-operativo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[507]]></category>
		<category><![CDATA[app error 523]]></category>
		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[wipe]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida per il ripristino di un BlackBerry bloccato con errore "App Error 523". Come effettuare il Wipe e reinstallare il sistema operativo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrorlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-790" title="apperrorlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrorlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Attenzione: Ci sono diverse guide sul web di come risolvere questo problema, ma con questa cerco di raggruppare tutte le soluzioni, mettendo in ordine le tante informazioni frammentarie sparse per il web.</strong></p>
<p>Ogni tanto può capitare che un <strong>BlackBerry, qualsiasi modello, smetta di funzionare</strong>, mostrando una schermata bianca con la scritta &#8220;<strong>App Error 523</strong>&#8220;. </p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Sonos S5, musica multi-room di alta qualità</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/17/sonos-s5-musica-multi-room-di-alta-qualita/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/17/sonos-s5-musica-multi-room-di-alta-qualita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 10:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[multi-room]]></category>
		<category><![CDATA[s5]]></category>
		<category><![CDATA[sonos]]></category>
		<category><![CDATA[zoneplayer]]></category>

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		<description><![CDATA[Sonos è specializzata in installazioni audio multi-room. L'ultimo nato, il modello S5, ha dato prova di essere un prodotto di altissima qualità.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonologo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-783" title="sonologo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonologo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Sonos è un’azienda specializzata in sistemi audio multi stanza. Ho conosciuto questo marchio cinque anni fa, se ricordo bene, durante una manifestazione fieristica. Già all’epoca erano l’avanguardia di quello che ora è diventato la normalità per molti produttori, cioè la riproduzione audio senza fili, con tanto di immagini della copertina e informazioni sulla traccia.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Tanti dispositivi e non tutti molto utili</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/16/tanti-dispositivi-e-non-tutti-molto-utili/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 10:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[evelin]]></category>
		<category><![CDATA[mid]]></category>
		<category><![CDATA[nilox]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena è stato presentato l'iPad, molti si sono chiesti a cosa sarebbe servito. Molti produttori stanno però seguendo le orme di Apple, offrendo a loro volta dei Tablet simili. Ci sono però dei dispositivi intermedi difficili da collocare. Ma perché vengono creati?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/lgoandro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="lgoandro" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/lgoandro.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Una volta c’erano i cellulari, i PDA e i Notebook. Le loro funzioni erano abbastanza definite, ogni tanto il PDA faceva anche il cellulare, ma ognuno aveva il suo ruolo nella vita digitale quotidiana. Ogni dispositivo aveva anche il suo sistema operativo. Magari in tutti i casi era Windows, ma le versioni erano differenti al punto tale che richiedevano un approccio differente; applicazioni diverse, metodi d’interazioni diversi, insomma, mondi separati.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Riparazione in garanzia entro 30 o 60 giorni, non c’è scusa che tenga</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/11/riparazione-in-garanzia-entro-30-o-60-giorni-non-c%e2%80%99e-scusa-che-tenga/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/11/riparazione-in-garanzia-entro-30-o-60-giorni-non-c%e2%80%99e-scusa-che-tenga/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 21:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[euronics]]></category>
		<category><![CDATA[expert]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[marcopolo]]></category>
		<category><![CDATA[mediaworld]]></category>
		<category><![CDATA[unieuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Le catene di elettronica devono riparare o sostituire i dispositivi in garanzia entro massimo 60 giorni. Non credete a niente di diverso, devono farlo, sono obbligate!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/garanzialogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-760" title="garanzialogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/garanzialogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>L’Antitrust ha fatto un nuovo e importante passo nella tutela dei consumatori: <strong>le grandi catene di elettronica dovranno riparare o sostituire i dispositivi danneggiati entro massimo 60 giorni</strong>. Più precisamente, 60 giorni per Trony e UniEuro e 30 giorni per Euronics e MarcoPolo. A breve anche i piccoli rivenditori dovrebbero adeguarsi a questa norma.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>AdBlock, usatelo con intelligenza</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/10/adblock-usatelo-con-intelligenza/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/10/adblock-usatelo-con-intelligenza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 10:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[adblock]]></category>
		<category><![CDATA[banner]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[L'uso di AdBlock compromette Internet per come la conosciamo. Bisognerebbe insegnare ad usare questo strumento, perché Internet è gratis, e bloccare la pubblicità è quasi come rubare.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-753" title="adlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Più volte c’è stata occasione per raccogliere i commenti, poco condivisibili per quanto mi riguarda, sull’<strong>uso indiscriminato di AdBlock</strong> e altre estensioni per browser atte a bloccare la pubblicità presente sui siti web. Come più volte ho detto, rispondendo direttamente ai commenti di alcuni utenti, reputo questa pratica molto cinica e scorretta. <strong>Tanti siti web</strong>, se non tutti, vivono ed <strong>esistono solo grazie ai banner</strong> presenti nelle pagine.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>iPhone 4, il verdetto: lo prendo o no?</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/09/iphone-4-il-verdetto-lo-prendo-o-no/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/09/iphone-4-il-verdetto-lo-prendo-o-no/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo molti test e valutazioni effettuate sull'iPhone 4, ecco le conclusioni. Se vi state chiedendo se acquistare o no il nuovo Smartphone Apple, forse qui troverete la risposta.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphonebuylogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-727" title="iphonebuylogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphonebuylogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Ho passato gli ultimi giorni ha valutare l’iPhone 4 da molteplici punti di vista. Ho scritto diversi articoli e qualcuno mi ha anche chiesto perché tutta questa attenzione attorno ad Apple, perchè non faccio la stessa cosa per altri terminali di Samsung, Nokia &amp; Company. La risposta è semplice: iPhone 4 è uscito in Italia venerdì scorso, si sono spesi tonnellate di bit sui pregi e i difetti, e mi sembrava doveroso sviscerare tutto quanto detto finora per verificarlo o confutarlo. </p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Internet. Più stupidi o più intelligenti?</title>
		<link>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/08/internet-piu-stupidi-o-piu-intelligenti/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/08/08/internet-piu-stupidi-o-piu-intelligenti/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 23:21:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valerio Porcu</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tomsblog.it/valerioporcu/?p=1177</guid>

		<description><![CDATA[Quando si parla di Rete tutti abbiamo il nostro personale punto di vista. Gli studi sociali e le opinioni sono già abbondanti, a riflettere l’immensa varietà di contenuti disponibili. Come con la TV, i videogiochi o i romanzi rosa, c’è chi dice che l’uso di Interenet sia dannoso per le menti dei più giovani (e [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di Rete tutti abbiamo il nostro personale punto di vista. Gli studi sociali e le opinioni sono già abbondanti, a riflettere l’immensa varietà di contenuti disponibili. Come con la TV, i videogiochi o i romanzi rosa, c’è chi dice che l’uso di Interenet sia dannoso per le menti dei più giovani (e non), e chi sostiene invece che sia benefico.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PT-AO835_CovJum_G_20100604152914.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1176" title="PT-AO835_CovJum_G_20100604152914" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PT-AO835_CovJum_G_20100604152914-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Questa dicotomia si trascina da un po’, e periodicamente emergono nuovi elementi a testimoniare le ragioni dell’uno o dell’altro schieramento. Lo scorso giugno il dibattito è stato ravvivato da due delle voci più influenti degli ultimi anni, per quanto riguarda questo argomento. <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704025304575284973472694334.html">Clay Shirky</a> e <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704025304575284981644790098.html">Nicholas Carr</a>. Del primo ho già parlato, quando ho cercato di decifrare <a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/2009/11/21/lalgoritmo-della-fiducia-ecco-di-cosa-hanno-paura-i-vecchi-giornali/">l’algoritmo della fiducia</a>.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PT-AO829A_Cover_DV_20100604193223.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1175" title="PT-AO829A_Cover_DV_20100604193223" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/PT-AO829A_Cover_DV_20100604193223.jpg" alt="" width="262" height="262" /></a></p>
<p>Per Shirky la diffusione della rete è positiva. La paragona ad altre rivoluzioni culturali, che hanno permesso alla conoscenza di diffondersi, e dato a più persone la possibilità di esprimersi. Inevitabilmente con tale crescita di libertà aumenta anche la quantità di materiali mediocri e trascurabili, come questo blog, ma poco importa. Il fattore fondamentale è che ci sono più informazioni, e che più persone possono partecipare al processo di creazione delle informazioni stesse, in tanti modi diversi.</p>
<p>Non solo. La Rete ha reso possibilie la creazione collaborativa. Progetti immensi sono resi possibili dalla partecipazione volontaria di migliaia di persone in tutto il mondo, spesso a titolo gratuito. E nella maggior parte dei casi i risultati sono encomiabili.</p>
<p>Inevitabilmente, prima vengono le frivolezze, e poi la conoscenza profonda. Shirky ricorda che la stampa fece nascere prima i racconti erotici, e cent’anni dopo i testi scientifici.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/internet-addiction.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1174" title="internet-addiction" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/internet-addiction-300x249.jpg" alt="" width="300" height="249" /></a></p>
<p><strong>La chiave del problema è quindi la distrazione</strong>.  La conoscenza è vicina, e quindi lo è il nostro miglioramento come persone. Gli elementi che ci allontanano da essa però sono ogni momento più numerosi e difficili da evitare.</p>
<p>Shirky è però ottimista, e crede che l’esplosione dei contenuti online, per noi che vi siamo esposti, avrà un percorso simile a quello dell’esplosione dei testi stampati, che spaventava persino Edgar Allan Poe.</p>
<p>In primo luogo Internet ha il pregio di <strong>restituire ai processi di lettura/scrittura una centralità che era andata persa</strong>, nelle nostre vite.  Il secondo elemento per essere ottimisti è che bisogna guardare alle buone cose che si trovano in rete, alle idee intelligenti e innovative, che troveranno il modo di sopravvivere a quest’epoca di caos, e forse di germogliare in un futuro non lontano.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/IAD.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1173" title="IAD" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/IAD-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p>Nicholas Carr invece crede che leggere e formarsi tramite un’ipertesto sia dannoso, perché <strong>l’abbondanza di link e di contenuti aggiuntivi è una distrazion</strong>e alla quale è quasi impossibile resistere. In altre parole quello che in linguistica si chiama cotesto diventa un elemento preponderante, e una barriera al pensiero profondo e alla ricerca dettagliata. In altre parole Internet è la ragione per cui molti di noi hanno una cultura superficiale e frivola. Alla profondità si preferisce la velocità, e questo è un danno.</p>
<p>Carr parte da una base molto solida, vale a dire il <strong>crollo del mito della multimedialità umana</strong>. È stato dimostrato oltre ogni dubbio, infatti, che non siamo fatti per fare più cose alla volta. Possiamo, grazie all’allenamento e un eccesso di orgoglio e autostima, leggere uno o due articoli, gestire un foglio Excel e un documento Word, ascoltare un brano musicale e sgranocchiare qualcosa. Ma probabilmente non facciamo al meglio nessuna di queste cose, e lo spuntino potrebbe andarci di traverso.</p>
<p>Carr però non riesce a vedere la positività che per Shirky è ovvia. Sarà per romanticismo, ma io preferisco pensare che Internet ci possa aiutare a migliorare. Avevo già ipotizzato questa cosa <a href="http://www.tomshw.it/business.php?guide=200703131">anni fa</a> (anche prima che questi signori diventassero famosi), e oggi ne sono ancora più convinto.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/book2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1172" title="book" src="http://tomsblog.it/valerioporcu/files/book2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La parte di umanità che quotidianamente si espone a Internete ridefinisce il proprio modo di pensare e di gestire le inforamazioni. Usa diversamente la memoria e ha un approccio non tradizionale alle nuove informazioni. Oggi probabilmente ha ragione Nicholas Carr, ma è una vittoria temporanea dei pessimisti. Con il tempo i contenuti della Rete diventeranno più comprensibili per tutti, e chi la usa imparerà a muoversi in essa con abilità.</p>
<p>Il nostro cervello è ancora un grande mistero. Non c’è ragione di credere che non sia capace di nuove meraviglie, se gli si offrono gli strumenti (Internet) e un po’ di tempo per farci l’abitudine.</p>
<p>Approfondimenti (in inglese), pieni di link da cliccare.</p>
<p>Nicholas Carr: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704025304575284981644790098.html">Does the Internet Make You Dumber</a>?</p>
<p>Clay Shirky: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704025304575284973472694334.html">Does The Internet Make You Smarter</a>?</p>
<p>Steven Pinker: <a href="http://www.nytimes.com/2010/06/11/opinion/11Pinker.html?_r=3">Mind Over Mass Media</a>.</p>
<p>Nick Bilton: <a href="http://bits.blogs.nytimes.com/2010/06/11/in-defense-of-computers-the-internet-and-our-brains/">The Defense of Computers, the Internet and our brains</a>.</p>
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	<item>
		<title>iPhone, Android, Windows, è tutta questione di App &#8211; Seconda parte</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/07/iphone-android-windows-e-tutta-questione-di-app-seconda-parte/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/07/iphone-android-windows-e-tutta-questione-di-app-seconda-parte/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 14:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>

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		<description><![CDATA[AppStore e Marketplace sono molto simili, ma per accedere ai benefici dello store di Google servono molti meno soldi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/logoandroid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-745" title="logoandroid" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/logoandroid.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>In <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/06/iphone-android-windows-e-tutta-questione-di-app/" target="_blank">questo articolo</a> mi sono interrogato sull&#8217;importanza dell&#8217;AppStore e del Marketplace, cioè del supporto delle applicazioni per i terminali mobile, come Smartphone o Tablet. Per qualche cliente un accesso facile e veloce a una miriade di applicazioni differenti potrebbe fare la differenza, e spostare l&#8217;ago della bilancia nella decisione d&#8217;acquisto.</p>
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	<item>
		<title>iPhone, Android, Windows, è tutta questione di App</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/06/iphone-android-windows-e-tutta-questione-di-app/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 07:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[App store]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[marketplane]]></category>
		<category><![CDATA[Windows mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanta importanza ha lo shop delle applicazioni nella scelta dello Smartphone? Meglio l'AppStore o il Marketplace? Per alcuni potrebbe fare molta differenza, e per voi?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/androidlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-732" title="androidlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/androidlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Meglio l&#8217;iPhone, no meglio Android, vedrete che Windows 7 spaccherà. Quando si parla di telefonia, non c&#8217;è arbitro che riesca a mettere un po&#8217; di ordine. Per partito preso, ognuno dice la sua e difende a spada tratta le sue idee, senza nemmeno pensare di metterle in discussione. Se in questa formula iniettiamo un po&#8217; di sano fanatismo e qualche istigatore, ecco che ogni discussione degenera in un&#8217;accozzaglia di ingiurie.</p>
]]></content:encoded>


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	<item>
		<title>Intel e FTC, un accordo che cambia tutto?</title>
		<link>http://tomsblog.it/manolodeagostini/2010/08/05/intel-e-ftc-un-accordo-che-cambia-tutto/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 18:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manolo De Agostini</dc:creator>
				<category><![CDATA[AMD]]></category>
		<category><![CDATA[Intel]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>

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		<description><![CDATA[Intel si è accordata con la Federal  Trade Commission per evitare una di quelle mega multe per abuso di  posizione dominante che ogni tanto sarebbero salutari (Intel  a patti con la FTC: svolta nei mercati CPU e GPU). E con mega  multa non intendo quel miliardo di euro inflitto alla stessa [...]]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intel si è accordata con la Federal  Trade Commission per evitare una di quelle mega multe per abuso di  posizione dominante che ogni tanto sarebbero salutari (<strong><a href="http://www.tomshw.it/cont/news/intel-a-patti-con-la-ftc-svolta-nei-mercati-cpu-e-gpu/26560/1.html" target="_blank">Intel  a patti con la FTC: svolta nei mercati CPU e GPU</a></strong>). E con mega  multa non intendo quel miliardo di euro inflitto alla stessa Intel  dalla Commissione Europea, quelle sono noccioline.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-537" title="intel-vs-nvidia" src="http://tomsblog.it/manolodeagostini/files/intel-vs-nvidia.jpg" alt="" width="415" height="182" /></p>
<p>Proprio l&#8217;altro giorno parlavo di  Nvidia e di come i recenti movimenti di mercato l&#8217;avessero messa in  una posizione scomoda (<strong><a href="http://tomsblog.it/manolodeagostini/?p=523" target="_blank">Nvidia  fatica, troppi progetti le hanno fatto perdere il focus?</a></strong>). Quello  che però è successo nella tarda serata di ieri, ribalta tutto.  Andiamo per punti.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>Samsung eReader E60, l&#8217;hardware c&#8217;è, il prezzo manca</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/05/samsung-ereader-e60-lhardware-ce-il-prezzo-manca/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/05/samsung-ereader-e60-lhardware-ce-il-prezzo-manca/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 11:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[eink]]></category>
		<category><![CDATA[ereader]]></category>
		<category><![CDATA[samsung e60]]></category>

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		<description><![CDATA[E60 è il primo eReader di Samsung, basato su tecnologia eInk e con schermo da 6 pollici. Funziona bene, ma il prezzo è superiore ad altri dispositivi simili.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/e60logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-719" title="e60logo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/e60logo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>In questi giorni ho in prova il nuovo eReader di Samsung, il modello E60. La prova completa uscirà al rientro delle vacanze, ma qualche idea me la sono già fatta.</p>
<p>Ecco le informazioni tecniche essenziali: schermo e-ink da 6 pollici, wi-fi, compatibilità PDF, DOC ed ePub, funzionalità multimediali. L&#8217;E60 non si limita a visualizzare solo gli eBook, ma estende le potenzialità integrando un lettore MP3, un visualizzatore d&#8217;immagini, un dizionario, un calendario e un taccuino per gli appunti.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
	<item>
		<title>L&#8217;ADSL Alice non funziona. Telecom dice bugie e chiude la chiamata.</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/04/ladsl-alice-non-funziona-telecom-dice-bugie-e-chiude-la-chiamata/</link>
		<comments>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/04/ladsl-alice-non-funziona-telecom-dice-bugie-e-chiude-la-chiamata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 17:29:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[adsl]]></category>
		<category><![CDATA[alice]]></category>
		<category><![CDATA[telecom]]></category>

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		<description><![CDATA[Telecom prende i giro i suoi clienti. Forse si, forse no... Qualcuno ha avuto esperienze simili?]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/no187logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-593" title="no187logo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/no187logo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Mi sento un po&#8217; preso in giro. Telecom ha per caso una Black List? Ecco cosa mi è successo.</p>
<p>Il  numero 187 è il punto d&#8217;accesso telefonico al servizio clienti Telecom, da  chiamare in caso di guasti o per richiedere altre informazioni sul proprio  contratto. C&#8217;è però qualcosa di strano nei messaggi preregistrati.</p>
]]></content:encoded>


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		</item>
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