Foto, video, musica, eccezione fatta per chi ha in programma di lasciare il mondo civilizzato e ritarsi in un monastero o un convento, tutti gli altri hanno a che fare, tutti i giorni, con contenuti multimediali. A quelli autoprodotti, acquistati o scaricati da Internet, si aggiungono quelli che ci propinano involontariamente sui canali sociali. Se usate Facebook, sapete cosa significa avere tanti amici attivi che condividono sulla bacheca le foto o i video distribuiti dagli innumerevoli servizi online, YouTube in testa.
All’elevata quantità di file corrisponde un’altrettanto elevato numero di dispositivi con cui è possibile fruirne. Il primo e più ovvio è il PC/Notebook, a cui si sono aggiunti gli smartphone, più o meno moderni, e i tablet. Se però volete gustarvi un film seduti in poltrona, questi dispositivi sono inutili, a meno di non collegarli alla TV in scomode configurazioni, o disporre di una televisione all’ultimo grido dotata di mediaplayer integrato.
La soluzione è quindi un media player da collegare alla TV, sempre pronto all’occorrenza, in grado di recuperare i file da più posizioni, da un hard disk di rete così come da una pen drive o un disco esterno. Anche le console da gioco possono adattarsi a questo uso, ma la compatibilità dei file non è mai massima, e bisogna lavorarci sodo se si vogliono evitare limitazioni.
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