Da uno studio dell’Università di Cagliari, sembrerebbe che il PageRank – l’indice Google di classificazione di una pagina web in base alla sua popolarità/importanza – abbia relazioni dirette con la fisica quantistica. Lo studio afferma che l’algoritmo Google, se vogliamo fare un parallelo, rappresenta il Web come un grafo (insieme di elementi detti nodi o vertici collegati fra loro da archi o lati), con i nodi che sono le pagine, e gli archi che sono i link. L’immagine che ne risulta esemplifica lo stato del web e permette di stilarne una classifica (PageRank).
A questo punto, avendo davanti un modello fisico, è possibile applicare le leggi della meccanica quantistica per predire l’evoluzione del sistema – dei link – per scoprire quindi l’andamento del web (teorie perturbative). Introducendo o eliminando una pagina, è possibile valutare come varia il sistema, e quindi effettuare analisi che permettono di migliorare l’appetibilità di un link.

Quando si parla di PageRank, tutti sanno cos’è, ma nessuno sa realmente come funziona. La definizione stessa data da Google, o il brevetto (qui), lascia aleatorietà ad alcuni elementi, il che non permette una visione chiara e completa del suo funzionamento. Forse il parallelo con la fisica quantistica è abbastanza azzeccato da spiegare come mai nessuno sappia realmente “manipolare” il G-Algoritmo.
Qualche fisico specializzato in cerca di lavoro sul web?




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