Saltando di link in link, sono capitato su un’analisi di Jamie Madigan (riportata da alcuni siti del settore), psicologo e videogiocatore, riguardante il prezzo dei videogiochi della nuova offerta Microsoft relativa alla Game Room.
Andiamo per ordine. Game Room è un servizio Microsoft per Xbox Live e Game for Windows che permette di giocare o acquistare un gioco scelto tra i classici arcade (Space Invaders e simili). Sotto analisi è stato lo schema dei prezzi offerto, riassunto in questo esempio:
40 Microsoft Points (0,5 $): giocare una sola volta al gioco.
240 Microsoft Points (3 $): acquistare il gioco per un’unica piattaforma, PC o Console.
400 Microsoft Points (5 $): acquistare il gioco per entrambe le piattaforme.
Secondo l’analista psicologo, a Microsoft non sono capaci di fare affari (ci avreste mai creduto?). Spiega tutto ciò con un altro esempio. Dan Ariely, esperto economista, nella stesura di un suo saggio ha fatto un esperimento, chiedendo a un campione di studenti quale tra queste possibilità di fruizione dei contenuti del sito/rivista “The Economist” avrebbero scelto:
- Abbonamento al sito Economist.com: 59 $
- Abbonamento alla versione cartacea: 125 $
- Abbonamento alla versione cartacea e al sito web: 125 $
La scelta, in questo caso, sembra semplice, infatti il 16% ha scelto l’opzione 1 e l’84% l’opzione 3. Insomma, nessuno ha scelto di pagare la consultazione della sola versione cartacea allo stesso prezzo della rivista+sito web.
Il test è stato ripetuto, con lo stesso campione di persone, rimuovendo l’opzione due. Si poteva quindi scegliere tra il solo abbonamento web a 59$ e la versione con rivista+sito web a 125$. I risultati del secondo sondaggio sono forse meno diretti da immaginare, infatti, in questo caso, il 68% ha scelto la versione solo web e il 32% l’opzione web+rivista.
Nonostante le due opzioni erano identiche, ed è stata rimossa l’unica opzione evidentemente non conveniente, le scelte sono cambiate.
Questo comportamento viene spiegato con il modo in cui il cervello umano ragiona. Gli umani non sembrano particolarmente portati per fare valutazioni assolute. Si tende a confrontare le opzioni e a dire cosa è meglio o peggio di altro.
Facciamo un altro esempio. Immaginate di voler acquistare un videogioco. Avete tre opzioni: la prima è l’acquisto in un famoso e affidabile negozio online, la seconda è l’uso di un negozio online non molto conosciuto, la terza è l’acquisto in un negozio online estero. In questa scelta s’inseriscono fattori quali il prezzo del gioco e l’affidabilità dell’acquirente. Molto probabilmente sarete tentati di acquistare in uno dei due negozi online italiani, e se il risparmio e buono, potreste affidarvi al più economico dei due. Nonostante il terzo negozio, quello estero, offra un prezzo ancora più conveniente, la valutazione dell’affidabilità gioca un ruolo importante che vi allontanerà dall’acquisto.

Allo stesso modo, se Microsoft cambiasse il suo listino prezzi in qualcosa come:
40 MP: gioca solo una volta
360 MP: acquista per una piattaforma
360 MP: acquista per entrambe le piattaforme
La percentuale cambierebbe, portando l’acquirente a fare una scelta che secondo la sua valutazione sarebbe la migliore, e indirettamente porterebbe più denaro nelle tasche di Microsoft.
Se l’analisi sia o meno applicabile al mondo delle offerte dei videogiochi (titolo o abbonamenti a servizi) rimane tutta da vedere. Per ora prendiamola per quella che è, e viviamo nell’idea che mamma Microsoft non è così cattiva come sembra, ha a cuore i suoi videogiocatori, e vuole evitare pratiche psicologiche per indurre la gente in tranelli macina soldi. Sarà realmente così?




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