Welcome to Magazine Premium

You can change this text in the options panel in the admin

There are tons of ways to configure Magazine Premium... The possibilities are endless!

Member Login
Lost your password?

Siti Internet bloccati. Tutto ciò è mostruoso!

29 luglio 2010
By

La corsa all’oscuramento dei siti web è per molti paesi un affare quotidiano. Notizie di nuovi e grandi siti bloccati non si fanno aspettare, la lista aumenta ad ogni ora. Le nazioni meno permissive sono principalmente quelle che occupano Asia e Medio Oriente, e senza sorpresa sono quelle in cui sono più forti le convinzioni sociopolitiche e religiose.

In questi ultimi mesi sta facendo parlare molto di sé la Turchia, con ban e riammissioni dei più svariati WWW. Da YouTube a Google, Facebook, Wikipedia, insomma, praticamente tutte le colonne portanti del Web. Attualmente sono circa 4000 i siti bloccati. Questa non vuole essere un’analisi sociale o politica, sarebbe screanzato voler condensare in poche righe di un post da Blog quello che richiederebbe analisi e approfondimenti tali da giustificare una professione. Non voglio parlare del totalitarismo di alcune nazioni, o di motivazioni religiose. Vuole solo essere un piccolo articoletto divulgativo.

A proposito della Turchia, stavo leggendo un approfondimento di Klaus Jurgens, giornalista del Today’s Zaman, incentrato sui motivi, o forse meglio dire “giustificazioni”, degli oscuramenti dei siti Turchi. A capo di tutto c’è un’unica motivazione: gli insulti e gli atti criminali. Qui ritorniamo più avanti.

Dovete sapere che nel 2007 il governo Turco ha varato una legge, la numero 5651, con cui ha delineato le linee guida della legalità dei siti web. Se un sito web va contro quando dice tale legge, allora deve essere bloccato. Quello che dice la legge non ci importa, per un piccolo particolare: la Corte Turca, come corollario, ha lasciato la possibilità alle autorità giudiziarie di “interpretare quali siti erano fuori legge”. Insomma, faccio una legge, e poi dico: “queste sono le linee guida, ma se reputi che un sito sia da oscurare, procedi pure a bloccarlo”. Le leggi spesso vanno interpretate, ma questa è forse la massima espressione.

Un report dell’OSCE ha mostrato chiaramente quanto il comportamento della Turchia, e specialmente della sopracitata legge, vado contro le leggi della costituzione Turca stessa, in difesa dei diritti umani e della libertà di parola. Propongo un estratto, tradotto per semplicità di lettura: “Lo studio mostra che l’impatto del regime Turco, e delle affini carenze giuridiche e procedurali, impattano non solo sulla libertà di espressione e d’informazione, ma infrangono anche il diritto di avere un giusto processo, per quanto riguarda tutti i siti oscurati. Lo studio mostra inoltre la mancanza di trasparenza giudiziaria e amministrativa negli ordini di blocco emessi dai tribunali.”  Per chi volesse, qui un bel PDF da 36 pagine: http://www.osce.org/documents/rfm/2010/01/42294_en.pdf

Detto questo, che permette d’inquadrare meglio il modo d’agire, torniamo alla motivazione che abbiamo lasciato in sospeso. Traducendo il comportamento degli organi attuatori del governo Turco, succede che ogni sito che mostra attività criminali o che riporta insulti verso la nazione, il governo, i suoi rappresentati, e così via, deve essere oscurato. Alcuni siti sono stati oscurati perché “qualcuno”, all’interno di quel sito, ha insultato il fondatore della moderna Repubblica Turca. “Qualcuno” significa che non è stato il proprietario del sito stesso a provocare l’oscuramento, ma chiunque ci abbia scritto. Un utente, un commento, insomma, sito bloccato.

Nell’articolo del giornale Turco viene fatto qualche esempio simpatico. La legge, per come è, dovrebbe portare al totale oscuramento di Internet. Premete l’interruttore, ed è buio totale. Qualunque colosso della rete è praticamente già oscurato, volete che in Facebook non ci sia qualcuno che ha scritto qualcosa di mal visto da qualche vigilante Turco? YouTube, Google, WordPress. Ah già! Questi siti sono già stati bloccati, proprio per questi motivi. E poi a cosa toccherà? Ai film? Ai libri? Insomma, museruole a go-go.

Dietro a tutto questo discorso ci sono motivazioni che vanno ben oltre la libertà di parola e d’informazione. Motivazioni che hanno fatto cadere teste. Non è mia intenzione sviscerare tali mostruosità (nell’eccezione latina del termine, sia chiaro). Però mostruoso è anche il modo in cui si viene meno a una delle fondamenta della civiltà moderna, la libertà di parola – e questa volta mostruoso è nell’eccezione negativa.

P.s: un altro blog in meno in Turchia dopo questo post. Questo blog.

Tags: , ,

  • me

    complimenti per la leggibilita’, prossima volta sfondo e caratteri esattamente dello stesso colore

  • http://www.andreaferrario.net Andrea Ferrario

    Ciao, scusa ma non capisco il tuo commento. Lo sfondo è bianco e i caratteri neri. Che cosa vedi?