Meglio l’iPhone, no meglio Android, vedrete che Windows 7 spaccherà. Quando si parla di telefonia, non c’è arbitro che riesca a mettere un po’ di ordine. Per partito preso, ognuno dice la sua e difende a spada tratta le sue idee, senza nemmeno pensare di metterle in discussione. Se in questa formula iniettiamo un po’ di sano fanatismo e qualche istigatore, ecco che ogni discussione degenera in un’accozzaglia di ingiurie.
Nei giorni passati ho scritto diversi pezzi riguardanti l’iPhone, semplicemente perché lo sto provando dal giorno della presentazionee voglio dare un sano contributo per fare luce su pregi e difetti. L’ho specificato più volte, ho diviso i commenti soggettivi da quelli oggettivi, ma a poco è servito. Non importa lo scopo della discernita, basta pronunciare la parola sbagliata (Apple o iPhone nei giorni scorsi) che si viene subito bollati come di parte, addirittura come dei prezzolati.
Sarebbe come vedere un passante con le mani giunte e pensare che si tratti di un prete. Si, forse suona un po’ ridicola, ma è così che funziona. L’unica scelta giusta da fare in questo caso è fregarsene di chi, per un motivo o per l’altro, per superficialità o fanatismo, segue questa linea di condotta. Continuerò a scrivere di Apple ogni volta che ci sarà l’occasione, continuerò a sorridere di alcuni commenti, e continuerò a mettermi a disposizione per un sano confronto. Vi prego di non biasimarmi se mi defilerò dalla scena quando qualche provocatore, forse corrotto, indignato o geloso, cercherà il modo per mettere a segno attacchi gratuiti, adducendo insignificanti motivazioni, che siano concettuali o di forma. D’altronde in molti casi non è una scelta, e non citare l’una o l’altra azienda, comprometterebbe la qualità dell’informazione.
Scusate questa piccola divagazione, ma era qualche giorno che mi balenava per la testa (forse dovrei scrivere qualche anno…). Ritorno subito in carreggiata per dare seguito a quanto volevo suggerire con il titolo, cioè l’importanza delle App, anche se credo che il discorso appena fatto in qualche modo centri.
Quanto ha importanza lo shop di Apple, o il Marketplace di Google? Ci si trova molto spesso a mettere a confronto l’hardware dei telefoni, lo schermo, la velocità del processore, la qualità della fotocamera. Fino a qualche anno fa, prima dell’AppStore, non c’era qualcosa che gli somigliava. All’epoca dei palmari, Palm e Windows Mobile, c’erano tanti siti con tante applicazioni; si scaricavano e si caricavano nella memoria del terminale. Non era semplice, dovevi essere bravo, sapere come cercarle, scaricare la versione giusta, collegare il terminale e copiare i file nella giusta posizione, e poi installare il programma. Insomma, era un approccio ben lontano dalla portata di molti. Lo stesso discorso valeva per i terminali Symbian, che hanno fatto il loro boom negli stessi anni.
Detto questo, a volte viene forse data poca importanza a quello che per molti è un punto fondamentale. Un punto fondamentale non solo per la facilità che ormai si è raggiunta; per scaricare un’App ora bastano pochi click. Non servono conoscenze specifiche. La facilità è abbinata all’essenzialità di applicazioni aggiuntive. Seppur esistono ancora molti clienti che acquistano un iPhone per usarlo come un normale telefono, il buon senso vorrebbe che chi compra uno Smartphone lo usi in maniera “Smart”, altrimenti basta il Nokia da 30 euro, come si legge spesso in alcuni commenti.
Ora, per arrivare al succo della questione, mi tocca estremizzare un po’ il concetto: tra un iPhone, un Android, un BlackBerry (perché no, BB si sta avvicinando al pubblico consumer) e un terminale Windows Phone, che percentuale d’importanza ha lo shop nella decisione d’acquisto? Se tutti i modelli da una certa fascia in poi sono sufficientemente potenti (e lo sono), hanno uno schermo sufficientemente bello (e lo è), hanno il WiFi, il Bluetooth, il GPS (e ci sono), insomma, tecnicamente raggiungono tutti la sufficienza piena, cosa rimane come fattore decisivo d’acquisto se non il supporto dello shop?
Si arriva quindi a una valutazione finale che Apple, con più di 200mila applicazioni, sorpassa di gran lunga tutti i concorrenti. Anche Android non riesce a tenerli testa, ben distanziato con circa 80mila App. Non parliamo degli altri OS, non si vedono nemmeno. Con questo discorso ho voluto semplicemente vedere la questione da un altro punto di vista, forse spesso sottovalutato. Si parla tanto di “tecnologia”, meno del suo uso. C’è chi potrebbe scegliere iPhone solo perché l’AppStore è quello che può offrirgli di più e nel modo più semplice. Però non è finita qui, ultimare l’analisi senza considerare alcuni argomenti aggiuntivi strettamente correlati sarebbe sbagliato. Mi sto riferendo al prezzo e alla gratuità o meno delle applicazioni. Ci ritornerò in una seconda parte.
Nel frattempo, quanto ha importanza per voi il supporto dello Shop? Quanto sareste disposti a spendere in più per un terminale come l’iPhone, per poter accedere all’App Store (un terminale Android costa anche la metà)? Come considerate l’AppStore rispetto al Marketplace?



