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iPhone, Android, Windows, è tutta questione di App – Seconda parte

7 agosto 2010
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In questo articolo mi sono interrogato sull’importanza dell’AppStore e del Marketplace, cioè del supporto delle applicazioni per i terminali mobile, come Smartphone o Tablet. Per qualche cliente un accesso facile e veloce a una miriade di applicazioni differenti potrebbe fare la differenza, e spostare l’ago della bilancia nella decisione d’acquisto.

Vediamo com’è la situazione della App, la quantità e il prezzo medio – mi concentro su AppStore e Marketplace. Da un’indagine di circa un mesetto fa, l’AppStore offre circa 230mila App, contro le 70mila circa del Marketplace per Android. Nell’ultimo mese i numeri sono aumentati leggermente.

La conta dei terminali vede l’iPhone in testa, con Android che sta recuperando terreno. In verità è BlackBerrry a fare da padrone, ma questa è un’altra storia. Presto la situazione potrebbe vedere un pareggio (tra iPhone a Android), ma le dinamiche in gioco sono molte e qui non sto analizzando il mercato in tal senso. Posso però dire che le piattaforme sono paragonabili sotto l’aspetto delle App. Proseguendo nell’analisi, il prezzo medio delle App è

quasi identico su entrambe le piattaforme, con qualche differenza nei giochi, leggermente più costosi sul Marketplace. Lo store Android offre però più applicazioni gratuite, con più della metà della applicazioni gratis, mentre l’AppStore si assesta a un 25% circa.

Facendo due calcoli, significa che nell’AppStore ci sono circa 55mila applicazioni gratuite, mentre nel Marketplace un po’ di meno, circa 42mila.

Da questi dati, notiamo quindi che il costo stesso delle applicazioni e la quantità di applicazioni gratuite non può essere considerato come un fattore decisionale d’acquisto. L’AppStore rimane in vantaggio quando consideriamo il numero totale. La diffusione di Android sarà anche per gli sviluppatori un motivo in più per non preferire una piattaforma rispetto all’altra, e sarà quindi questione di poco tempo per pareggiare la situazione. Molto presto, le applicazioni più di successo e la loro disponibilità sarà identica per entrambe le piattaforme. Attualmente c’è ancora un leggere vantaggio per Apple, ma durerà poco.

Parliamo ora del costo d’ingresso per usufruire di tali vantaggi. Se i due store sono equivalenti (o lo saranno presto), significa che quello che ho considerato fino ad ora un fattore d’acquisto non è più tale? Non credo sia così, specialmente se consideriamo che l’AppStore costa fino a 300 euro in più del Marketplace. Uno Smartphone Android può essere acquistato a circa 300 euro, questo è il prezzo di partenza per alcuni modelli, come il Liquid. E sto parlando di modelli con caratteristiche tali da far apprezzare senza problemi la maggior parte della applicazioni.

Un iPhone costa almeno 650 euro, ecco quindi che il vantaggio delineato nella prima disamina si annulla, e se le applicazioni solo il fattore decisionale, Android si mette al primo posto. Chiaramente tutto questo discorso si annulla nel momento stesso in cui volete spendere ugualmente 600 euro per uno Smartphone, o abbinarlo a un piano tariffario che annulla la spesa del terminale.

A questo punto, quali sono i fattori distintivi tra i due servizi che potrebbero cambiare il verdetto? Se gli sviluppatori di terze parti seguiranno entrambi i mercati come stanno facendo, presto lo shop dei produttori diventerà un punto d’acquisto più succoso per i Googlefonini. Rimane da vedere cosa farà Microsoft e la sua nuova versione di Windows Mobile; l’azienda si sta già muovendo in questa direzione per rimpolpare lo shop online, e dovrà accelerare il ritmo, perché potrebbe fare la differenza tra successo o fallimento.

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