Più volte c’è stata occasione per raccogliere i commenti, poco condivisibili per quanto mi riguarda, sull’uso indiscriminato di AdBlock e altre estensioni per browser atte a bloccare la pubblicità presente sui siti web. Come più volte ho detto, rispondendo direttamente ai commenti di alcuni utenti, reputo questa pratica molto cinica e scorretta. Tanti siti web, se non tutti, vivono ed esistono solo grazie ai banner presenti nelle pagine. Offrono un servizio gratuito a tutti gli utenti che si collegano, mettono a disposizione strumenti come forum e chat, grazie a cui chiedere aiuto e ritrovare informazioni. Indirettamente, se ci pensate, permettono a molti di risparmiare denaro, offrendo aiuti e guide per risolvere problemi, evitando così di dover pagare qualcuno che sistemi quel tal problema.
Senza molti siti web, Internet per come la conosciamo non esisterebbe. Nella maggior parte dei casi, quando s’interrogano questi utenti sul perché usano AdBlock, le motivazioni sono sempre le stesse, ma spesso prive di fondamenta.
Riporto qui di seguito una risposta classica, relativa a una discussione relativa a un articolo su Tom’s:
“Pensiamo all’utilizzatore di netbook che per aprire un link di repubblica.it ci mette 2 minuti buoni perchè la pubblicità in flash è così pesante da intasare completamente il pc. Per lui un blocca banner è molto utile. […] Forse la gente ha le scatole piene di tutta sta sfilza di annunci a volte troppo invasivi e a volte troppo numerosi (parlo in generale);bisognerebbe fermarsi e riflettere un pochino su questo metodo di autofinanziamento. Se mi trovo,come mi trovo ora, degli annunci su tom’s di ortopedia e benessere ad esempio è
ovvio che mi da fastidio..”
Sono d’accordo quando qualcuno si lamenta della pubblicità invasiva che allunga di molto i tempi di caricamento. Ma perché fare di tutta l’erba un fascio? Si sbandiera tanto l’uso di questi strumenti, e in fin dei conti si dimostra di non essere in grado di usarli. Non parlo in generale, molti utenti hanno dimostrato di essere in grado di ragionare con giudizio e di usare bene questi strumenti, mentre altri…
Si parla poi di script pericolosi. Vi assicuro che sui siti che si rispettano, di script pericolosi non ce ne sono. Se poi si naviga su certi siti poco raccomandabili.. Per l’amor del cielo, anche quelli sono parte di Internet, ma si torna sempre al punto di non essere in grado di fare scelte giudiziose e di usare lo strumento in maniera sbagliata. Le estensioni contro la pubblicità possono essere configurate, in pochi secondi.
Proseguendo nelle risposte, si parla di autofinanziamento, ma quali altri metodi ci sono? Qualcuno preferisce che si segua l’idea di Murdoch? Mettiamo tutto il web a pagamento?
Finisco dicendo che gli annunci sono sempre in tema con gli interessi dei lettori. Se qualche volta, come è successo, scappa una pubblicità di Google fuori tema,viene subito filtrata. Quindi non prendiamo il fatto della pubblicità fuori tema come un motivo di difesa.
Arriviamo ora alla parte tecnica. Su Tom’s Hardware abbiamo impostato il sito in maniera tale che prima vengano caricati i contenuti e poi le pubblicità, o comunque adottato soluzioni atte a caricare la pagina il più velocemente possibile. Questo è anche vero perché non possiamo permetterci che un malfunzionamento nel server della pubblicità, per esempio, blocchi il caricamento della pagina. Ho fatto un paio di test veloci, misurando i caricamenti delle pagine con AdBlock attivo e disattivo.
Le prove sono state effettuate con Chrome, cache e dati di navigazione cancellati ad ogni sessione di prova. La prima prova (azzurro) mostra il tempo di caricamento della homepage del sito, di una notizia e della prima pagina dell’articolo, e il timer è stato bloccato al completo caricamento della pagina (quindi anche di tutta la pubblicità). Per la seconda prova il timer è stato bloccato appena tutto il contenuto era visibile (i banner si caricano sempre alla fine del contenuto). La terza prova è stata effettuata con un secondo avvio, quindi con parte dei dati già in cache, aprendo però una news e un articolo differente. Le prove sono state effettuate più volte per minimizzare i ritardi derivanti da altri fattori, quali la connessione Internet stessa. La velocità della linea ADSL non superava 1 Megabit.
Dai primi dati si vede che, in alcuni casi, con la pubblicità attivata, quindi AdBlock disattivato, i tempi di caricamento vanno da una frazione di secondo al doppio del tempo. In questo caso si parla però di 2-3 secondi. Se invece consideriamo la visualizzazione dei contenuti, che dovrebbe essere il parametro più importante per tutti gli utenti, vediamo che le differenze sono minime, nel peggiore dei casi meno di un secondo, mentre spesso è di solo 2 o 3 decimi di secondo. La situazione è simile sfruttando la cache del browser.
Detto questo, esorto tutti quelli che hanno dei dubbi a rifare gli stessi test. Provateci, ripetete qualche volta le prove, così da sincerarvi che i risultati non sono differenti.
Posso capire che alcuni di voi siano arrabbiati perché per alcuni siti la navigazione diventa a volte impraticabile. Io stesso non godo, purtroppo, di una linea casalinga molto veloce. Però posso giudicare l’impatto che la gestione della pubblicità da parte di un sito ha sulla mia navigazione. Dai dati che ho riportato, non mi sembra che la navigazione sia così compromessa. Davvero preferisco tagliare la pubblicità a un sito, piuttosto che aspettare 0,2 secondi?
Basta andare nelle opzioni di AdBlock e aggiungere un indirizzo www tra i siti esclusi. Spero solo che ogni tanto il buon senso abbia il suo peso, perché se molti siti dovessero essere costretti ad adottare un modello a pagamento, quello sarà l’inizio della fine di Internet, almeno per come la conosciamo oggi.





