Sonos è un’azienda specializzata in sistemi audio multi stanza. Ho conosciuto questo marchio cinque anni fa, se ricordo bene, durante una manifestazione fieristica. Già all’epoca erano l’avanguardia di quello che ora è diventato la normalità per molti produttori, cioè la riproduzione audio senza fili, con tanto di immagini della copertina e informazioni sulla traccia. La loro specializzazione è però il multi-room, cioè quei sistemi atti a centralizzare la musica e poi condividerla in più stanze.
In questi anni l’azienda ha sviluppato il proprio business, si è fatta conoscere, e non potevo non provare l’ultimo nato, il modello S5. Sulla carta era molto promettente, dal vivo è ancora meglio. Diciamo subito che non è un prodotto di livello commerciale, si avvicina maggiormente al professionale. Seppur esteticamente qualcuno potrebbe confondere i Sonos con un prodotto Creative, all’atto pratico il livello è tutto differente.
Parliamo un attimo di come funziona. Il sistema si compone di uno “ZonePlayer”, che può essere visto come l’altoparlante, di un telecomando e di una fonte, dove c’è la musica che volete riprodurre. Il telecomando può essere un prodotto Sonos, o anche un iPhone/iPod Touch, come nel caso della mia prova. La filosofia è semplice: lo ZonePlayer si connette con un cavo di rete al router casalingo o tramite wireless (qui entra in gioco lo ZoneBridge, che può essere visto come un router wireless o, se volete, come un ponte tra il router wireless e gli ZonePlayer). Si connette poi il telecomando (l’iPhone) alla stessa rete, e si dice allo ZonePlayer dove andare a pescare la musica da riprodurre. Questa può essere memorizzata su un computer o su un NAS, o su qualsiasi altro dispositivo connesso in rete a cui si può accedere.
Siccome Sonos è specializzata in sistemi multi-room, è possibile aggiungere più ZonePlayer (anche diversi modelli) allo stesso sistema, e assegnarli un nome differente. In questo modo potete per esempio avere uno ZonePlayer in cucina, uno in salotto e uno in camera; col vostro telecomando potete dire cosa riprodurre e dove, anche contemponeramente. Più persone all’interno della stessa casa possono accedere al sistema tramite il proprio telecomando e impartire ordini allo ZonePlayer che si trova in quella stanza.
Il software per iPhone è fatto benissimo. Pieno di opzioni ma nello stesso tempo molto chiaro, è adatto anche ai meno esperti. L’installazione del sistema non è complicata, ma qualche conoscenza tecnica, come mappare una connessione di rete, dove averla. Cosa certa è che se installate il sistema nella casa di qualche tecnofobico, questo sarebbe poi in grado di usarlo, senza problemi.
Una delle cose che mi ha lasciato di stucco dello ZonePlayer S5 è la sua qualità e potenza musicale. Il volume si spinge a livelli che superano tranquillamente la soglia del fastidioso. Con un solo S5 potrete sonorizzare anche grossi ambienti, e se l’ambiente è veramente ampio, potete accoppiarne due in modalità stereo. L’S5 è un sistema a cinque vie, compatto, ma in grado di offrire un’elevata qualità d’ascolto. Bassi profondi, medi ottimamente resi, leggermente carente sugli alti, ma non troppo. Quello che voglio dire è che è in grado di soddisfare anche i più attenti alla qualità.
La prova completa a settembre sulle pagine di Tom’s Hardware, ma questo primo approccio lascia poco spazio alle sorprese. C’è nell’aria profumo di Award.






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