Perché c’è tanta differenza di prezzo tra alcuni shop online?

A questo link è presente una versione aggiornata di questo articolo: Guide all’acquisto e Shop online, cosa dovete sapere

Chi acquista beni tramite internet si sarà accorto che spesso si trovano offerte, legate allo stesso prodotto, molto differenti tra loro. I beni elettronici sono forse i più soggetti a queste differenze. Nell’attività redazionale si è presentato più volte il problema, nella stesura soprattutto di guide all’acquisto, di come valutare il prezzo di alcuni componenti proprio a causa di queste disparità. Sul web ci sono diversi motori di ricerca prezzi che permettono di visualizzare, per un prodotto, le offerte di molti shop. A una semplice ricerca potete notare che lo stesso telefonino, processore o scheda grafica, sono venduti a prezzi molto differenti.

Nella dinamica di creazione di un prezzo, la metodologia dovrebbe essere abbastanza semplice. Al costo di acquisto che viene praticato dal fornitore dobbiamo aggiungere il ricavo e poi l’iva, una tassa obbligatoria, e poi metterlo in vendita. Ovviamente sto semplificando tutto al massimo, spero che non vengano esperti di economia a farmi il contropelo.

Ci sono chiaramente altri fattori che portano gli shop a offrire merci a prezzi differenti. Oltre alla percentuale di ricavo, un prezzo può essere migliore o peggiore perché, per esempio, il venditore gode di uno sconto migliore da parte del fornitore, perché ha spese di gestione più basse o perché acquista più merce. Tutti questi parametri possono però cambiare il prezzo finale di pochi euro, di certo non ci sono sbalzi del 20-30 percento, come invece accade nella realtà quando si confrontano più negozi con un motore di ricerca prezzi.

Cosa contribuisce quindi a questa differenza? Escludiamo le offerte o i sottocosto, che sono comunque legiferate, il meccanismo principale che permette ad alcuni venditori di offrire lo stesso prodotto a un prezzo inferiore del 20% o più è basato sull’acquisto all’estero e l’evasione dell’IVA. Non sto raccontando nulla di nuovo, si sa che esiste questa pratica, ma purtroppo la legge non sembra essere così attenta e severa, quindi molti venditori continuano a operare indisturbati.

Il gioco è semplice: io venditore acquista la mia merce all’estero (scelta che già gli permette di vendere a un costo più basso poiché in alcune nazioni le merci costano meno, non solo oltreoceano, ma anche in Germania, per esempio, ci sono discrepanze molto elevate) e poi la vendono in Italia, senza dichiarare l’IVA. Abbinare un acquisto a prezzo inferiore a un mancato pagamento di una tassa permette di vendere i prodotti a prezzi stracciati, lasciando in braghe di tela chi invece acquista e rivende in Italia seguendo le leggi vigenti.

Spesso questo tipo di comportamento si manifesta usando una “società fantasma”, detta anche cartiera (cioè su carta) che s’interpone tra chi acquista (il venditore italiano) e chi vende (il fornitore di beni estero).

Ogni volta che mi trovo a dover decidere quali negozi e quindi quali prezzi usare per definire una guida all’acquisto, viene spontaneo chiedersi se è giusto usare shop che usano questo stratagemma come campione di valutazione. La risposta è chiaramente no, lo trovo sbagliato, anche perché acquistare da questi venditori porta in qualche modo a fare un acquisto incauto.

Un negozio italiano, che si rifornisce da distributori italiani, e vende seguendo le leggi italiane, è sicuramente in grado di offrire un servizio e rispettare termini contrattuali, primo tra tutti la

validità della garanzia, con maggior facilità e sicurezza rispetto un venditore che invece si aggrappa allo stratagemma prima descritto. Sono altrettanto certo che molti utenti, che hanno acquistato dai cosiddetti “vat player”, si sono trovati bene, con un ottimo servizio e magari anche con una veloce e indolore risposta nella rivalsa della garanzia. Se però dovessimo pensare un po’ alle probabilità d’insuccesso, è innegabile che acquistare in un negozio che potrebbe esseresoggetto a problemi di legalità o che magari non è in grado di gestire una garanzia (poiché la rivalsa della garanzia deve essere esercitato con l’operatore estero, e malgrado ci sia una legge italiana che tutela il cittadino, in caso di problemi si finirebbe in lungaggini dall’oscuro risvolto) è meno consigliabile rispetto un rivenditore italiano con una struttura societaria affermata, di successo e universalmente riconosciuta come affidabile.

Tutto questo per dire due cose: la prima serve a spiegare il perché di alcune scelte editoriali nella valutazione di alcuni prezzi, la seconda per farvi pensare qualche minuto in più prima di scegliere dove acquistare i vostri “giocattoli”, forse è meglio spendere qualche euro in più e dormire sonni tranquilli.

 

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    E, aggiungerei, quando compri da un sito che lava “via” l’iva, o che comprano in paesi esteri, col cappero che poi hai la garanzia …..

    Come è capitato a tanti che si sentivano furbissimi a comprare in questi shop.

  • Sèvero

    Ciao bell’articolo ma non sono d’accordo su un punto e precisamente:
    “Un negozio italiano, che si rifornisce da distributori italiani, e vende seguendo le leggi italiane, è sicuramente in grado di offrire un servizio e rispettare termini contrattuali”

    Di lavoro faccio l’Ecommerciante e ti assicuro che non esistono solo fornitori italiani ma anche stranieri ed è possibili comunque rispettare le normative vigenti pur importando i prodotti dall’estero e fornire tutti i requisiti necessari all’utente finale.

    Dipende tutto dall’onestà del venditore, anche importando dalla Germania è vero che non paghi l’IVA Tedesca, che per altro è l 19% ma comunque versi l’IVA Italiana, diciamo che non anticipi la parte sull’acquisto ma la versi totalmente al momento della vendita.

    Nel caso poi di importazioni ExtraUe quando la merce arriva si paga l’IVA sul valore merce e sul costo della spedizione + gli eventuali dazi ed oneri in dipendenza di vari fattori.

    Insomma, specialmente suoi prodotti di elettronica di consumo, non è possibile avere differenze di prezzo enormi a meno che non via sa qualche manovra non corretta del venditore come nel caso che hai descritto.

    Ciao

  • http://www.onlinestore.it PaoloDarle

    A seguito di un analisi profonda dei numerosi siti web presenti nel settore dell´e-commerce sicuramente il primo che coglie l´attenzione é onlinestore.it. Mi soffermo a parlare della suddetta pagina proprio perché ho notato a seguito di numerosi acquisti effettuati da parte mia nella stessa e a seguito dell´analisi delle recensioni inserite in differenti blog, forum o pagine di comparazione che si tratta realmente di una pagina seria, professionale dove la qualità del servizio fa coppia stabile con prezzi realmente interessanti. Infine ho potuto constatare che onlinestore è anche uno dei negozi piú importanti di Ebay Italia avendo ottenudo il Power Seller Titanium con oltre 10.000 feedback positivi. Questo dimostra la massima sicurezza per i nostri clienti e la serietà, precisione e correttezza nel loro modo di lavorare.
    Il fatto di aver ottenuto, su trovaprezzi.it (pagina di comparazione di prodotti), un totale di più di 2200 opinioni positive la colloca sicuramente come impresa leader nel settore dell´e-commerce nel mercato italiano. Un mercato dove già é ben noto il concetto del termine Web 2.0. Le infrastrutture della Web 2.0 sono direttamente correlate con le nuove tecnologie che hanno fatto in modo che sia più facile pubblicare e condividere informazioni con altri siti web. Da un alto si sono aggiornati i sistemi di gestione dei contenuti (Content Management Systems. CMS) facendo in modo che qualsiasi persona possa, ad esempio, gestire il suo proprio blog. Dall´altra parte la tecnologia che offre la Web 2.0 si è talmente evoluta fino al punto di creare micro formati standardizzati per poter condividere automaticamente l´informazione degli altri siti Web. Un esempio lampante di Web 2.0 è proprio wikipedia dove sono stati gli stessi usuari a contribuire a creare l´enciclopedia più grande al mondo che offre piú di 1 milione di articoli in inglese creta da più di 20.000 collaboratori. Sapendo questo, é realmente ammirevole scoprire che a differenza delle differenti multinazionali presenti nel nostro Paese, onlinestore é un marchio tutto italiano. Il made in Italy che si fa spazio tra i colossi americani, tedeschi e francesi.
    E non dimentichiamoci che il canale e-commerce non toglie business ai canali tradizionali ma, bensì, sviluppa business e valorizza il tradizionale.
    Ad avere la meglio finora è il settore dell’abbigliamento seguito da Editoria, Musica e audiovisivi. A seguire l’informatica e l’elettronica di consumo che sta raddoppiando il suo ritmo di crescita rispetto all´anno precedente.
    In tal senso e per concludere possiamo dire che nonostante l´attuale situazione economica finanziera, l´e-commerce si mostra come un settore ancora abbastanza solido. La grande lotta per ottenere il prezzo migliore la vincerà non tanto chi avrà effettivamente il miglior prezzo senno chi offrirà un livello importante di opinioni lasciate dagli usuari a seguito del servizio offerto.

  • Gius.

    Buongiorno,
    è il caso di iniziare con il dire “beata ignoranza”, ovviamente da ignorare. E così il buon Andrea Ferrario sostiene una tesi molto poco credibile. Di certo la differenza prezzi come Andrea sostiene non si verifica con il meccanismo di “acquisto all’estero”, tesi vecchia quanto il cucco. Sempre ed in ogni caso la merce transita in dogana a meno che non cada dal cielo…..! Detto questo gli acquisti Ue e extra Ue da parte di operatori nazionali, anche in triangolazione, sono soggetti al cd meccanismo del “reverse charge”, ovvero l’iva è assolta con un meccanismo particolare regolato dalla legge. La verità probabilmente risiede altrove e non ha nulla a che fare con società fantasma e fantasie del genere. Uno di questi è certamente lo stock d’acquisto, nel senso tanto maggiore risulta, tanto maggiore potrà essere lo sconto. Altro elemento è la novità. Più è recente minore sarà lo sconto. Orbene molti venditori si adeguano a questo meccanismo e quindi si notano le differenze di prezzo; il non adeguamento comporta un prezzo maggiore. Infine, nata la novità, le grandi case produttrici vuotano i magazzini con offerte ai venditori più calmierate. Il venditore “forte” acquista maggiore stock e quindi propone maggiori sconti. Bye bye

  • Andrea Ferrario

    @ Gius: ti assicuro che non è una mia elucubrazione, ma ho descritto semplicemente il processo. Se poi si vuole nascondere quello che accade realmente, allora devo dire che il giro di parole descritto è un buon esercizio.

  • NEX-C3

    Questo dominio sembra avere una buona quantità di visitatori. Come si fa a ottenere il traffico ad esso? Offre un bel giro unico sulle cose. Credo che avere qualcosa di reale o sostanziale a parlare è la cosa più importante.

  • Pingback: Sfondoni di informatica e hardware - Pagina 498

  • Giovanni Tala

    Andrea… SANTO SUBITO!!!

  • Pingback: Corsair Dominator Platinum 2666MHz 16GB Kit - [RECENSIONE] - Pagina 2

  • io

    togliete l’iva e’ il problema e’ risolto