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Nella prima parte (Schermi HD per gli smartphone: parliamo della densità dei pixel) ho parlato della densità dei pixel, e nonostante mi sia dilungato nella discussione, come premessa ho ben specificato che stavo parlando di qualcosa rilevabile principalmente in laboratorio, perché nella pratica è impossibile, solo guardandolo, dire se uno schermo è basato su ecnologia Stripe RGB, Pentile o altro.
Nella pratica, quindi nella vita di tutti i giorni, sono altri i fattori da tenere in considerazione. Una volta raggiunto un livello sufficiente di densità pixel (che possiamo identificare come una risoluzione di 400×800 pixel su una diagonale di 3,5/4 “) che permette di visualizzare immagini definite per l’occhio umano, gli altri fattori più determinanti sono la luminosità, il contrasto e la resa dei colori.
La luminosità sono tutti in grado di capire cos’è. Più uno schermo è luminoso e abbagliante, più semplice sarà consultarlo in condizioni di elevata luminosità. Ormai la stragrande maggioranza degli smartphone in commercio raggiunge e supera la soglia delle 400 cd/m2. Tale valore permette di consultare lo schermo anche sotto una giornata assolata, mentre valori più alti permettono di superare condizioni anche più critiche.
La resa dei colori è invece un po’ più difficile da valutare, soprattutto perché si tende – come è giusto che sia – a inserire nella valutazione un fattore soggettivo.
Quando un amico vi chiede “quale televisore è meglio? LED? Plasma? Sony? Samsung?”, spesso e volentieri la risposta più corretta è “vai in un centro dell’elettronica e prendi quello che più ti piace”. Ogni tecnologia ha i suoi pro e i suoi contro, ma tutti sono valutati su una base di correttezza scientifica, e in un campo come quello delle immagini in cui esiste un fattore emozionale, non è sempre un bene usare dei criteri scientifici. Un televisore può piacere per i suoi neri profondi, per la sua elevata luminosità delle immagini o per i colori accesi, e tutti sono fattori soggettivi.
Lo stesso vale per gli schermi degli smartphone e un esempio perfetto è il Galaxy SII, uno degli smartphone di più grande successo a essere dotato di uno schermo SuperAMOLED+. Probabilmente ancora oggi, ma sicuramente nei mesi della sua presentazione, se chiedevate a un appassionato quale era la migliore caratteristica di questo smartphone la risposta era quasi certamente “lo schermo, con i suoi colori fantastici”. Effettivamente il Galaxy SII ancora oggi impressiona per la corposità dei suoi colori. Fermi tutti però, perché quei colori sono completamente sbagliati. Non serve un’analisi scientifica con un colorimetro per rendersene conto. Basta scattare o visualizzare una foto. Quell’erba è sempre stata così verde? Quella balla di fieno è realmente dorata? Tutto è innegabile, come lo è il fatto che io stesso dico che l’effetto è molto convincente, non parliamo però di correttezza dei colori.
Mi sono divertito in questa analisi mettendo a confronto differenti tecnologie, IPS HD (Optimus LTE), IPS iPhone 4, Super AMOLED (Samsung) e LCD con Bravia Engine (Sony Ericsson). La prova è molto banale, cioè visualizzare la stessa foto sui differenti schermi. Per lasciare poco al caso, ho usato delle immagini target, con foto di soggetti naturali ripresi nelle corrette situazioni di esposizione per essere il più naturali possibili, e confrontato il risultato con quanto viene visualizzato su un monitor correttamente calibrato (6500k). Anche la luminosità di tutti i dispositivi di test è stata regolata alla stessa intensità (200 cd/m2).
Da un’analisi visiva i due smartphone dotati di pannelli IPS LCD sono quelli che visualizzano i colori più naturali – oltre all’angolo di visione notevolmente più ampio. La tecnologia Bravia aumenta principalmente il fattore di contrasto, e come risultato l’immagine è più piatta di quello che dovrebbe essere, perdendo parte dei dettagli nelle zone d’ombra. Le tecnologie OLED contrastano, come sappiamo, i colori accesi, distaccandosi dalla correttezza cromatica e visualizzando immagini solitamente più calde. Da notare però che con i colori più tenui (bianco, rosa, azzurro chiaro), il fattore di errore è meno pronunciato.
Da notare anche che l’implementazione della tecnologia gioca un ruolo fondamentale nella resa finale. Non è detto che uno schermo OLED, in una delle sue declinazioni, si comporti nella stessa maniera su tutti gli smartphone, anche se la linea di fondo è spesso condivisa. Questa linea di fondo è quella che già conoscevamo, cioè la tendenza delle tecnologie LCD a riprodurre colori naturali mentre quelle OLED ad arricchire l’intensità dei colori.
Non abbiamo scoperto nulla di nuovo, ma l’esperienza con l’Optimus LTE ha messo in risalto quanto un’elevata densità di pixel e subpixel e la tecnologia LCD IPS sia ancora un’accoppiata che permette d’influire positivamente sulla resa generale dell’immagine, quantomeno quando si confronta con immagini “reali”, cioè non grafica digitale. In quest’ultimo compartimento, la resa di alcuni schermi OLED è molto intrigante, senza nulla togliere alle altre tecnologie.
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Tags: amoled, cellulare, colori, contrasto, display, galaxy, lcd, lg, luminosità, oled, qualità immagini, samsung, smartphone, superlcd, telefonino
This entry was posted on 31 dicembre 2011 at 12:00 and is filed under Smartphone e Tablet. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.






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