Giorno 3. Ho provato nuovamente ad aggiornare il firmware. Lo scarica, riavvia il sistema, parte l’installazione e poi si blocca con il messaggio “usa Kies o rivolgiti a un rivenditore”. Non mi piace dover installare un software su PC per usare lo smartphone, ma ho chiaramente dovuto cedere alla richiesta. Installo Kies, collego il Note e “Il dispositivo non supporta l’aggiornamento del software tramite Kies”. Ok, un punto in meno.
Passiamo ad altro. Da qualche telefonata ho constatato che la qualità di ricezione è nella media. Nelle zone dove la linea, solitamente, non era il massimo, non è stata il massimo anche con il Note, mentre dove prende solitamente un buon segnale, ha funzionato bene. Meglio invece la qualità di comunicazione dati, con una maggior velocità di download delle pagine. Un punto in più, anzi, mezzo punto dato che voglio verificare in altre condizioni.
Ho voluto poi dare qualche opportunità al pennino. Come ho scritto nelle anticipazioni, non la trovo una caratteristica così entusiasmante. C’è un fattore indiscutibile, cioè l’uso di un digitizer Wacom a più livelli di pressione che spiana la strada alla firma digitale con valenza legale. Ok, bello a sapersi, ottima opportunità per chi ha bisogno di questa funzione. Inutile per me e, probabilmente, molti altri milioni di utenti.
Firma digitale a parte, ho fatto un po’ di test, ottenendo diverse conclusioni. È preciso, e si può quindi usare tranquillamente se vorrete prendere un paio di appunti. Ovviamente c’è un ma, anzi due: il primo è che la reattività non è massima, questo significa che prima passerete la S Pen sullo schermo, e con un ritardo comparirà il tratto. Questo comportamento influisce almeno un po’ sulla precisione. Secondo “ma”, mettetela come volete, la tastiera è veloce almeno quanto il pennino, e come risultato preferisco usare la tastiera: scrittura più ordinata e spazio sfruttato a dovere.
C’è però un fattore soggettivo da tenere da conto, e anche uno oggettivo, almeno in parte. Se avete una bella scrittura, probabilmente i documenti prodotti con il pennino saranno belli da vedere, ordinati e soprattutto, capirete tutto quello che avete scritto. Scrivere a mano libera non è molto comodo. Dovrete evitare di poggiare il palmo altrimenti invierete degli input o, peggio, attiverete il tasto “indietro”. Diventa quindi consigliabile scrivere in orizzontale, o addirittura sottosopra. Ho scritto “in parte oggettivo”, proprio perché non escluso che qualcuno si trovi bene a scrivere senza poggiare il palmo. Per quello che mi riguarda, il risultato è solo decente tenendo appoggiato il taglio della mano sulla scrivania, e insufficiente senza appoggi. La prova da fare è abbastanza semplice: se scrivete a zampa di gallina, lasciate perdere fin da subito. Se avete una calligrafia decente, provate a tenere in una mano un piccolo blocco e scrivere senza appoggi. Il risultato che otterrete sarà per l’80% simile a quello che otterrete con il Note.
Non è finita qui. Il note è dotato di un sistema di riconoscimento della scrittura naturale. Voi scrivete, lui riconosce i caratteri e parole, e li digitalizza sullo schermo. La mia esperienza con questi sistemi risale all’era Palm e Windows Mobile, e ci sono pochi ricordi positivi. I sistemi erano abbastanza indecenti, e l’unico modo per scrivere con questo sistema era imparare a memoria la tabella dei graffiti. Considerando i sistemi d’input dell’epoca, era un’alternativa e una novità, ma oggi con la bontà delle tastiere virtuali la sfida è dura.
Il sistema di riconoscimento funziona 1000 volte meglio rispetto a quei tempi – ovviamente, qualcuno potrebbe dire – e riconosce sia lo stampato, il corsivo e il corsivo stampato. È abbastanza intelligente da riconoscere anche una calligrafia non troppo bella, grazie soprattutto agli algoritmi di riconoscimento delle parole che aiutano a decifrare le lettere. Le lettere devono però essere scritte non troppo vicine tra loro, e devono essere il più “standard” possibile. Non importa se scrivete “casa” con una brutta calligrafia, l’importante è che le singole lettere abbiano la forma che la maestra vi ha insegnato in prima elementare.
In generale il sistema è quindi ben fatto, niente da eccepire. Ma tra il pennino e la tastiera, è sempre quest’ultima a vincere, anche per velocità, soprattutto quando si usa la SWYPE. A conti fatti, per molti utenti lo vedo più come uno sfizio, che una reale motivazione di acquisto.






Pingback: Galaxy Note, un diario per scoprirlo – Giorno 3, l’ora del pennino | buonaguida.com
Pingback: Galaxy Note, un diario per scoprirlo – Giorno 3, l’ora del pennino | buonaguida.com