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In questi giorni alcuni si stano interrogando su quella che potrebbe sembrare una domanda lecita: perché l’iPhone 4 mantiene, a distanza di tempo, il primato come densità di pixel (approfondimento densità pixel) con il suo Retina Display? O meglio, perché gli smartphone Android non riescono a eguagliare le caratteristiche?
La densità di pixel misura la quantità di pixel racchiusi in un pollice quadrato, ed è una misura dipendente dalla risoluzione grafica e dalla dimensione dello schermo. Più la risoluzione è alta, a parità di dimensione dello schermo, maggiore è la densità pixel.
iPhone 4 ha uno schermo da 3,5” e risoluzione di 960×640 pixel. Gli smartphone Android con schermi della stessa dimensione offrono una risoluzione di 800×480 pixel / 854×480 pixel, mentre il meglio si raggiunge con gli schermi qHD, dalla risoluzione di 960×540 pixel – abbiamo visto anche i primi modelli HD, ma su dimensioni più generose.
La prima teoria è quella di Jin Kim (Displayblog), che parla di una limitazione di Android nel rendering della grafica, che porterebbe ad avere elementi a schermo troppo piccoli con l’aumentare della risoluzione tenendo fissa la diagonale dello schermo. Non condividiamo questa teoria. Anche se le specifiche Android indicano come dimensione delle icone 64×64 pixel, la grafica può essere personalizzata per ovviare a un possibile problema di dimensione, come succede con alcuni Launcher. Personalizzazioni e lavori di programmazione sul sistema operativo a parte, vi sembra una limitazione?
Quello che vedete in questo video è uno smartphone Sharp IS03, dotato di schermo da 3.5 pollici e risoluzione di 960×640, quindi con la stessa densità pixel dell’iPhone. Altri si avvicinano, come il Meizu M9, dotato della stessa risoluzione e schermo da 3.6 pollici.
John Gruber, che ha approfondito lo spunto di Jin Kim, parla di un possibile limite tecnico derivante dalla dimensione dei moduli LTE, ed è probabilmente la motivazione più sensata. I modelli come lo Sharp non sono infatti LTE. Parla anche di quantità di energia necessaria, ma in questi casi gli smartphone si evolvono in spessore più che larghezza.
Detto questo, sfatiamo il mito di qualche limitazione di Android sulla possibilità di raggiungere la densità pixel dell’iPhone. Dopotutto, nemmeno l’iPhone esiste in versione LTE, e questo avvalora l’ipotesi della dimensione del modulo dati. Se esistesse, oggi, un iPhone LTE, probabilmente avrebbe uno schermo più grande (o uno schermo delle stesse dimensioni in un involucro più voluminoso, che probabilmente non sarebbe così bello da vedere).
Lo sviluppo della tecnologia permetterà di implementare la tecnologia LTE in moduli dalle dimensioni più contenute, e quando questi saranno disponibili, lo saranno anche gli smartphone con dimensioni contenute basati su questa tecnologia dati, senza distinzione tra iPhone o Android.
È quindi principalmente una questione di scelta, e non di discrepanze tra Android e iPhone.
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This entry was posted on 27 gennaio 2012 at 19:54 and is filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.





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