Xtreamer Prodigy, multimedia player con Android

Sono un appassionato di film e serie televisive, e mi piace godermi una bella immagine da cinquanta pollici e un audio surround di buona qualità. I media player sono sempre stati uno strumento a cui non posso rinunciare, e dai primi PC collegati alla TV, per poi passare alla Xbox con XMBC, oggi il mercato è pieno di modelli in grado di soddisfare pressoché ogni utente.

La stragrande maggioranza dei prodotti in circolazione è ormai in grado di compiere il suo dovere basilare senza intoppi, cioè la riproduzione di video, musica e immagini, con piena compatibilità di formati più diffusi, comprese immagini ISO di DVD e Blu-Ray, file DivX e MKV a risoluzione Full-HD e audio multicanale HD, Dolby e THX. Qualche differenza e lacuna si può ancora trovare quando ci si sposta su formati più esotici, ma i contenitori e codec che rappresentano praticamente il 99% dei file video e audio in circolazione e che i software di codifica e cattura generano, sono riproducibili senza problemi.

Una caratteristica che si è sviluppata, e ancora si sta sviluppando, è quella relativa alla risorse di rete. Nonostante il metodo più classico riguarda ancora la riproduzione di un file presente all’interno di una chiavetta USB o un hard disk esterno (o interno al lettore), non è più così strano, e sempre meno lo sarà, trovare un’installazione composta da un server multimediale (un hard disk in rete) e uno o più riproduttori multimediali sparsi per la casa che vi accedono per riprodurre i contenuti. Forse rimane, almeno in parte, una soluzione per appassionati, ma è passato molto tempo dalla lontana presentazione di Windows Media Center, che presentava ai più questa soluzione, e i tempi sono ormai maturi. Se siete appassionati, ma ancora usate il vostro hard disk portatile, è ora di fare un passo in più. Evolvetevi!

La connettività di rete è quindi un fattore che guardo in maniera sempre più critica, e che assume un peso sempre più importante nel giudizio di un media player. Deve essere presente, funzionare in maniera impeccabile, e soprattutto essere semplice da usare – e configurare.

Ci sono poi i servizi aggiuntivi che fanno affidamento a Internet. Fino ad ora i produttori hanno fatto un lavoro misto, non molto soddisfacente, ma qui buona parte della colpa è da ricercare anche nei servizi stessi. Oltreoceano, ma anche in altre nazioni europee, la situazione è differente. Ci sono servizi molto interessanti ed evoluti, basti pensare a Netflix o Pandora per esempio, non localizzati. Spesso ci si ritrova quindi con questi servizi non accessibili, o altri di poco conto: YouTube, Picasa, Wikipedia, non fanno una grande differenza. Se non fosse abbastanza, in tanti casi non si tratta nemmeno di applicazioni sviluppate ad hoc, ma semplicemente di un accesso web senza particolari ottimizzazioni. Poche soddisfazioni sotto questo punto di vista, quindi ogni miglioramento è potenzialmente ben accetto.

Infine c’è l’interfaccia utente. Una è spesso la fotocopia dell’altra, ma non è certo un male. Più l’interfaccia è semplice, chiara e soprattutto fluida, migliore è l’ergonomia d’uso.

Ad oggi uno dei miei prodotti preferiti è il Boxee. Senza parlare dell’hardware, trovo il software – basato su XMBC – uno dei più interessanti. La grafica è pulita, essenziale e chiara, le opzioni necessarie ci sono tutte, le funzioni avanzate non sono banali e soprattutto, per quanto riguarda i servizi aggiuntivi, c’è un sistema in stile “app”, dove è possibile scegliere quali installare tramite i vari repository. Purtroppo non risolve il problema della scarsa localizzazione dei servizi, ma il sistema è quello giusto, e abbiamo la dimostrazione negli altri sistemi mobile Android e iOS che gestiscono le loro App in maniera analoga.

Con questi presupposti vi parlo ora dell’Xtreamer Prodigy, un prodotto che ha catturato l’attenzione principalmente per il software, infatti è un mediaplayer con Android. Non significa che è basato interamente su Android, ma che è possibile avviare una sessione Android dal menù del media player. Andiamo per ordine e iniziamo dall’hardware.

Il Prodigy è basato sul chipset Realtek 1186, affiancato da 512 MB di RAM. Non vale molto la pena dilungarsi sulle potenzialità di questo chip, è un modello aggiornato, compatibile con gli ultimi standard e ottimizzato per i video 3D. Il media player supporta un hard disk SATA fino alla dimensione massima di 3 Terabyte, Lan Gigabit, due porte USB più una terza USB 3.0 per il collegamento con il PC, HDMI, audio ottico e coassiale digitale, uscita component e composita. Il Wi-Fi è opzionale, così come il DVB Tuner. Tutti questi connettori sono sul retro, davanti c’è un lettore di schede SD e MMC assieme alla slitta per l’hard disk.

È costruito interamente in plastica e alluminio satinato, c’è un grosso pomello anteriore per l’accensione e la regolazione del volume e un telecomando, con tasti in plastica fluorescenti. Le dimensioni sono moderate, la qualità costruttiva è solo sufficiente. Per quanto riguarda l’hardware c’è quello che serve, e almeno sulla carta non si può rimanere delusi. Passiamo al software.

Sarà colpa dello sfondo, ma di primo impatto sembra quasi Mac OS. Passato il deja vu, l’interfaccia ricalca la filosofia del “già visto”, con qualche piccola modifica. Sei collegamenti principali (Preferito, Cronologia, Libreria Multimediale, Android, App e Impostazioni) nascondono alcuni sottomenù. In pochi parole, è possibile riprodurre delle playlist, accedere ai contenuti in base a quelli riprodotti recentemente o aggiunti recentemente, navigare tra i file in base alle sorgenti (USB, hard disk, rete) o alla tipologia (video, musica e immagini). “Android” avvia il sistema operativo alternativo e “App” offre l’accesso ad alcune applicazioni, da non confondere con quelle di Android.

Il menù impostazioni è completo, non c’è altro da dire. Video, audio, rete, aggiornamento firmware, lingua, etc. In verità qualcosa da dire c’è. Siamo davanti a un menù impostazioni strutturato alla stessa maniera di tanti altri prodotti visti in passato. È ora di fare un passo in avanti verso un’ergonomia migliore, e lo ripeterò fino alla nausea. La mia è un’estrazione tecnica, ma adoro la semplicità, la semplicità che riesce a portare le opzioni avanzate e tecniche nelle mani di tutti.

Ormai i media player non sono più prodotti per semplici appassionati, e un “utente comune” che si trova davanti a una lista infinità di opzioni potrebbe rimanerne disorientato. Basterebbe  predisporre due menù, come qualcuno ha già fatto, non solo Boxee, ma anche l’italiana BlobTV: Impostazioni Base e Impostazioni per esperti. Difficilmente un inesperto saprà cosa significa LPCM, LPCM Multi-Ch e RAW sotto al menù “Uscita HDMI” e vorrà solo collegare il riproduttore alla TV e guardarsi un film. Dividere il menù e inserire, nel caso sia necessario, un veloce wizard iniziale per configurare il media player chiedendo informazioni basilari, sarebbe una scelta azzeccata. Il firmware, inoltre, non si aggiorna automaticamente.

Le App includono Youtube XL, Video PodCast, Flickr, Yahoo Weather, Picasa, Yahoo Finance, Dailiymotion, etc. Torniamo a quello detto inizialmente, tante App che fanno ben poca differenza. A qualcuno potrebbe piacere guardarsi sul televisore i video di YouTube o ascoltare le radio Internet, ma ritroviamo, anche qui, quello che ormai propongono tutti.

Arriviamo ora alla star, Android. È la versione 2.2.1… azzoppata. Se state pensando ad Android come lo avete visto su un qualsiasi smartphone, avete in mente un’immagine sbagliata. Qui siamo davanti a una versione limitata di Android. Ritroviamo la grafica e l’impostazione, ma tra le App c’è solo la Galleria, File Expert, calcolatrice, CineTrailer, Groovershark, eBuddy e Skype beta, per citare le più rilevanti. E l’Android Market? Beh, non c’è. Al suo posto ecco “App Center”, una sottospecie di Market, con 5000 applicazioni, la maggior parte di dubbia qualità e utilità, tutte o quasi a pagamento, in dollari. La descrizione di Android si conclude praticamente qui, non è il caso di andare oltre. Sarebbe stato meglio non metterlo e publicizzarlo.

Per quanto riguarda la compatibilità con i file, la situazione è idilliaca: DivX, XVid, MKV, vari MPEG, vc1, wmv, ha digerito tutto senza problemi. Zero problemi anche con i sottotitoli.

Il verdetto di questa prova è abbastanza chiaro. Xtreamer Prodigy è al passo con i tempi per quanto riguarda la parte tecnica. La piattaforma è aggiornata, il sistema è espandibile, il telecomando buono. La parte software però non impressiona. Intendiamoci, non ci fa mancare nulla, ma non è migliore e nemmeno differente da quanto visto fino ad ora. Non aggiunge niente all’ergonomia d’uso, e rimane un po’ legata al passato. Se siete appassionati interessanti principalmente all’hardware, il Prodigy fa a caso vostro, a un prezzo di 200 euro, che non è affatto male. Per tutti gli altri, il mercato offre tante possibilità tra cui scegliere.

Condividi

  • Facebook
  • Google Plus
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Email
  • RSS
  • Pingback: Xtreamer Prodigy, multimedia player con Android | buonaguida.com

  • Pingback: Xtreamer Prodigy, multimedia player con Android | buonaguida.com

  • http://www.facebook.com/michael.snidaro Michael Snidaro

    Una domanda: io sono un appassionato di anime e da un paio di mesi a questa parte, molte comunità di fansubbers hanno cominciato a rilasciare solo mkv a 10bit, millantando una maggiore profondità cromatica a fronte di un cospicuo risparmi di spazio. Il mio asus eeebox con il suo piccolo atom riesce a riprodurre gli mkv a 8bit (anche in 1080p) senza grossi problemi di fluidità, ma anche aggiornando i codec, con i 10bit è un disastro. Molti utenti lamentano il fatto che i loro multimedia player hanno problemi ben peggiori con questo tipo di file. C’è qualche prodotto che può svolgere bene questo tipo di lavoro?

    Gadjet

  • Zeta

    Popcornhour