Zapper, iPhone come telecomando universale

Facciamo un paio di conti: due o tre televisori, un sintoamplificatore, un paio di decoder, almeno un mediaplayer, non sono meno di sei, in media, i dispositivi casalinghi che si controllano con un telecomando. E non sto parlando di un appassionato, perché in quel caso le cifre lievitano. Da tempo esistono i telecomandi universali, che per qualcuno sono stati una manna dal cielo, per altri un ennesimo telecomando andato a ingrassare le fila. Si perché non sempre le soluzioni universali fanno tutto quello che dicono, e spesso qualche funzione per noi basilare non viene gestita, ed ecco che una una volta si, una no, ci tocca tornare al telecomando originale.

Nella pletora di telecomandi universali, di cui Logitech ne ha fatto un’intera linea prodotti, quale criterio scegliere per l’acquisto? Probabilmente in questo caso buona parte della scelta è pesata sul prezzo, e mai come in questo caso il prezzo basso potrebbe equivalere a una scelta azzeccata. Dopotutto, se alla base dell’acquisto di un telecomando universale c’è la volontà di semplificarci la vita, perché scegliere un modello da centinaia di euro con funzioni avanzate? In effetti delle motivazioni ci sarebbero, soprattutto per gli appassionati, ma per tutti gli altri rimane valida la regola della semplificazione.

Sostituire sei o dieci telecomandi con un unico telecomando significa sicuramente semplificare, ma cosa ne dite di far sparire completamente i telecomandi? Sarebbe ancora più efficiente, soprattutto se quelle funzioni si passano a un oggetto che ormai ci portiamo appresso dalla sera alla mattina. Ovviamente sto parlando dello smartphone.

Amici che avete per le mani l’ultimo Galaxy o un altro smartphone Android, mi dispiace, sto per parlare di un accessorio per iPhone/iPad/iPod; per voi l’appuntamento è rimandato, ma se siete curiosi, continuate a leggere.

Si chiama VooMote Zapper (Fg Distribuzione) è un ricetrasmettitore infrarossi, che si collega a uno dei prodotti Apple sopraelencati. È basilare nella concezione, ma in pochi e semplici passi, controllerete tutta la casa con il vostro smartphone.

Ero inizialmente scettico sull’efficacia di quest’accessorio. Purtroppo la storia mi ha insegnato che usare un telefono come telecomando non è il migliore esempio di ergonomia che si possa fare. Nonostante fin da ragazzino adoravo fare impazzire i gestori dei bar cambiando il canale della televisione a muro, è sempre stato solo uno sfizio. Partiamo però da quello che è già un innegabile vantaggio di questa soluzione rispetto un telecomando universale: lo smartphone è sempre con noi, il telecomando, pur universale che sia, rimane al suo posto: sul tavolino in salotto, nel comodino in camera o da parte il televisore in cucina. Se volete un telecomando universale solo per il salotto, allora dimenticate questo confronto, ma il VooMote si prefigge di diventare “universalmente universale”, insomma, uno solo per tutta la casa.

Collegato il dongle al connettore dock dell’iPhone – o degli altri prodotti Apple – un messaggio vi chiederà di scaricare l’applicazione, gratuita, per l’uso. Avviate l’applicazione e seguite i messaggi a schermo per configurare il primo apparecchio. Il sistema si presenta su due livelli: il primo è la stanza della casa in cui vi trovate, il secondo livello è il dispositivo da controllare.

Dedichiamoci a un po’ di pratica: create la stanza “Soggiorno”, entrateci e cliccate su “Aggiungi Device”. Vi troverete davanti una lunga lista: televisore, DVD, Blu-Ray, Cable-Box, Satellite, Registratore, Proiettore, Game Console e anche Home Automation. Selezionate “televisore”, scegliete la marca e poi il modello. Tutto qui? Si, se siete fortunati, perché la lista dei modelli è abbastanza corta e, escluso il decoder Sky, di tutta l’elettronica che ho in casa non c’era nemmeno un modello presente in lista. Questo prodotto strizza l’occhio al mercato americano, mentre lascia un po’ in disparte quello europeo. Per fortuna tutto ciò non ha decretato il fallimento totale, perché se il modello non è presente, avrete due alternative: la prima è semi-automatica, e consiste nell’accendere il dispositivo che vorrete controllare, puntarci l’iPhone contro e premere un pulsante; il Voomote invierà dei comandi (volume, cambio canale, etc) e poi vi chiederà se il dispositivo ha reagito correttamente all’input (ha alzato il volume, cambiato canale, etc). Se così sarà, la configurazione andrà a buon fine.

Nel mio caso, con tre televisori (Samsung, Panasonic, BenQ) un sintoamplificatore (Onkio) e un media player, la configurazione semi-automatica ha sempre funzionato. Nel caso in cui non funzionasse, potrete iniziare l’autoapprendimento, cioè puntare il telecomando del dispositivo che volete configurare verso il ricevitore Zapper e registrare i comandi uno a uno, premendo gli stessi comandi sul telecomando e lo smartphone. Questa soluzione non ha dato prova di funzionare un granché, ma è proprio l’ultima spiaggia, a cui approderete se vorrete comandare un dispositivo molto particolare.

I telecomandi virtuali non vengono visualizzati nella loro interezza, poiché ovviamente l’interfaccia diverrebbe troppo caotica. Sono invece separati in sezioni, con una prima schermata che mostra solo i comandi essenziali di regolazione volume, muto e avanzamento tra i canali. Nella seconda schermata troverete il pad numerico e i tasti colorati per l’interazione con i canali multimediali; nelle altre schermate ci sono poi le funzioni avanzate. Ovviamente cambia da una TV a un amplificatore, nonostante la divisione delle schermate cerchi sempre di dividere i comandi essenziali – e più usati – dalle funzioni avanzate.

Con un telecomando classico, spesso si è spinti a riconoscere i tasti dalla loro dislocazione col tatto, cosa che non possibile con lo schermo piatto dello smartphone. I programmatori hanno però pensato anche a questo, e aggiunto una schermata in cui è possibile avviare dei comandi con alcune gesture. Tenete il dito premuto e accendete/spegnete il televisore, muovete un dito verso l’alto o il basso per alzare o abbassare il volume, muovetelo lateralmente per cambiare canale.

Se poi volete di più, potrete anche combinare più telecomandi in uno grazie alla funzione OneView. Facciamo un esempio: se seduti in salotto per guardare un film su Sky accedete la TV, poi il sintoamplificatore audio e poi il decoder, potrete abbinare questi tre dispositivi in maniera tale che reagiscono a singoli comandi. Potrete per esempio accenderli tutti con un singolo tap, o alzare il volume senza curarvi di selezionare prima l’amplificatore, perché avrete già detto al sistema, durante la configurazione, che usate il sistema audio per guardare un film e non le casse integrate nella TV.

Insomma, Zapper funziona. Costa settanta euro – il prezzo di un telecomando universale di fascia media – e vi permette di controllare tutti i dispositivi della casa tramite il vostro smartphone. Il processo di configurazione è abbastanza semplice, nonostante ci siano troppi pochi modelli già preconfigurati e dovrete ricorrere all’apprendimento manuale. Se siete utenti Apple, e stavate pensando di acquistare un telecomando universale, lasciate perdere, è lo Zapper di Voomote quello che state cercando.

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