LG Prada Phone, quando il giudizio si ferma al nome

Ho già recensito il nuovo Prada Phone di LG, e qui sotto voglio riproporre la videorecensione, mentre per la prova approfondita questo è il link della recensione: LG Prada Phone 3.0, con Android è ancora più chic. Cosa c’è ancora da dire, quindi? Una riflessione su quello che, spesso, è un concetto di smartphone poco compreso. Ci sono state molte cooperazioni tra i brand della tecnologia e quelli della moda o, più in generale, con “brand di lusso”. Lamborghini e Asus, Ferrari e Acer, Sony Ericsson e Ducati, per esempio. La filosofia di queste collaborazioni e i prodotti che ne derivavano erano condivisibili solo in parte. Prendere un notebook o una telefonino già esistente, cambiargli il colore e posizionare il marchio del brand di lusso sulla scocca è troppo poco per giustificare un sovrapprezzo di centinaia di euro.

Dal punto di vista del brand era inizialmente una questione di pregio. Un prodotto speciale, con un mercato quasi inesistente, che però dimostrava una partnership di prestigio. Insomma, una mossa di marketing.

Oggi però il mercato è differente, le partnership continuano, ma i prodotti sono molto più interessanti. Il Prada Phone ne è la dimostrazione, ma non sembra facile far passare questo messaggio. Superficialmente spesso ci si ferma al preconcetto che antepone il vecchio significato di queste partnership, cioè di prodotti senza particolare valore impreziositi da un marchio, alla realtà. Prada Phone è in tutto e per tutto uno smartphone di punta, con una piattaforma hardware aggiornata, una buona fotocamera, tecnologia di connettività aggiornate e alcune caratteristiche che diverranno lo standard solo durante l’anno, come la tecnologia NFC. Forse l’unica vera mancanza è un po’ più di memoria.

Il prezzo è in linea con i modelli come HTC Sensation (varie declinazioni), S II, Razr e via discorrendo – per i confronti, valutiamo uno stesso shop ed evitiamo insensati confronti tirando in mezzo VAT player o affini.

Da una parte si ha uno schermo con una risoluzione di uno step più elevata, dall’altra una luminosità senza rivali, un peso e uno spesso minore, contro una personalizzazione totale di Android non paragonabile. Mettendo tutti questi dati sulla bilancia, il sovrapprezzo del marchio si fa sentire, ma non troppo, e probabilmente offrirà una mantenimento del valore nel tempo superiore che ripagherà il leggero esborso superiore iniziale.

Certo, può piacere o non piacere, e non è una cosa da poco. Personalmente non acquisterei questo smartphone, perché sono abbastanza in opposizione alle griffe di moda e alle loro politiche – non credo che per camminare bene debba spendere 400 euro di scarpe – ma questo è un altro discorso. Però bisogna essere in grado di separare le due cose, e avere un po’ più di senso analitico. Un marchio non dice tutto del prodotto, ma si sa, troppo spesso un libro si giudica dalla copertina.

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