Personal Cloud, la flessibilità di un Cloud Storage personale

Nella prima parte di questa serie abbiamo visto cos’è il Cloud, come funziona e più nello specifico abbiamo dato un’occhiata ai differenti servizi di Cloud Storage. Ci siamo lasciati con le domande: e se vogliamo di più? Più controllo, meno limitazioni e più spazio d’archiviazione?

La risposta è il Personal Cloud, cioè la creazione di un proprio server d’archiviazione remota. Ovviamente non sto parlando di un vero server, un rack con processore, memoria, hard disk e banda internet, ma di un piccolo sostituto, poco ingombrante, silenzioso e soprattutto economico.

Si tratta di ridurre all’ennesima potenza quello che è un server di cloud storage che, banalizzando il concetto, significa prendere un hard disk classico e collegarlo a Internet. Non siamo molto distanti da quello che in effetti è un Personal Cloud Storage.

Oggigiorno un NAS basilare costa poco più di un centinaio di euro, a cui bisogna aggiungere il prezzo dei dischi – che purtroppo in questo periodo hanno subito un innalzamento dei prezzi per via dell’alluvione in Tailandia, che ha causato molti danni a industrie che producevano componenti per dischi, come le testine.

La prima differenza tra un cloud personale o un servizio online è quindi il prezzo: da una parte è gratuito, dall’altra costa almeno qualche centinaio d’euro. Tuttavia nel caso del Personal Cloud ci sono dei chiari vantaggi, e anche qualche svantaggio.

Quali sono i vantaggi?

  • Completo controllo: sarete voi a decidere quali servizi attivare sul sistema.
  • Nessuna limitazione: potrete decidere voi la dimensione, tipologia dei file o altri parametri relativi a quello che vorrete memorizzare.
  • Multiutenza: servizi avanzati come la multiutenza non avranno limitazioni e non dovrete pagare di più per un servizio aggiuntivo.
  • Spazio d’archiviazione: la quantità di spazio dipende solo dalla dimensione del disco che userete e potrete espanderlo alla bisogna acquistando un nuovo disco. Il costo per gigabyte è molto inferiore.

Quali sono gli svantaggi?

  • Costo iniziale: il NAS e il disco costano rispetto alla gratuità del servizio online.
  • Costi di gestione: il server sarà a casa vostra, quindi dovrete pagare l’elettricità e la connessione internet
  • Sicurezza: potrete impostare alcuni sistemi che migliorano la sicurezza, come un RAID, ma a meno d’investimenti elevati godrete di minor sicurezza rispetto un grosso centro dati.
  • Difficoltà: impostare un sistema necessità di un certo livello di conoscenza, a meno di affidarsi a soluzioni già predisposte (una la vedremo tra poco).
  • Nessuna assistenza: tutto dipende da voi, quindi anche la manutenzione e risoluzioni di problemi dovrete risolverli da soli.

Sono due gli svantaggi principali di una soluzione personale: il costo e la difficoltà d’installazione. Se siete disposti a spendere qualche centinaio d’euro, allora il primo difetto è eliminato, e se avete un po’ di dimestichezza con la tecnologia, allora anche il secondo grande difetto potrebbe essere aggirato abbastanza agilmente. Se tuttavia non avete alcuna conoscenza delle reti, c’è comunque una speranza di poter impostare un vostro cloud storage personale, e in questo caso significa spendere un po’ di più e affidarsi a un prodotto realizzato per questo scopo.

Ora scopriremo uno di questi prodotti, che può essere preso di esempio per altri modelli sul mercato. In una terza e magari quarta parte vedremo invece come impostare un cloud storage usando differenti tipologie di prodotti.

Il prodotto scelto è il Buffalo Cloud Storage. Diciamo subito che una soluzione preconfezionata ha i suoi vantaggi: prima di tutto la facilità d’uso e installazione, e secondo la presenza, quasi sempre, di un servizio web collegato che permette un facile accesso ai dati. Terzo vantaggio, che però non è sempre appannaggio delle sole soluzioni pronte all’uso, è la disponibilità di applicazioni per smartphone che offrono quindi l’accesso on-the-go.

Per essere più precisi, il modello usato è la CloudStation Pro Duo, la più potente della serie. Esiste anche una versione “Duo”, senza “Pro”, dotata di una CPU meno potente e la CloudStation, senza “Duo e Pro”, a singolo disco e senza supporto a funzionalità avanzate, come il RAID. Se il vostro scopo è mettere in piedi un semplice cloud personale, anche la versione basilare è più che sufficiente.

L’installazione è decisamente semplice. Collegatela al router tramite un cavo di rete, inserite la spina e lasciategli qualche minuto per configurarsi. Poi collegatevi al sito web “cloudstation.pogoplug” e seguite le istruzioni. Potete vedere le immagini delle schermate qui sotto. Dovrete solo scegliere un nome utente (una mail), una password e cliccare su un link in una mail che vi verrà inviata.  Niente di più, il vostro spazio di archiviazione cloud personale è già pronto per essere usato.

La Buffalo CloudStation, come altre soluzioni simili, permette di gestire facilmente tante delle funzioni prima elencate, accessibili nei servizi online solo a pagamento. Decidete quanto spazio di archiviazione volete scegliendo il taglio dell’hard disk, abilitate un accesso multi-utenza, così da dividere i vostri file da quelli di vostra moglie o figli, caricate musica e filmati molto più velocemente usando una connessione locale, per poi accedervi tramite internet dallo smartphone (c’è l’apposita applicazione) o dal PC del lavoro tramite il portale Web. Se invece volete accedervi molto più spesso, potrete scaricare l’applicazione per PC o MAC che vi mostrerà il vostro hard disk personale come se fosse un’unità all’interno del computer.

La flessibilità di questa soluzione è massima, e se siete disposti a un investimento iniziale di qualche centinaio di euro  - la CloudStation di Buffalo va da circa 200 euro per la versione base da 1 TB a oltre 500 per la versione migliore e 4 TB di spazio – non ne rimarrete affatto delusi. Sarete voi i padroni del vostro vostro servizio cloud. Vi diamo solo un consiglio: nel caso in cui sceglierete una soluzione del genere a singolo disco, senza protocolli RAID di sicurezza, vi consigliamo di fare un backup, ogni tanto, dei dati. Gli hard disk e i prodotti in generale sono abbastanza affidabili, ma l’eventualità di uno sbalzo di tensione troppo forte o un hard disk “sfortunato” è sempre possibile, quindi se vorrete dormire sonni tranquilli, un backup di sicurezza ogni tanto non fa male.

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  • Riccardo

    Non capisco bene dove stia il cloud in questo caso. Le caratteristiche del cloud computing, e che sono poi quelle che si pagano, sono fault tolerance, high availability, replication e disponibilità dei dati ovunque io sia geograficamente. Quali di queste proprietà ho con questo strumento? Mi sembra solo un nas domestico semplice da configurare. O mi sono perso qualcosa?

  • Pingback: Personal Cloud, la flessibilità di un Cloud Storage personale | buonaguida.com

  • http://www.tomshw.it/ Andrea Ferrario

    Ciao, è tutto elencato, vantaggi e svantaggi. “Cloud storage” significa semplicemente “immagazzinare i dati su un dispositivo presente e raggiungibile in rete”, non significa disporre delle caratteristiche che hai elencato. É vero che i servizi di cloud storage offrono quanto dici, ma non è intrinseco nel significato. Il personal cloud ha i suoi vantaggi e svantaggi, e rappresenta una risorsa cloud.

  • Riccardo

    IHMO, quello semmai è “network-attached storage (NAS)”. “Cloud storage” fa pensare a storage su una infrastruttura cloud (vedi anche http://en.wikipedia.org/wiki/Cloud_storage), che appunto ha le caratteristiche che ho elencato. Evidentemente nel nome hanno usato un termine che fa “figo” ma che non c’azzecca nulla con le caratteristiche.

  • http://www.tomshw.it/ Andrea Ferrario

    Ciao, forse stai dando un significato troppo stretto a cloud, quindi ne stiamo facendo una questione di lessico. Semplifichiamo il concetto: prendiamo pogoplug (che poi è lo stesso su cui si appoggia buffalo), che offre uno spazio di 5 GB, ospitato su uno storage center, a cui tu puoi accedere dal tuo PC tramite la connessione internet e caricarci i tuoi file.

    Nel caso del personal storage, non cambia nulla, solo che lo “storage center” è il NAS che hai a casa tua. Allo stesso modo puoi accederci tramite internet, allo stesso modo puoi caricarci i tuoi file dal tuo PC, smartphone o tablet.

    Quando invece parli della sicurezza dati, allo stesso modo dello storage center puoi impostare sistemi di sicurezza, o abilitare un accesso multi-utenza, o gestire la cifratura dei dati. Ovvio che un sistema “personale” non può contare su sistemi ad elevata ridondanza, etc, ma tutto questo l’ho trattato nei vantaggi e svantaggi.

    ciao

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