Autonomia Smartphone, come la testiamo

Per i test che effettuiamo in Tom’s Hardware cerchiamo sempre di soddisfare i requisiti più alti possibili. Una delle necessità è però trovare il miglior bilanciamento, non solo tra teoria e pratica, cioè test e realtà, ma anche tra una pratica perfetta e le risorse fisiche di cui una redazione può disporre. Tra le risorse rientra anche il tempo, ed è forse la più critica da gestire; smartphone, tablet o notebook, per ore e ore, riprodurranno un film o un gioco – secondo la metodologia classica – e questo significa investire molto tempo in singoli test. Più tempo sarà impiegato in questa maniera, meno tempo il dispositivo potrà essere usato per altri test.

Quando riceviamo un prodotto in prova, in molti casi abbiamo un numero di giorni limitato per condurre i nostri test, e in ogni caso, volendo pubblicare la prova il prima possibile, non possiamo concederci il lusso per effettuare tutte le prove prendendocela comoda.

Questo fattore determina quindi la criticità a cui ci si trova davanti quando si decide di testare l’autonomia di un prodotto mobile. Per definire un senso di grandezza, un test medio di uno smartphone, solo per l’autonomia, richiede cinque giorni: oltre 20 ore per l’autonomia in audio, 5 o 6 ore per il video, 5 o 6 ore per la navigazione web, 5 o 6 ore per i test con i giochi, metteteci poi dentro il tempo della ricarica, e un singolo test richiede una giornata lavorativa. Spesso i redattori portano il telefono con se ed effettuano i test anche nel proprio tempo libero, di sera o durante il weekend, ma a conti fatti è un’attività molto dispendiosa.

Un’ulteriore criticità di questo approccio, usato comunque dalla stragrande maggioranza dei tester, è l’incapacità di comunicare un risultato reale. Uno smartphone, un tablet o un noteook, non sono dispositivi “monomediali”, cioè in questo contesto creati per supplire a una singola funzione: non usate lo smartphone per guardare solo i video, ascoltare solo la musica, navigare unicamente sul web o fare chiamate telefoniche. Uno smartphone sarà usato per tutte questa attività assieme, chiamate,  posta, messaggi,Internet su rete Wi-Fi o rete 3G, foto, etc.

Sapere quindi qual è l’autonomia massima in riproduzione video dice solo una parte della storia, una piccola parte. Così come conoscere la massima autonomia solo con le telefonate. Potrete confrontare il prodotto A con il prodotto B, ma non saprete effettivamente qual è la vera autonomia che un prodotto è in grado di offrirvi.

Per questo motivo da diversi mesi includiamo nelle nostre recensioni un commento sull’autonomia reale, determinata in base all’uso giornaliero e personale dello smartphone che, considerando il nostro stile di lavoro, rappresenta abbastanza bene uno scenario d’uso impegnativo. Non possiamo tuttavia estrapolare dei dati oggettivi e perfettamente comparabili con questo approccio, ed è per questo motivo che abbiamo deciso di rivoluzionare i nostri test di autonomia con una prova in grado di offrire valori comparabili e soprattutto reali.

Abbiamo definito una suite e uno scenario di prova, basandoci sui dati che voi utenti avete condiviso con noi tramite un questionario. Vi abbiamo fatto alcune domande sulle abitudini d’uso dello smartphone:

  1. Wi-Fi, Bluetooth e GPS, quali tieni sempre accesi?
    Il 60% degli utenti tiene il Wi-Fi sempre acceso, mentre solo una piccola parte mantiene accesi anche bluetooth e GPS.
  2. Quante ore o minuti di telefonate fai al giorno?
    Oltre il 75% degli utenti dichiara di fare meno di 30 minuti di telefonate al giorno, mentre il 16% arriva al massimo a un’ora. Solo il 4% degli utenti dichiara di fare più di due ore di telefonate al giorno.
  3. Tieni sempre l’aggiornamento della mail e social network attivo?
    Il 60% degli utenti dichiara di lasciare gli aggiornamenti attivi, mentre il 40% no. In questo caso si delinea un modello d’uso differente tra professionisti, o chi usa la mail per lavoro, e chi no.
  4. Quante foto fai al giorno?
    L’80% degli utenti dichiara di fare meno di 10 foto al giorno, mentre un altro 15% di non farne affatto.
  5. Quanti minuti di video giri al giorno?
    Il 60% dichiara di girare meno di cinque minuti, mentre il 34% non registra video.
  6. Quanto usi la connessione Wi-Fi per navigare o usare i servizi Internet?
    Qui il risultato è meno omogeno, con il 20% degli utenti che dichiara di non fare più di 30 minuti al giorno, il 23% da mezz’ora a un’ora di navigazione, il 22% da un’ora e mezza a due ore e il 35% dichiara più di due ore al giorno.
  7. Quanto usi la connessione 3G per navigare o usare i servizi Internet?
    In questo caso il 40% degli utenti non naviga per oltre 30 minuti. Tra 30 minuti e un’ora la percentuale è del 23%, da un’ora a un’ora e mezza è il 14% mentre più di due ore la percentuale sale al 21%.
  8. Quanta musica ascolti al giorno?
    Quasi il 40% non va oltre la mezz’ora al giorno, mentre il 18% dichiara di non ascoltare musica. Il 24% va oltre la mezz’ora ma non supera l’ora di riproduzione musicale.
  9. Quanto giochi al giorno?
    Il 49% non dedica più di mezz’ora al giorno ai videogiochi e il 24% arriva al massimo a un’ora. Il 17% non gioca.
  10. Imposti manualmente la luminosità dello schermo?
    Il 60% lascia la luminosità in modalità automatica, mentre il 40% dichiara di regolarla manualmente. Questa è forse la risposta più sorprendente, in quanto avremmo pensato che molti più utenti lasciassero la luminosità in automatico. Sappiamo però che i nostri utenti sono appassionati, quindi un maggior controllo dello smartphone è immaginabile.
  11. Esprimi un giudizio su quanto tempo pensi che in una giornata il tuo smartphone rimane in stand-by.
    Il 54% degli utenti afferma che il proprio smartphone rimane in stand by per la metà del tempo, mentre un ulteriore 24% pensa che il proprio telefono rimane inattivo per 2/3 della giornata.

Seguendo anche le vostre abitudini abbiamo definito uno scenario di prova che prevede queste specialità: chiamata telefonica, navigazione Internet Wi-Fi, navigazione Internet 3G, riproduzione audio, riproduzione video, videogiochi, scatto di fotografie e registrazione di video. A sessioni di mezz’ora effettuiamo queste prove, intervallando ogni prova con mezz’ora di tempo in cui lo smartphone rimarrà in stand-by con lo schermo spento. Diamo precedenza alle prove di chiamata telefonica e navigazione internet. Dopo aver effettuato un giro completo di queste specialità, riprendiamo dall’inizio, rimuovendo però dal secondo turno (e successivi, nel caso la batteria reggesse) lo scatto di foto, la registrazione di video, la riproduzione di video e di musica, lasciando spazio alle pratiche maggiormente svolte, considerando che la navigazione web (che nel nostro caso scarica una nuova pagina web ogni 60 secondi) simula altre attività, come l’uso di un servizio web o la gestione della posta elettronica. Lo smartphone rimane per tutto il tempo con la rete Wi-Fi accesa e la sincronizzazione della posta attiva.

Con questa procedura pensiamo di avvicinarci molto a quello che è l’uso medio più classico di uno smartphone, e soprattutto di poter calcolare un valore in cui consideriamo variabili come lo stand-by, valore che spesso non viene preso in considerazione.

Il valore di autonomia ottenuto sarà poi mostrato secondo una scala che ne determinerà la bontà dell’autonomia, uno dei valori più importanti in un’analisi di un dispositivo mobile moderno.

 

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  • pav_87

    gran cosa! Cmq per chi dice che il suo telefono sta in standby solo il 50% della giornata è un pazzo… con uno smartphone moderno, se tieni lo schermo acceso per 5/6 ore, anche con la luminosità automatica, consumerà quasi tutta la batteria. Se il telefono non riposasse il 75% delle giornate nel giro di 9/10 ore sarebbe morto…

  • Pingback: Autonomia Smartphone, come la testiamo | buonaguida.com

  • http://www.tomshw.it/ Andrea Ferrario

    Ciao, un periodo di stand by del 50% rappresenta sicuramente uno scenario d’uso abbastanza impegnativo. Cerchiamo di offrire un dato in grado di dire veramente quello che uno smartphone è in grado di offrire. Poi è chiaro che regolando meticolosamente le connessioni, spegnendo la sincronizzazione dei dati, abbassando la luminosità dello schermo, etc, si ottiene un incremento dell’autonomia, anche consistente. Cerchiamo di “stare nel mezzo” e ricavare un dato in grado di soddisfare il sapere di un utente medio/appassionato, che rappresenta il test più critico per un telefono. :)

  • pav_87

    Si si, la mia non era una critica! Solo che secondo me, che uso il mio smartphone in modo aggressivo, e che provando vari kernel ho sempre sotto mano i grafici dei consumi, chi dice di tenere lo smarphone in standby solo il 50% della giornata ha con molta probabilità una visione distorta della realtà ;-)