Playbook 2.0, il risveglio del tablet BlackBerry

Non sono stato molto delicato o accomodante con RIM in un paio di articoli. Qui “Addio, Blackberry” e qui “Playbook, i difetti che il successore non deve avere” sottolineavo quella che definivo una perdita di vista della realtà, un’azienda dal grande passato, dalle grandi potenzialità, lanciata alla sbaraglio in un mercato che non rispondeva correttamente alle strategie adottate. Sia chiaro, ribadisco tutto quello che ho scritto, ma siccome non lascio mai una storia aperta – e questa di RIM è una storia su cui c’è ancora molto da dire – ritorno sull’argomento, finalmente con qualche notizia positiva.

Nel frattempo c’è stato il Mobile World Congress, dove ho avuto modo di fare due chiacchiere con Alberto Acito, Managing Director di RIM per l’Italia. Per chi fosse interessato, l’intervista è pubblicata interamente a questo indirizzo: Blackberry, il futuro è chiaro: comunicazione e qualità. Per farla breve, nonostante non sia stato convinto fino in fondo a riconsiderare il mio giudizio, quantomeno sembra che da una situazione in cui non si ammetteva alcun problema, si stia facendo qualcosa per migliorare, nonostante non ci sia stata ancora alcuna ammissione di colpevolezza per qualche scelta non troppo azzeccata.

A pensarci bene una mezza ammissione c’è stata, e coincide con la buona notizia. Il Playbook 2.0 – con BB OS 2.0 – “è il tablet che avremmo voluto presentare fin da subito”, ci ha detto Acito durante l’intervista. E in effetti, il nuovo OS migliora l’esperienza d’uso del Playbook. Non è una nuova rinascita, ma la situazione migliora decisamente.

Rivediamo velocemente quelle che sono state le critiche iniziali: prezzo elevato, fotocamera scarsa, mancanza del client mail e rubrica, mancanza del BBM, store povero di applicazioni e bassa qualità di quelle presenti, nonché prezzi troppo elevati. Terminavo così il pezzo precedente sul PB “ [..] un successore, compatibile con Android e con le peculiarità di protezione e condivisione dati di RIM, il tutto in un guscio magari un po’ più grande e un prezzo un po’ più basso”.

Il nuovo OS mette un cerotto alla mancanza del client mail, aggiunge un player nativo che emula le applicazioni Android e non perde i pregi già presenti sulla prima versione del sistema operativo. Ovviamente non cambia il formato di forma, perché non è il tablet a essere differente, e la dimensione dello schermo rimarrà un vantaggio in alcune situazioni, e uno svantaggio in altre.

Mail

Finalmente il Playbook non deve più fare affidamento su uno smartphone BlackBerry per mandare le mail. La funzione Bridge è sempre presente, ma se non avete un terminale BB, ora potrete contare su un client nativo, e non dipendere più da una webmail.

Il client non è particolarmente evoluto, anzi è decisamente semplice, non pecca però di mancanze particolari. La schermata principale è divisa in tre zone, una principale in cui viene visualizzato il contenuto della mail, a sinistra c’è la lista delle mail, e sul bordo alcuni pulsanti di controllo per impostare dei filtri, attivare la ricerca o comporre una nuova mail. Con le classiche gesture, dal bordo superiore appare una barra da cui accedere alle impostazioni avanzate.

È possibile scegliere di visualizzare le mail singole o raggrupparle in conversazioni, visualizzare o nascondere i messaggi inviati o archiviati, attivare la conferma di eliminazione, o evitare che vengano scaricate le immagini, per limitare il consumo eccessivo di dati. Potete attivare o disattivare anche gli avvisi alla ricezione di un nuovo messaggio.

 

Questo client non gestirà solo le mail, ma anche i messaggi degli account Facebook, Twitter e LinkedIn. Potrete attivare un solo account social, mentre non avrete limitazioni per quanto riguarda le mail.

Contatti

Aggiungete gli account di posta e social network, e la rubrica si popolerà di contatti. Per fortuna il sistema, come accade con altri OS, riconosce i contatti duplicati e gli aggrega. Verranno riportate tutte le informazioni, quindi anche gli stati di FB o Twitter, e altri dati quali riunioni, luoghi condivisi, etc.

Potrete modificare direttamente il contatto, aggiungerlo ai preferiti, navigare per ordine alfabetico selezionando direttamente la lettere iniziale, cercare un nome, visualizzare solo i preferiti o quelli disponibili per una videochat.

Print To Go

È comparso anche “Print To Go”, un’applicazione con cui è possibile inviare in modalità wireless dei file dal PC – non dal Mac! – al Playbook. Basterà installare il software sul PC, selezionare un file e “stamparlo”, scegliendo come stampante “Print To Go”.

Android

Il player Android è ora nativo, quindi per avviare applicazioni Android non sarà più necessario affidarsi a complicate procedure che necessitavano il jailbreak del Playbook. Ora le applicazioni Android sono già presenti nell’AppWorld, basta scaricarle come con un’altra qualsiasi App e avviarla. In verità l’implementazione è talmente profonda da risultare poco chiara. Non esiste un’app chiamata “player Android”, e nell’AppWorld non c’è una sezione “Android”. La applicazioni Android portate su BB sono mischiate all’interno dello store, e capirete che si tratta di un porting solo dopo averla scaricata e avviata, o cercando qualche indizio nella descrizione. Spesso il porting viene fatto in maniera molto grezza, senza cambiare nulla, e all’interno della descrizione troverete “questa app Android..”.

Se questo approccio da una parte non spezza il metodo d’interazione con il Playbook, dall’altra gli appassionati potrebbero non essere completamente soddisfatti. Personalmente mi piacerebbe avere un identificativo per le app Android, poiché lo considero un vero valore aggiunto e probabilmente la caratteristica più importante di questa implementazione 2.0 di QNX.

Passando all’uso vero e proprio di queste applicazioni Android, la sensazione è mista. Innanzitutto il player si avvia come una normale applicazione, ed è soggetto alle regole di multitasking e gesture del PB. Al primo avvio ci vorrà molto tempo, rispetto l’avvio di un’app nativa, ma per fortuna poi non avrete altri ritardi. Con le applicazioni che ho provato fino ad ora non ho rilevato problemi di lentezza, quindi l’emulatore fa bene il suo dovere, ma la stabilità è tutta un’altra storia. A volte va, a volte non va, a volte dipende dall’applicazione. Per fortuna sono più le volte che tutto funziona, rispetto a quando si rilevano problemi. All’interno dell’emulatore potrete poi passare velocemente da un’applicazione Android all’altra.

Un’altra questione riguarda la quantità di applicazioni disponibili. Per ora non sono molte, quantomeno mancano all’appello ancora tanti nomi famosi. Ogni giorno dovrebbero però aumentare, poiché il sistema di ricompilazione è semplice, e ogni utente che dispone dell’APK potrebbe in realtà rendere l’applicazione compatibile. Ovviamente questa modifica necessita di alcuni passaggi tecnici,  quindi per chi non vuole cimentarsi, farà meglio ad attendere l’arrivo nello store.

I costi delle App

I prezzi delle App non danno ancora segni di cambiamento, e questo significa che l’App World è più caro dei martket concorrenti.

Controllando i prezzi di alcune applicazioni presenti su tutti gli store, l’App World è più caro dal 25 al 100%; molte app costano almeno il il 50% in più.

Vi presento il Playbook

Il Playbook finalmente è un prodotto interessante, o almeno lo diventa sempre più giorno dopo giorno. L’aggiunta del client mail nativo lo rende completo, anche se continua a mancare il BB Messenger. Costava tanto implementarlo?

Diventa compatibile con Android, nativamente, nonostante permangano alcune perplessità. Sempre più applicazioni Android stanno entrando nel Market BB, ma entrano in maniera incontrollata, con dei porting grezzi. Certo che, di fronte a un bivio, dove da una parte c’è uno store povero di applicazioni, e dall’altra un magazzino disordinato con tante app, preferisco l’ampia scelta, anche se sarà necessaria un po’ di pazienza nella ricerca dell’app giusta. Uno dei trend negativi, cioè quello dei costi in media superiori delle app BB, non sembra ancora cambiare, e come ho detto scarseggiano ancora i nomi importanti. Sono però fiducioso che nei prossimi mesi questi due difetti verranno mitigati.

Il tablet in sé non cambia, rimane lo stesso fattore di forma, e le peculiarità positive che ho già sottolineato, come il multitasking, le gesture e il Bridge. Non cambia nemmeno il prezzo, ma se il Playbook 1.0 non era così attraente da investigare di più su questo fattore, il nuovo OS spinge a una riflessione in più. Se ufficialmente la versione da 16 GB costa 479 euro, quella da 32 GB costa 579 euro e quella da 64 GB costa 679 euro nello store RIM ufficiale, effettuando una ricerca in altri shop online si apprende che il modello da 16 GB si può acquistare a partire da circa 300 euro.

Al prezzo pieno avrei ancora qualche perplessità a consigliare il Playbook ad occhi chiusi, anzi, non lo consiglio, poiché nonostante più maturo, deve sempre vedersela con prodotti che nel frattempo si sono molto evoluti. Considerando tuttavia il vero prezzo di mercato, almeno nella versione da 16 GB, è un’alternativa interessante.

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