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Toshiba AT100, il tablet che strizza l’occhio ai meno giovani

23 marzo 2012
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Abituati agli standard moderni, a tablet sempre più sottili, leggeri e costruiti in materiali pregiati, trovarsi davanti un prodotto come l’AT100 di Toshiba lascia un po’ spiazzati. Grande, pesante, tutto in plastica e spesso quanto due iPad e mezzo, di certo non convincerà gli esteti. Fermarsi però all’apparenza è sbagliato, soprattutto perché un prodotto può avere o non avere successo, ma se un produttore decidere di mettere sul mercato un prodotto a prima vista controtendenza, un motivo ci sarà. ù

AT 100 ha un suo mercato, ben preciso. C’è una fetta di popolazione che è stata costretta a imparare a usare il computer. Chi è stato giovane, o anche meno giovane, quando in ufficio si usava la macchina da scrivere Olivetti, l’arrivo dei computer è stato un passaggio forzato, pena il non poter più lavorare in un ufficio ammodernato. Molti sessantenni di oggi hanno vissuto questo cambiamento, e con difficoltà hanno digerito il passaggio al digitale. Qualcuno se l’è cavata alla grande, ma la maggior parte ha appreso solo il necessario, e uno smartphone o un tablet moderno potrebbe essere ancora più difficile da digerire, al punto tale che molti gli stanno alla larga.

Tra i concetti appresi c’è però quello della porta USB, della fotocamera digitale con la scheda SD e, anche se meno, quello della porta HDMI. Se dovessi scegliere un notebook da regalare a mia madre, probabilmente sarebbe questo Toshiba, o quantomeno un prodotto analogo. Un tablet che si può usare come un notebook, questa è la formula.

Collegalo, trasferisci i file, usa una risorsa cloud, tutto troppo complicato. Inserisci la penna USB o la scheda di memoria e clicca sul file, questo è il massimo che mi sentirei di chiedere. E non sarebbe nemmeno così semplice, ma almeno ci sarebbero molte chance di successo in più.

Se vi trovate in una situazione del genere, e volete un tablet che si avvicini a un classico PC, qui potete leggere la recensione completa: Toshiba AT 100, HDMI, USB e SD, non sarà bello ma almeno è comodo.

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  • Pingback: Toshiba AT100, il tablet che strizza l’occhio ai meno giovani | buonaguida.com

  • claudiomonza

    Forse e’ perche’ sto divenendo un vecchi0 babbione ma ho sempre pensato che un tablet debba avere un paio di USB (la odio ma e’ divenuta uno std) e una SD. Altrimenti e’ solo qualcosa per guardare il web XXX.
    Qualunque interazione con, ad esempio, la macchina fotografica o una tastiera, avviene piu’ semplicemente.
    Se ha un display IPS e legge i RAW ha un’applicazione decente in piu’.
    Il 90% di questi li ho visti come videogame o come TV in auto o al ristorante per instupidire i bambini.