Ricaricare la batteria? Tre soluzioni per semplificare la vita

Il desktop lascia posto al notebook, lo smartphone si scarica in un giorno, il tablet, l’auricolare senza fili, orma siamo legati a doppio filo con la tecnologia portatile. Dieci anni fa sul comodino affianco il letto c’era solo il caricabatterie del cellulare, oggi ce n’è uno in ogni stanza. Contate quanti dispositivi elettronici usate durante il giorno, e quanti di questi hanno una batteria. Non ci vuole tanto a raggiungere un numero a due cifre.

Creare una sorta di “postazione di ricarica” per i nostri aggeggi hi-tech oggi è quasi una necessità, poiché l’alternativa sarebbe – e già lo è per molti di noi – scandagliare le superfici di casa alla ricerca del caricabatteria.

Fino a qualche anno fa era ancora peggio, poiché ogni produttore usava uno o più connettori proprietari. Lo standard MicroUSB odierno semplifica, ma non risolve definitivamente il problema.

Se fate parte di coloro che vorrebbero risparmiare tempo e spazio, che non vogliono più appuntarsi dove hanno abbandonato il caricabatteria, o semplicemente vogliono una soluzione più elegante di una ciabatta a dodici prese sovraccarica, voglio dare tre soluzioni.

La prima è una vecchia conoscenza, provata già alcuni fa, cioè un sistema di ricarica a induzione. Durante questi anni non c’è stata una grande evoluzione, e l’unica novità di rilievo riguarda l’entrata nel mercato di Duracell, grazie a PowerMat. La tecnologia a induzione permette di ricaricare un dispositivo semplicemente poggiandolo su una superficie, immergendolo così in un campo elettromagnetico invisibile. Questa soluzione è una delle più interessanti ed eleganti. Rincasati non dovrete fare altro che poggiare il vostro smartphone su una basetta e si ricaricherà, senza stare a cercare il giusto alimentatore e collegarlo.

Il prodotto Duracell si chiama myGrid è offre abbastanza spazio per ricaricare fino a quattro dispositivi contemponearamente, una quantità che dovrebbe essere sufficiente per molte soluzioni. Non basta però poggiare sulla base lo smartphone, poiché il sistema a induzione ha la necessità di “parlare” con i prodotti per regolare alcuni parametri di ricarica. Questa necessità è soddisfatta munendo le apparecchiature di quelle che Duracell definisce Power Clip, o di custodie compatibili che integrando la tecnologia necessaria alla comunicazione e uso del pannello a induzione. Ad oggi sono disponibili Power Clip generiche USB o custodie per iPhone, BlackBerry e cellulari Nokia. Nel caso in cui questa soluzione sia di vostre interesse, controllate prima che i vostri smartphone siano compatibili.

Il vantaggio di un prodotto come il myGrid è l’ergonomia d’uso, che si risolve in un gesto naturale come poggiare un telefono su una superficie. C’è però un risvolto della medaglia. Prima di tutto le clip e le custodie sono tutt’altro che invisibili. Le clip sono abbastanza antiestetiche e le custodie ingombranti. Inoltre, ogni dispositivo e smartphone deve avere la propria. Questo significa che al prezzo della base di ricarica, di una quarantina di euro, dovrete aggiungere il costo della clip o custodia, di sette euro circa. Se siete pronti a sacrificare l’estetica e appesantire il vostro smartphone, la ricarica a induzione è la più comoda che potrete scegliere. In un futuro le patch per far dialogare i prodotti con le basi di ricarica dovrebbero poter scomparire e integrarsi all’interno dei dispositivi, ma per ora sono ancora richiesti dei sacrifici in termini di estetica e costi.

La seconda soluzione è tanto semplice, come idea, quanto efficiente. Non è tanto differente dal prendere una presa multipla, posizionarla sopra un ripiano, e collegarci tutti i vostri caricabatterie, ma la differenza sostanziale è che tutto ciò viene fatto in maniera elegante, ordinata e in meno spazio.

Si chiama PowerBrick e raggruppa in un unico corpo sagomato fino a sei connettori, due prese passanti e due porte USB. Questo significa che in un ingombro ridotto e occupando una sola presa elettrica (due se la potenza richiesta è elevata) potrete ricaricare fino a dieci dispositivi contemponearamente (supporta fino a 2 Kw). All’acquisto potrete decidere come personalizzare i connettori, scegliendo anche tra alcuni modelli più vecchi.

In questo caso non c’è il vantaggio offerto da una ricarica a induzione, e dovrete sempre collegare il caricabatteria, ma ci sono alcuni vantaggi. Prima di tutto avrete creato una postazione di ricarica, saprete sempre dove andare per ricaricare i vostri dispositivi, niente più tempo sprecato alla ricerca del carbatteria. Inoltre potrete per esempio tenere il caricatore originale in ufficio, o in un’altra zona della casa, condizione che può essere soddisfatta solo a metà nel caso della ricarica a induzione, a meno di togliere e mettere la custodia ai vostri telefoni. Avrete anche più libertà nella scelta della custodia, o nel non volerla proprio mettere.

Il PowerBrick costa 69 euro, un costo superiore alla soluzione Duracell di base, ma inferiore se dovessimo considerare l’acquisto di custodie o adattatori per dieci dispositivi. In questo frangente viene spontaneo fare un raffronto con i caricabatteria originali.

C’è anche una terza soluzione, forse la più semplice da pensare, ma considerando la realtà, a quanto pare mi sbaglio. Con un caricatore Motorola USB, per esempio, potrete ricaricare anche uno smartphone Samsung, o un LG, l’unica discriminante è il connettore. Lo standard USB, in quanto tale, ha delle regole precise sull’energia erogata, e per questo tutti i caricatori sono compatibili tra loro. Perché allora non inserire le prese USB di direttamente tra quelle a muro?  Non ci sono motivi validi per non farlo, l’unico motivo è da ricercare nella pigrizia del vostro elettricista.

Se quindi avete una presa a muro libera in una zona comoda, il suggerimento è quello di ricercare tra i cataloghi dei marchi dei vostri frutti casalinghi, e sostituire una presa con un modello già dotato di presa USB. In diversi casi nello spazio di un interruttore, potrete istallare un modulo che contiene anche 4 prese USB. Poi vi servirà solo un cavetto USB. Se state per acquistare casa, fatene esplicita richiesta, non ve ne pentirete. In caso contrario, con un po’ di fai-da-te vi semplificherete la vita.

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  • Pingback: Ricaricare la batteria? Tre soluzioni per semplificare la vita | buonaguida.com

  • lacasadellasarta

    come facio inscivere nel vosto forum?????????

  • lacasadellasarta

    come facio inscrivermi in forum ????????

  • Alessia

    Ciao, complimenti utile conoscere anche queste soluzioni. Vorrei segnalarvi anche i caricabatterie portatili, che spesso ti salvano dalla spasmodica ricerca di una presa di corrente! Sono i ormai famosi Power Bank, prodotti da tanti brand e che permettono di ricaricare qualsiasi device (smartphone, tablet, macchine fotografiche …) in qualsiasi momento e luogo. Personalmente uso il Bewire, è molto carino, piccolo e portatile, e lo ricarico molto velocemente. Inoltre ha un display comodo per capire il livello della batteria ed è compatibile con tutti tutti gli smartphone. Per acquistarlo: http://www.housestore.it/pagina-prodotto/caricabatteria-portatili/power-bank-bewire/?status=moreinfo