Guide all’acquisto e shop online, cosa dovete sapere

Ho già affrontato la questione un paio di anni fa, ma è il caso di tornare sull’argomento con maggior fermezza e decisione. Da qualche tempo non è segreto che abbiamo un nuovo shop in Tom’s Hardware, in collaborazione con Next. Considerando questa opportunità abbiamo apportato alcune modifiche alle nostre guide all’acquisto mensili, inserendo dei link diretti all’acquisto per chi fosse interessato a comprare uno dei prodotti consigliati. E qui nasce la catastrofe.  Alcuni utenti, una manciata, hanno voluto polemizzare sull’uso del nostro shop interno come fonte per stilare la guida. Le critiche erano principalmente dirette alla “scorrettezza”, secondo alcuni, dei prezzi usati, troppo alti. Alla pubblicazione di alcuni commenti “sopra le righe”, sono ovviamente stati presi dei provvedimenti. Fatemi dunque spendere qualche parola.

Punto primo. I commenti sono un luogo pubblico, uno strumento che mettiamo a disposizione gratuitamente ma il cui uso sottende l’accettazione di un regolamento, stilato per tutelare tutti coloro che intendono utilizzarlo. Se un commento è maleducato, diffamante, fuori luogo (OT) e oltraggioso, è ovvio e sacrosanto che si prendano provvedimenti verso l’utente che l’ha scritto, a tutela di tutti gli altri (e se vogliamo, a tutela dell’utente stesso che l’ha scritto), e che si proceda a eliminare il commento stesso. Di conseguenza è il caso di pensare prima a cosa e come scrivere, anziché lamentarsi a posteriori del provvedimento attuato.

Le polemiche presentate con i dovuti modi sono sempre state discusse e hanno trovato la massima disponibilità. Tutte le altre, incivili, non meritano risposta. Per aggiungere una nota di colore, ho presentato la mia diretta disponibilità e invito a scrivermi direttamente in mail per presentare il malcontento, e non ho ricevuto alcuna mail, a dimostrazione del disinteresse a creare una discussione costruttiva sull’argomento.

Detto questo, andiamo a fondo sul perché riteniamo che il metodo adottato sia sufficientemente corretto. Le guide sono gratuitamente consultabili e non sottendono l’acquisto di alcuno dei prodotti indicati, e nemmeno richiedono una qualche azione aggiuntiva agli utenti per prenderne visione. Questo per chiarire che ha ben poco senso avanzare critiche rivolte alla creazione di queste guide solo per “riempire le casse”. Non sono certo queste le fonti di sostentamento, ma unicamente un servizio aggiuntivo. Questo è ancora più vero considerando che i prodotti indicati nelle guide sono liberamente acquistabili ovunque, da un qualsiasi shop online o sotto casa, senza alcuna limitazione.

Ora arriva la parte ironica, in cui è cristallina la malafede. Alcune critiche sono nate da quando abbiamo integrato e adottato lo shop interno. Il fatto è che anche prima dell’integrazione del nuovo shopping le fasce di prezzo adottate erano determinate usando e-shop come Next. Lo abbiamo sempre chiarito che non consideravamo rivenditori che non figuravamo come distributori ufficiali. Non è cambiato nulla!

E perché agiamo in questo modo? Ecco la questione etica. In questo articolo avevo già spiegato la situazione, ma per facilitare faccio un riassunto conciso. Ci sono due differenti tipologie di rivenditori. Quelli ufficiali italiani che acquistano i prodotti dai distributori ufficiali (o sono loro stessi distributori) delle aziende. I listini per queste tipologie di rivenditori sono, più o meno, gli stessi. Ovviamente dico più o meno perché delle differenze, determinate da accordi commerciali, ci saranno sempre, ma si tratterà sempre di pochi punti percentuale, che influiscono nella stessa misura sul prezzo finale. Questo significa che nonostante delle differenze ci saranno sempre, i pochi punti di margine (soprattutto nel mercato dei componenti che ormai è uno dei meno redditizi) influenzeranno il prezzo di vendita di una manciata di euro in più o in meno. Come è possibile, quindi, che alcuni rivenditori offrano prodotti al 20, 30 o anche 40% in meno? A volte accade che non si usano i canali di vendita/acquisto ufficiali, avendo accesso quindi a listini più convenienti, come per esempio quelli esteri. In questi casi è possibile quindi risparmiare denaro all’acquisto, gestendo differentemente le questioni finanziarie, rivendendo poi i prodotti, facendo del margine, a prezzi più bassi.

Quali sono le differenze pratiche rispetto a queste due tipologie di rivenditori? Prima di tutto quelli che usano i canali di distribuzione ufficiale godono storicamente di strutture più radicate e organizzate; questa, chiarisco, non è una caratteristica intrinseca dell’essere o meno un distributore ufficiale, ma una fotografia di quello che è realmente, anche per ragioni storiche, il panorama italiano. Una conseguenza diretta è invece la gestione della garanzia. Un rivenditore ufficiale italiano potrà accedere ai canali ufficiali, assicurando quindi una procedura post vendita di supporto semplice e teoricamente indolore. Aggiungo un ulteriore punto di chiarezza. Non è matematico che usare un rivenditore non ufficiale porta a una rinuncia al diritto di garanzia o a un supporto scadente. Molte testimonianze dicono il contrario, utenti molto soddisfatti, ma molte testimonianze riportano anche di gravi disservizi. Pesando tutto su una bilancia, è chiaro che il rischio maggiore si ha  scegliendo i rivenditori meno consolidati.

Avrete sicuramente sentito il termine “VAT Player”, con cui vengono chiamati alcuni shop/venditori. In una battuta, con questo termine si vuole indicare coloro che, grazie all’acquisto principalmente all’estero, evadendo di fatto l’iva, possono vendere i prodotti a un prezzo molto inferiore, che abbinato a un prezzo di acquisto estero inferiore (vedi per esempio i prezzi più bassi della Germania) spiega quel divario superiore al venti percento che c’è rispetto ad alcuni distributori ufficiali.

Se avete quindi messo a fuoco la situazione, capirete il perché della nostra scelta, e perché i prezzi del listino di Next, o Bow/Wellcome, o Tecnocomputer per citarne altri, sono sempre superiori rispetto ad altri shop. Siete liberi di decidere a chi dare i vostri soldi, ma non potete chiederci, o peggio pretendere, di sostenere chi, in un modo o nell’altro, potrebbe non essere del tutto trasparente nella sua gestione o soprattutto non poter offrire una tutela dopo l’acquisto sicura al 100%.

Aggiungo come nota di chiusura, tanto per ribadire un’altra volta che difficilmente alcune critiche possono trovare accoglimento, che anche se i prezzi sono differenti, le fasce di prezzo sono rispettate, e di conseguenza le guide mantengono la loro validità.

Riassumendo quindi le nostre motivazioni, adottando, come alcune critiche chiedono, fasce di prezzo più basse determinate dai canali non ufficiali qui sopra descritti, porterebbero direttamente o indirettamente gli utenti ad affidarsi solo ad alcuni shop che, probabilmente, utilizzano pratiche commerciali “esotiche”. Non ci consentirebbero quindi di assicurare un’affidabilità del servizio pre e post-vendita accettabile, portandoci di conseguenza a dare suggerimenti scorretti, forse pericolosi, e certamente eticamente inaccettabili. Detto questo, rimane sempre valido un concetto: acquistate da chi volete, ma non chiedeteci di darvi consigli inaffidabili.

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  • xbeaTX

    i vat player non sono solo in Italia … sono diffusi in tutti gli stati della CEE .
    l’unico problema è la norma attuale che ti permette di non avere l’addebito dell’iva sull’acquisto ma di versarlo nel tuo paese.
    finchè non cambierà questa norma ci saranno sempre i furboni che tentano di aggirarla…lo shop italiano acquista dal fornitore tedesco, lo shop tedesco acquista dal fornitore rumeno e lo shop rumeno dal fornitore italiano… e nessuno paga l’iva ne in italia ne in germania ne in romania.
    è un circolo vizioso che altera pesantemente il mercato:
    guardacaso gli shop che vanno per la maggiore che sono sempre in prima pagina sui vari motori di ricerca per gli acquisti, praticano prezzi inferiori attorno al 15/20% rispetto i canali ufficiali… è palese il magheggio.

    personalmente è da un bel pò che cerco di fare acquisti informati… sfruttando le offerte al momento giusto presso i canali ufficiali , non necessariamente italiani …
    esempio: se trovo l’ultima mainboard asus in offerta da un rivenditore ufficiale tedesco la compro da lui …in che problemi potrei incorrere? nessuno … sono libero di acquistare quel che voglio nella CEE senza ulteriori balzelli, ho la certezza che lo shop ha pagato l’iva nel suo stato ed ho la certezza di ricevere un supporto certamente ottimo se dovessi avvalermi della garanzia.

    Riguardo la politica adottata da Tom’s sono decisamente a favore… la gente dev’essere informata e consapevole … a parte i soliti italioti che negano l’evidenza e pensano di essere furbi vedo che molte persone stanno iniziando a porsi il problema prima di spendere … in periodo di crisi i primi che non devono mangiare sono i disonesti.

  • dtm

    Non comprendo come acquistare un oggetto online ricevendo regolare documento di vendita possa permettere al venditore di evadere l’iva. Facciamo finta che ci sia la società tedesca che compra, vende a profitto zero ad una società italiana fittizia, la società italiana vende al dettaglio ed emette scontrino/fattura: non è su quest’ultimo passaggio che si paga l’iva?

  • sopaug

    Il vostro tornaconto… uhm no so, soldi dallo sponsor? Altrimenti perche’ si chiama sponsor scusami? Avrete ovviamente un tornaconto, altrimenti fate pubblicita’ gratis? Cmq sono semplicemente un lettore deluso. E cliente di next oltretutto… pensa un po’. Bannatemi di nuovo se vi sistema la coscienza :)

  • sopaug

    Si’, un “quando c’e’ lo sponsor di mezzo dobbiamo essere severi” lo riterrei onesto, poco etico forse ma giustificabile, non vivete di aria e nessuno penso sia cosi’ fesso da pensarlo, e’ la misura che personalmente non condivido. Ho moderato e modero comunita’ di una certa dimensione, da anni e per anni, fidati che so cosa vuol dire. Ringrazio dell’offerta ma non ho il tempo di seguire pro-bono altre situazioni, ne’ francamente mi vedo concorde alla linea di moderazione in partenza. E so anche riconoscere i diversi tipi di “manica” a seconda delle situazioni, perche’ io per primo a volte ho usato due pesi e due misure in altre circostanze.

  • Onesto7

    l’IVA viene evasa sugli acquisti ti quoto quanto scritto qualche giorno fà………è qui arriva la furbizia del solito ItaGliota, sfruttando la normativa Europea tu compri in Germania e non paghi l’IVA quindi invece di pagare il prodotto X 100+ 21% lo paghi 100 poi il 21% che non hai pagato in Germania dovresti versarlo in Italia ma se invece ti crei una società che intesti ad un povero disperato a cui dai 100€ ed un panino per mettere un paio di firme tu acquisti con questa nuova società in Germania paghi meno i prodotti in più non versi mai il 21% di iva in Italia, vendi i prodotti a prezzi bassissimi al vero beneficiario, il famoso eshop italiano “xxxx” che potrà permettersi di vendere i prodotti sul mercato nazionale a prezzi bassissimi, ovviamente la “cartiera”, la società intestata al poveraccio non verserà mai allo stato il debito IVA e dopo un paio di anni di attività chiuderà o verrà chiusa dalla guardia di Finanza.

    purtroppo in Italia solo chi acquista con partita iva da questi “signori” rischia qualcosa perchè responsabile in solido per i versamenti IVA non effettuati dal fornitore mentre i privati non rischiano nulla.

  • Onesto7

    quello che dici è in parte vero alcuni di questi “famosi” shop fanno regolarmente garanzia ma non sempre io ricordo che in occasione del bug del chipset Intel P67 alla porte sata questi famosi shop che secondo te “onestamente” importano direttamente dai paesi della C.E. versando regolarmente l’IVA dovuta in Italia si RIFIUTAVANO di cambiare le schede dicendo che loro non ne sapevano nulla oppure che le avrebbero cambiate solo se si manifestava il problema….il problema dei VAT player esiste inutile far finta di niente

  • xbeaTX
  • Evaristo Tasso

    CORSAIR dichiara sul proprio sito ufficiale di NON COMPRARE dai siti elencati: http://www.e-key.it ,www.bpm-power.com/it , http://www.prokoo.com

    http://i.imgur.com/IbVrq.jpg

  • sopaug

    questa e’ mafia di corsair, il loro problema e’ che fanno prezzi diversi a seconda dei territori e i rivenditori sopra citati gli rovinano semplicemente la piazza. Il discorso garanzia non sussite, o il prodotto e’ rubato oppure una garanzia ce l’ha (a fronte di regolare fattura). Deve essere indicato se europea o italiana, ovviamente, perche’ i costi cambiano.

    se poi torniamo al discorso vat player, ribadisco che DEVE occuparsene la gdf, non sceriffi vari

  • XbeaTX

    lode a corsair che non si fa problemi a fare i nomi

  • Kave_91

    Corsair parla: http://www.corsair.com/it/wheretobuy/ ora Amazon risulta come shop affidabile, eppure ha i prezzi più bassi della rete. Secondo il tuo ragionamento visto che Amazon ha i prezzi bassi dovremmo avere la “certezza” che c’è qualcosa di losco……allora perchè corsair lo mette tra i buoni? :)

  • Shiningsun77

    Ciao! Sono utente su Tom’s da qualche anno ormai e ho sempre apprezzato la bontà degli articoli, delle news e degli utenti che contribuiscono ad arricchire le esperienze di “chi ne sa meno”.
    In merito alla spinosa questione delle fasce di prezzo della componentistica, avete pensato a proporre delle classifiche in stile più… Diciamo… Automobilistico? Se si mettono a confronto solamente “potenza e forza bruta” testate nelle varie prove, su quelle non c’è niente da obiettare: chi fa più frame sta più in alto. Tant’è che, tendenzialmente, io consulto quasi solo il sommario delle guide mensili per vedere le novità come si pongono rispetto ai prodotti di precedente generazione.
    In tal modo, fermo restando il link alla possibilità di acquisto, si elimina ogni possibile “flame” od “OT” circa speculazioni/prezzi giusti/altre cose simili.
    Ciao e grazie per il sito!
    Corrado

  • Onesto7

    anche antec
    http://www.antec.com/?page=wheretobuy

    e MSI
    http://it.msi.com/service/wtb/

    fanno i nomi dei negozi da evitare e guarda caso sono sempre gli stessi……