IDF 2012, una finestra sul futuro, ma l’immagine è sfocata

Nonostante un jet lag che ogni volta che volo a occidente non mi lascia in pace fino al rientro, le infinite, ma ormai normali giornate, che si presentano con lo stesso copione ogni volta che si segue un evento internazionale, e gli articoli di approfondimento, mi obbligo a scrivere sul blog per condividere con lettere informali quella che è la sensazione che più traspare dall’IDF di quest’anno.

Il leitmotiv è inconfondibile, l’esperienza utente e il mobile sono i due fili conduttori dell’evento, quasi a voler ribadire che Intel è un’azienda diversa, non è più – solo – quella dei processori. Con l’avvento degli Ultrabook, non come portatili leggeri e sottili, ma quasi come filosofia, tutto sembra andare nel verso del “come interagire con la tecnologia”. Ma non è un pensiero concreto. Ci sono esempi tangibili di strumenti evoluti, ma la sensazione è che tutto quello di cui stiamo parlando, e quello che stiamo vedendo, è solo il primo passo della trasformazione della fantascienza in scienza. I libri e film sci-fi stanno diventando cronache di storie contemporanee, ed è forse questo cambiamento che è difficile da interiorizzare.

Si cammina su una stretta linea di demarcazione, dove da una parte si vede la perfezione di quei sistemi immaginati, di strumenti tecnologici avanzatissimi, e dall’altra si vedono questi strumenti declinati in sistemi arcaici, se vogliamo, perché rappresentano le prime implementazioni di quello che, fra qualche anno, rappresenterà probabilmente la normalità.

Vediamo gli embrioni di quello che sembrava impossibile raggiungere, pura fantasia, ma non si ha ancora ben chiaro quale sarà il risultato finale, se sarà precisamente come immaginato, o semplicemente diverso. È questa immagine un po’ confusa, carica di eccitazione per quello che ci aspetta, ma non definita, a sfocare quelli che sono ancora dei pensieri e progetti in divenire.

Ma tutto questo ha anche l’aria di un prologo che apre un libro di innovazioni senza precedenti, per un’industria che ha già saputo rinnovarsi, lasciando da parte i pezzi di silicio misurati su FPS e prestazioni, per qualcosa di più avveniristico e in grado di cambiare veramente il modo in cui vivremo le nostre giornate.

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