Una valida alternativa al Magic Trackpad di Apple, che costa uguale ma offre una batteria integrata. Continua →
Diventavo più vecchio di un anno, e nel frattempo Apple presentava il nuovo iPhone 5. Gli Haters infestavamo i Social Network con commenti distortamente disincantati, e i FanBoy gli muovevano guerra. Una storia che si ripete, e che ormai può solo far sorridere per come così tanta gente trasformi una strana sorta di invidia o repressione in commenti pieni di rabbia. Ma poi rabbia per cosa? Sorridiamo.
È arrivato il nuovo iPhone, e qualcuno, quando ho commentato l’uscita dei nuovi Lumia con poco entusiasmo, ha lanciato commenti di sfida come ad esempio “vediamo cosa direte (dirai) il 12 settembre”, riferito ovviamente al nuovo iPhone, non al mio compleanno. Ecco la risposta.
È un prodotto rivoluzionario? No, decisamente no, è piuttosto un prodotto “evoluzionario”. Come è accaduto nel passaggio tra 3G a 3GS, ma anche a iPhone 4 e 4S, i prodotti si sono evoluti, a volte in maniera più marcata, altre volte con miglioramenti più contenuti. A volte sono state presentate novità che non avevo addirittura nulla di migliore rispetto i concorrenti, ma nel complesso, versione dopo versione, l’iPhone ha rappresentato il punto di riferimento, quello con cui confrontarsi.
Il passaggio da 4S al 5 ha però più un sapore di adattamento. Ormai i concorrenti, Samsung in prima fila, sono in grado di creare dispositivi molto interessanti, che hanno influenzato molto le abitudini degli utenti. L’iPhone 4S e precedenti, con uno schermo da 3.5″, era quasi fuori luogo in un mercato dove la fascia alta è occupata da modelli con schermo più grande. Ma è anche vero che i prodotti più grandi soffrono anche di alcuni problemi di ergonomia, e spesso chiedono all’utente di fare una scelta. Apple in questo caso ha cercato la via di mezzo, di allinearsi maggiormente agli standard, senza però voler perdere del tutto la facilità d’uso anche con una sola mano – ma non sono ancora convinto fino in fondo, certe cose bisogna provarle.
Ha aumentato ancora la potenza, sulla carta per ora, ma sarebbe stupido dubitarne. Peso e dimensioni minori, per un’ergonomia migliore. Ma ha anche dimenticato l’NFC – non ha senso – ha cambiato il connettore, che non ci voleva, e ha adottato la Micro SIM, altri grattacapi per gli utenti. Provo lo stesso senso di fastidio dell’epoca in cui Intel cambiava continuamente socket al cambio di generazione di processori. Se da una parte lo faceva per offrire qualcosa di più, dall’altra alimentava il malcontento.
Quindi, a conti fatti, siamo davanti a un prodotto che porta avanti l’evoluzione già vista con i modelli precedenti, e che si adatta maggiormente al mercato per come è stato plasmato negli ultimi due anni. Nessuna rivoluzione, solo evoluzione. Per gli utenti Apple sarà forse un cambiamento molto più grosso di quello che si pensa, poiché uno schermo più grande è in grado di aggiungere molta qualità all’ergonomia d’uso. Rimane da vedere se il formato allungato funzionerà, ma non vedo troppi motivi per dubitarne, dato che le applicazioni si adatteranno e lo useranno al meglio delle possibilità.
C’è però un fattore che spesso si lascia al caso, soprattutto perché è quello che influenza maggiorente, negativamente o positivamente, il giudizio degli utenti, e che genera la rabbia che non filtrata si tramuta in pensieri e commenti. Apple può permettersi di creare un nuovo prodotto, che non ha niente di rivoluzionario, e vendere ugualmente milioni di esemplari. E non può farlo perché si chiama Apple, perché si è creata una storia e prodotti che sono stati delle icone, o perché in tantissimi hanno acquistato un iPhone. Può permetterselo perché l’interesse che è stata in grado di catalizzare attorno ai suoi prodotti e OS è stato di tale magnitudo che chi acquista il nuovo iPhone godrà di servizi, di accessori, e di uno store eccezionale, innegabilmente il migliore allo stato attuale, seguito a corto/medio raggio dal marketplace Android, ma lontano anni luce da quello di Microsoft. È per questo, ricollegandomi alla presentazione di una settimana fa, che una Nokia del caso ha bisogno di una rivoluzione per guadagnare il terreno perso, una rivoluzione che può essere nei terminali, come in una strategia super aggressiva, ma pur sempre una rivoluzione deve essere. Perché Windows Phone è il prodotto che offre la maggior ergonomia, ma un sedile riempito di gomma piuma e ricoperto in alcantara può essere comodissimo, ma se è lasciato fuori dall’auto, chi si accomoda non andrà molto lontano.
Quindi, semplificando il concetto ai minimi termini, iPhone 5 è un’evoluzione che non scombina il mercato, avrei desiderato qualcosa di più, e alcune scelte come i cambi di standard (SIM e connettore) sono decisamente fastidiosi, ed è inspiegabile la mancanza dell’NFC. Ma iPhone 5 non è nulla di più di quello che potevamo aspettarci, ed è sufficiente ad Apple per continuare il suo cammino di successo nel mercato degli smartphone. Ma soprattutto, è sufficiente per non far guadagnare posizioni ai sistemi Windows Phone, almeno per come li conosciamo ora. Lascia invece aperto uno spiraglio ad Android, che potrebbe sfruttare l’attuale “pari merito” dal punto di vista tecnologico, per guadagnare qualche utente in più. Se solo qualcuno facesse implementazioni del sistema operativo un po’ più convincenti, e se qualche sviluppatore credesse maggiormente nel robottino…
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This entry was posted on 13 settembre 2012 at 07:09 and is filed under Senza categoria. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed.



