iPad Mini, frutto di un’imposizione, fa categoria a sè

La recensione completa dell’iPad mini arriverà fra qualche giorno sulle pagine di Tom’s Hardware. Valutare questo nuovo tablet non è stato semplice, almeno inizialmente. Perché le prime domande che mi sono posto sono state “come posso confrontarlo con gli altri iPad ?”, “è meglio o peggio degli altri tablet di questa dimensione ?”. Ma dopo averci riflettuto, è stato più semplice. Perché non è la risposta difficile da trovare, ma sono le domande a essere sbagliate.

Prima di tutto rendiamoci conto che l’iPad Mini è frutto di un’imposizione del mercato. Apple è un’azienda, e come tale deve fare fatturato. E non importano le parole pronunciate quasi due anni fa da Steve Jobs. Il mercato dei tablet da 7 pollici ha un elevato potenziale, e Apple non poteva perdere questa opportunità. Per farlo ha riciclato qualcosa che già aveva, come il SoC e lo schermo dell’iPad 2, l’ha impacchettato in un case bello e leggero, e lo ha reso al passo con i tempi infilandoci il connettore Lightning. E quello che è nato è un piccolo tablet, moderato dal punto di vista tecnico, ma con un potenziale enorme.

Perché è inutile mettersi le fette di salame sugli occhi. Nonostante le mille lamentele che possiamo muovere ad Apple, perché ha usato un processore vecchio, o perché la risoluzione dello schermo non è Retina, l’unica verità è che con poco più di 300 euro si può portare a casa un iPad, che è piccolo e leggero, ma che offre accesso alle decine di migliaia di applicazioni dell’App Store, oltre a offrire tutto il pacchetto dell’infrastruttura Apple. E sappiamo che potere ha questa formula sul pubblico.

E non è equiparabile con gli altri iPad, non solo per le dimensioni e differenze fisiche, ma perché costa quasi 200 euro in meno. È comodo da portare sempre con se, più comodo dei modelli più grandi, e a molti utenti poco importa se il Nexus 7 è più potente e ha uno schermo migliore. Questa è la dura e cruda verità. Probabilmente molti di noi, a capo di Apple, avrebbero fatto una scelta simile. Perché avrebbero fatto l’interesse della propria azienda e, soprattutto, perché l’iPad mini con schermo Retina e maggior potenza rappresenta, tutt’ora, un’altra pallottola intatta da sparare nel 2013.

E poi ci sono tutti quelli che invece si chiedono “iPad Mini o Nexus 7”, consci però delle differenze. Ma siamo proprio certi che questo dubbio ha ragione di esistere? Ormai il ragionamento deve essere portato a un livello superiore, perché non stiamo più scegliendo tra l’uno o l’altro tablet per navigare in Internet o controllare la posta elettronica. Stiamo parlando di prodotti che offrono molto di più e molto di quello che offrono è legato all’ambiente stesso, al sistema operativo, l’infrastruttura Google o Apple, il Marketplace e l’App Store. Chi ormai sceglie un nuovo notebook mettendo a confronto un Macbook Air o un Ultrabook solo guardando l’hardware di cui sono composti?

Il fatto è che i prodotti non sono confrontabili. Prima si sceglie quale ambiente bisogna abbracciare, e poi all’interno di quell’ambiente si valutano le alternative. Non il contrario.

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