Plantronics BackBeat Go2, per gli sportivi, ma con cautela

Le BackBeat Go 2 di Plantronics sono un prodotto particolare, l’azienda non le presenta per un uso specifico, ma non possono sostituire dei normali auricolari in tutte le situazioni. L’approccio è quello di normale paio di auricolari a filo, con tasto di risposta e microfono, ma gli auricolari sono più grandi del normale per ospitare una batteria e quel che serve per abilitare la tecnologia bluetooth. Brutalmente, sono degli auricolari senza il lungo filo che finisce con un jack da 3.5 mm. Unici nel loro genere? No, il concetto è già stato sperimentato da varie marche.

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Sono di tipo in-ear, e non c’è l’archetto o qualsiasi altra soluzione in grado di migliorare la presa sull’orecchio, eccezione fatta per un piccolo supporto in gomma morbida – stabilizzatore – che però lascia il tempo che trova. Dovrete indossarle inserendo la cuffietta direttamente all’interno dell’orecchio, e dovrete pigiarla per bene nel canale uditivo, sia per guadagnare il massimo grado d’isolamento acustico e la miglior resa, sia soprattutto per evitare che escano mentre vi muovete.

Il filo tra i due auricolari è abbastanza lungo da adattarsi a più teste. Il cavo è inizialmente semi-rigido, e dovrete inserire gli auricolari per bene nelle orecchie se non vorrete che escano accidentalmente. Le cuffiette sono disponibili in tre misure, e mai come in questo caso è importante montare la dimensione migliore per le vostre orecchie. Gli auricolari sono più grandi della media, anche tre volte tanto alcuni modelli che ho provato, e dovendo ospitare il necessario per la connessione senza fili, batteria inclusa, sono anche più pesanti. Una volta indossati vi spunteranno dalle orecchie come due piccole antenne. Dipende dalla vostra faccia. Se siete magrolini probabilmente l’immagine risultante sarà un po’ ridicola. Se avete un bel faccione, si vedranno meno.

Parliamo ora della tipologia d’uso. Appena li ho visti ho pensato che fossero perfetti per l’uso sportivo, specialmente in palestra. Allenarsi con un filo che va dalle orecchie alla tasca dei pantaloncini è decisamente scomodo, e con i BackBeat Go 2 si può avere più libertà di movimento. Gli ho provati per diverse ore in questo contesto e devo dire che la sensazione di maggior libertà è assicurata. La qualità audio non segna alcun nuovo record, ma è ben superiore alle cuffie che solitamente danno di serie con smartphone o lettori audio. Dovrete però indossarle correttamente.

L’autonomia è di circa quattro ore. Non è molto, ma più che sufficiente per la maggior parte delle condizioni d’uso. A meno che non vi stiate allenando per le Olimpiadi, o che impiegate più di quattro ore per andare al lavoro, non avrete problemi. Per quanto riguarda l’indossabilità, posso darvi un solo suggerimento: se solitamente vi trovate bene con gli auricolari in-ear, non vi escono continuamente dalla orecchie e non avete problemi a inserirli correttamente nel condotto uditivo, non avrete problemi. Al contrario, se non vi trovate a vostro agio e dovete continuamente sistemarli, con i BackBeat tutti i problemi saranno amplificati per via delle dimensioni e del peso. Il prezzo è di 89€, non di certo economico, ma una valida alternativa in molte situazioni.

  1 comment for “Plantronics BackBeat Go2, per gli sportivi, ma con cautela

  1. 21 ottobre 2013 at 13:10

    Tutto bellissimo, ma credo si chiamino BackBeat GO 2, non BlackBeat GO 2

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