Perché e come effettuo i test di autonomia su smartphone e tablet

Ogni tanto viene fuori la questione, è completamente casuale, o meglio, ogni tanto arrivano nuovi utenti (diffidenti), che mettono in dubbio il modo in cui effettuo i test sulle batterie. Lo capisco, perché adotto una tecnica di testing differente da quella di molti altri, e quindi il fatto che sia differente, anziché spingere a chiedersi il perché, porta alla reazione più semplice: dubitare.

Cercherò di farla il più breve possibile. Partiamo da un presupposto: qualunque sia il metodo adottato per un test, che sia corretto o scorretto, all’interno dello stesso insieme restituisce risultati confrontabili. Questo significa che io posso dire cosa è meglio o peggio di chi, l’importante è che l’approccio sia identico per tutti i dispositivi testati. Detto questo, un test può dire solo chi è meglio di chi, o anche aggiungere un altro livello d’informazione, ed è questo che faccio.

Smartphone-Batteria

Facciamo un esempio preso in prestito dal mondo delle automobili. Quando leggete una recensione e vi soffermate sui consumi di carburante, trovate più di un dato. Il consumo urbano, quello extra-urbano, e quello misto. Converrete con me che chiunque di noi, chi più, chi meno, si trova molto più spesso in coda a un semaforo anziché a 130 all’ora in autostrada. Ma a meno di casi specifici e sporadici (rispetto alla totalità), il parametro più corretto da considerare è quello misto, che prevede un mix tra i differenti consumi in differenti condizioni di guida.

Questo è il motivo per cui trovo completamente inutile effettuare un test di autonomia di uno smartphone o di un tablet in un’unica specialità. L’automobile A, in autostrada, consuma meno dell’automobile B. Ebbene, chi se ne frega? Io voglio sapere cosa posso aspettarmi in condizioni d’uso reali. Se con un’automobile basta fare il mix di un paio di rilevamenti, magari con un peso differente, con uno smartphone è più complicato. Non uso lo smartphone unicamente per navigare in Internet, e nemmeno solo per ascoltare musica, o per guardare video o solo giocare. Lo uso per tutte queste cose, e anche qualcosa di più, inoltre per la metà del tempo non lo uso proprio, ma rimane acceso e in stand-by, con la sincronizzazione attiva. Andiamo più nel dettaglio: navigazione internet su Wi-Fi, navigazione 3G, ascolto di musica, riproduzione di video, giochi, foto, video e stand-by, per la maggior parte del tempo. Tutte queste attività, pesate in maniera differente (ad esempio navigherò più in internet rispetto a quanto giocherò). Non sono dati che mi sono inventato, ma sono il frutto di una ricerca e sondaggi effettuati su un grande campione di utenti (base statistica), che ha definito non solo le attività svolte e il loro peso, ma anche le condizioni di test (Wi-Fi, bluetooth, sincronizzazione, gps, etc).

Quello che si è delineato è un mix di attività che corrispondono a un uso reale del dispositivo, ovviamente con un carico intensivo, definito dal modo in cui le sessioni di test vengono ripetute fino al completo scaricamento della batteria. Ovviamente se in una giornata userete lo smartphone solo per dieci minuti di chiamata, la durata della batteria sarà decisamente superiore a quella ottenibile con qualsiasi test, ma lo stesso vale se tenete l’auto accesa in garage per dieci minuti anziché sgasare per le vie del paese. Quello che voglio sapere realmente è se, in condizioni di elevato carico, per quante ore lo smartphone sarà in grado di servirmi.

Ecco che in questo modo posso ottenere due cose: risultati confrontabili per dire chi è meglio di chi, e in quale misura, e soprattutto quanto è in grado di servirmi uno smartphone durante una giornata, in condizioni d’uso reali, con un mix di attività che tutti fanno con lo smartphone, perché è questo per cui sono stati creati – e qui aggiungo: per chi vuole sapere quante ore di chiamate continuative è in grado di fare con uno smartphone, rispondo “forse non è uno smartphone quello che ti serve”.

Ovviamente la procedura per i tablet include test differenti. Con questo spero di aver convinto qualcuno in più. Se non ci sono riuscito, prendete la prima parte: all’interno di un sistema, i dati sono confrontabili. Anzi, sono ancora meglio, perché usando un mix di prove, è possibile capire se uno smartphone/tablet è bilanciato dal punto di vista dell’hardware e del software, poiché esistono prodotti che se la cavano alla grande con una specialità, ma sono completamente inefficienti con altri. Quindi l’uso di una sola specialità, che non include il passaggio a differenti calcoli e uso di differenti parti dell’hardware, rimane ancora più imprecisa e rischia non solo di dare un risultato incompleto, ma completamente errato.

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