Stonex One #Galileo, primo giorno

Nelle ultime settimane l’ho ripetuto come se fosse un mantra: a me interessa il prodotto, non il marketing o tutto quello che c’è dietro. Nel video qui sotto spiego bene il concetto, quindi chi è interessato, può dargli un’occhiata.

Arrivando al nocciolo della questione, finalmente oggi sono riuscito ad accendere lo Stonex One #Galileo, e sono qui per raccontare i risultati del primo giorno di “prova su strada”. Non so se, e quanti articoli di questo genere farò, voglio però specificare che tutto quello che scriverò sarà frutto di una prova quotidiana dello smartphone; i risultati dei test specifici di laboratorio li lascio all’articolo finale, che pubblicherò dopo aver effettuato tutte le prove di rito.

Iniziamo subito con un cattiva notizia, che spero di poter smentire nei prossimi giorni, almeno per tutti coloro che l’hanno acquistato. Ho iniziato a scrivere questo pezzo alle 18.30 circa, e in questo momento lo Stonex One è sotto carica, dopo aver toccato il 3% di autonomia rimanente. L’ho acceso questa mattina alle 7. Devo dire che appena acceso l’ho resettato e riconfigurato da zero, quindi con il download delle varie applicazioni il consumo è sicuramente stato più alto rispetto a un uso normale. Dopodiché l’ho usato per tutta la giornata collegato a uno Smartwatch, fuori ufficio (oggi ero in viaggio), ricevendo quindi gli aggiornamenti delle varie mail e social. Qualche messaggio e WhatsApp, poche telefonate. Non ho toccato – non ne ho avuto il tempo – le impostazioni, quindi posso dire di averlo usato con tutto standard, come probabilmente farebbe qualcuno senza particolari esperienze nel campo. L’unica cosa che ho abilitato, a metà giornata, sono state le gesture per l’accensione dello schermo (doppio tap) e l’avvio veloce della fotocamera (disegnare sullo schermo spento una “C”).

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Definisco un uso del genere come “abbastanza leggero”, non leggerissimo, ma certamente non intensivo. E un risultato del genere, se dovesse confermarsi, sarebbe decisamente insufficiente. L’uso con accessori Bluetooth, che nel mio caso, oltre all’Android Wear era anche un auricolare bluetooth (che tuttavia per la maggior parte del tempo è rimasto spento) impatta negativamente l’autonomia, e forse è un modello d’uso non comune, ma nemmeno troppo inusuale.

Non male lo schermo, anche se questo è un elemento che preferisco misurare con gli strumenti, durante tutta la giornata, anche all’esterno, non ho avuto particolari problemi a usarlo. Insomma la luminosità sembra adeguata. Anche la reattività, per ora, mi ha convinto. È sempre stato fluido e reattivo. Solo durante l’installazione delle applicazioni in mattinata, ad un certo punto, ho chiuso il Play Store: l’App Facebook sembrava non volersi installare, con la barra di caricamento impallata a una certa percentuale. Con tutte le altre non c’è stato alcun problema.

Sullo schermo è già installata una copertura, che in questo momento sto odiando. Come accade nella maggior parte dei casi di prodotti di questo genere, le coperture in plastica attraggono le impronte digitali con facilità estrema. Domani proverò a toglierla.

Un solo appunto prima di chiudere il “report” della prima giornata. Trovo che le suonerie siano pessime. Non sono un musicista, ma non ho nemmeno particolari amori e odi per i generi musicali, insomma ascolto un po’ di tutto. La suoneria di default per i messaggi – ma in verità tutte quelle di default – sono insentibili, almeno per le mie orecchie. Stonex ha ricercato appositamente queste suonerie “non standard”, prese in prestito dall’universo della musica elettronica (e qui spero di non aver detto una boiata, vista la mia immensa conoscenza del settore..), ma credo sia una mossa un po’ azzardata, poiché potrebbero effettivamente piacere solo a chi segue un certo tipo di musica. Poco male, è Android, si può personalizzare.

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