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Microsoft Kinect e Playstation Move, solo per bambini e fidanzate

Category : Games

Dopo aver visto all’opera e provato Kinect e PS Move, e dopo aver sperato per mesi in qualcosa di fenomenale, in un’esperienza dal sapore futuristico, inizio a convincermi (se non avere la certezza), che in queste tecnologie non c’è nulla di magico.

Quando Nintendo tirò fuori dal taschino la Wii, mezzo mondo rimase a bocca aperta. I dati parlano da soli, la Wii è stata l’ennesima gallina dalle uova d’oro. Quale fu la rivoluzione digitale a cui abbiamo assistito? La possibilità di controllare i giochi con i movimenti del corpo (legati al controller)? No, la vera rivoluzione fu l’opportunità offerta dalla console: tutti potevano giocare, dai più esperti ai bambini fino agli anziani. Per alcuni, la “prima volta” è stata con la Wii.

I giochi erano, e sono, abbastanza semplici, dalle azioni basilari. Hanno un grande pregio, quello di non creare frustrazione ai meno esperti, che si sentono appagati dai risultati. I giochi della Wii coccolano il giocatore, gli dicono “bravo, hai vinto” e “gioca ancora”. Alcuni creano assuefazione. Ma da tanto semplici e gentili con i meno esperti, sono altrettanto noiosi e stancanti per gli appassionati.

La mia Wii è a casa, ogni tanto la spolvero, ogni tanto l’accendo anche, ma mai quando sono da solo. Quando c’è un amico che non l’ha ancora provata, magari…

Ci sono giochi anche per gli appassionati, più difficili e complicati. Ma quando la “Mario-mania” non scatta, meglio accendere la Xbox o la PS3.

Ora saltano fuori Microsoft e Sony. “Anche noi abbiamo un nuovo controller, più avanzato, più tecnologico, più preciso, in tutto e per tutto più figo!”, gridano a squarciagola. Va bene, nessuno lo mette in dubbio, vediamo un po’ cosa riesce a fare. E qui la salivazione torna normale e l’acquolina si dissolve. Lo fa in maniera più precisa, più avanzata, più… si, ma fa la stessa cosa del Wii…

Qualcuno spera che Move e Kinect possano cambiare il modo di giocare – anche io spero che possa raggiungere un nuovo livello -, ma andrà veramente così? Kinect mi permetterà di mettermi davanti allo schermo facendo finta di impugnare un fucile per immedesimarmi in Sev di Killzone e fraggare i nemici come faccio con il Joypad, anzi meglio? PS Move, con i coni gelato multicolore mi porterà nel mondo di Kratos? E anche se ci riuscisse, quanta voglia avrò, alla sera, dopo una giornata di lavoro, di mettermi a far roteare per aria i due controller Sony? Insomma, la risposta a queste domande, almeno per il momento, per me è una sola: Kinect e PS Move sono solo due mosse marketing, perché i casual gamers, i bambini che accarezzano e giocano con un animaletto digitale, e gli estimatori del Wii, fanno gola anche ai due player delle console Next-Gen.

Non me ne vogliano le fidanzate e i bambini, è uno stereotipo che queste due figure siano meno inclini ai videogiochi. A parte alcuni casi, la stragrande maggioranza di questi, quando prendono in mano un controller, iniziano a piegarsi a destra e a manca per poi, frustrati, abbandonare il gioco dicendo “non mi piace..”.

È tutta una mossa atta a riempire le casse, a conquistare altri giocatori. Per gli appassionati non cambierà un granché. L’unica cosa per una migliore esperienza di gioco è sperare in una veloce evoluzione del 3D.

Fan di Halo, praticamente come quelli di Apple

Category : Games

Non scrivo molto sul blog, ci provo continuamente ma trovare il tempo è diventato difficile quanto trovare un servizio intelligente negli ultimi cinque minuti di un qualsiasi TG. Battute di spirito a parte, oggi ho trovato cinque minuti, e ne approfitto spinto da molti commenti che hanno seguito la notizia sull’uscita di Halo: Reach.

Si, forse ci sarebbero stati ben altri argomenti di cui parlare, ma il caldo ha limitato l’attività elettrica del cervello, quindi vada per un argomento soft. Veniamo a noi. La domanda è: perché così tanti si accaniscono contro Halo? A volte sembra quasi di vedere una puntata della classica diatriba Intel Vs. AMD, Microsoft Vs. Apple e via dicendo.

Gli argomenti sono sempre gli stessi: Halo è brutto, la grafica è brutta, le ambientazioni anche, e via dicendo. A parte chiedersi il perché di tanto accanimento, ma quello che sfugge a tanti è che Halo è stato, ai suoi albori, uno dei giochi in grado di abbinare a un FPS una bella storia, un’ottima modalità multiplayer, un’ergonomia di controllo difficilmente paragonabile e un personaggio carismatico.

E’ stato uno dei primi FPS per Xbox che non faceva rimpiangere la mancanza del mouse. Era inizialmente un’esclusiva Xbox – sarà questo a fare incavolare tanti non-fan giocatori su PC? La grafica, ai tempi del primo Halo era sicuramente piacevole, e la modalità multiplayer era tanto semplice da padroneggiare quanto bella da giocare.

Nel corso degli episodi non c’è stata un’evoluzione alla pari con l’evoluzione grafica e tecnica di altri giochi, siamo d’accordo, ma non per questo significa che non sia un titolo apprezzabile. Molti dei migliori giochi in commercio sono tali perché equilibrati, non perché hanno una grafica mozzafiato.

Per questi motivi non capisco l’accanimento tra fan e non fan o…forse lo capisco. Faccio un parallelo azzardato, ma nemmeno troppo. Prima ho citato Apple. La situazione è pressoché la stessa, c’è chi ama Halo perché ne apprezza alcune qualità e perché ci è affezionato, come c’è chi ama Apple, per gli stessi motivi. E cosa succede all’uscita di un nuovo prodotto Apple, oggettivamente imperfetto? Tanti lo criticano, tanti lo lodano, e comunque sia moltissimi lo acquistano. Stessa cosa per il gioco di Bungie, e allora basta, non serve a nulla criticare. Riconosciamo il gioco per quello che è, un buon titolo, godibile, con una storia alle spalle che gli ha fatto guadagnare molti appassionati.

Inutile criticarlo, non siete d’accordo? Ovviamente per tutti i possessori di quote azionarie Sony questo discorso non vale…

Magie, sette ed esoterismi, questi sono i videogiochi

Category : Games

Su “La Stampa” di mercoledì è uscito un articolo dal titolo “Aiuto, papà  ha scoperto i miei videogiochi”. La solita indagine da cui si evince che l’età media dei videogiocatori si è alzata, e la fetta maggiore è occupata da quasi trentenni (la media è 28 anni). Fin qui tutto bene, ma quanto ho letto poi nell’articolo mi ha lasciato pietrificato.

Riporto alcune frasi prese qua e la:

E che ha anche gusti molto specifici e decisamente orientati: preferisce le selve, i trabocchetti, il diavolo, il perverso, il nemico sovrumano. Già, proprio così.”

[...]adesso zii, mamme, papà e cugini si trastullano con magie, esoterismi e sette. A darci la notizia che il satanismo la fa da padrone nei testi più gettonati per la console è una delle maggiori esperte del settore, Marina D’Amato, nella interessante ricerca «Immaginario e satanismo» (libreria universitaria.it). La sociologa analizza la presenza di occultismo, misteri e demoni in un giro d’affari di playstation e affini che, negli ultimi anni, si è incrementato al ritmo del 95% l’anno.

A testimoniare l’affermazione planetaria dei games satanici ci sono giochi come “Devil May Cry 4””

Il fenomeno si ripete per molti altri video di ultima generazione dedicati al signore degli Inferi

Competizioni mortali animano questi games dove trionfa chi più sa infierire tramite la menzogna, l’odio, l’inganno. Il diavolo ha gran successo e si presenta non solo come il genio del male ma anche come il dio dell’onnipotenza.

La tentazione di identificarsi con deformi mutanti o con contaminatori di virus pestilenziali ora investe pure le donne adulte

Ora, se avete letto le frasi qui sopra, e sapete qualcosa di videogiochi, dovete convenire che questa è un’altra occasione per dipingere un’immagine falsata di quello che è la realtà – leggi “disinformazione”. Una mamma che legge un articolo del genere identifica il proprio figliolo come un “satanista che adora il diavolo e non vede l’ora di identificarsi in deformi mutanti”. Ma stiamo scherzando? Chi ha scritto questo articolo non ha chiaramente mai nemmeno acceso la PS3 di cui tanto parla. Devil May Cry 4 ha avuto successo perché c’è Satana e i demoni. Prima di tutto, trovatemi Satana in Devil May Cry. Secondo, in quel gioco ci si identifica in un paladino che combatte per liberare e salvare la propria amata. Terzo – ma potrei proseguire – il successo del gioco è stato dato dalla presenza di altri capitoli precedenti di ottima fattura, che hanno fatto molto appassionati, seguito da un gioco con un gameplay, grafica e audio piacevoli.

Poi nell’articolo si fa riferimento a giochi come “Battle Mages” o “Empire of Magic”, per vestire i panni del demonio.. Ma ragazzi, sono un RTS e un RPG in prospettiva, dove le dinamiche di gioco sono tutto fuorché l’impersonificazione – oltre ad essere titoli vecchi di anni e di dubbio successo.

Cari colleghi, una tabellina con i quattro dati del sondaggio avrebbe fatto una figura migliore.

Rivoluzione nel campo videogiochi, questa sparata è bella grossa

Category : Games, Hardware, Internet

Hideo Kojima, definito come il papà di Metal Gear Solid,  se n’è uscito qualche tempo fa con un’affermazione decisamente opinabile, che può essere così sintetizzata “Le console da gioco moriranno, e i giochi del futuro non saranno legati a un hardware. Tutti potranno sperimentare, ovunque, la stessa esperienza di gioco “. Kojima faceva riferimento allo sviluppo della rete e al distaccamento del gioco dalla piattaforma – console o PC che sia – per passare sul web.

Ora, massimo rispetto per una persona cha ha creato titoli che sono riusciti ad attaccare allo schermo centinaia di migliaia di appassionati, ma perdonatemi un “Hideo, ma da dove ti è uscita questa??!?”. Potrei sembrare sfrontato ed arrogante, ma così, su due piedi, sembra qualcosa uscita da un qualcuno che non capisce nulla di hardware e telecomunicazioni, o quantomeno che non è informato sulla situazione mondiale.

La visione del ruolo fondamentale del web, come futuro per lo sviluppo dell’intero mercato, è condivisa da molti, e personalmente credo che tutto sta andando in quella direzione; ma da qui, a dire che le console “a breve” scompariranno, è quantomeno azzardato.

Il gioco si sposterà sul web, va bene, ma servirà ugualmente una piattaforma hardware che permetterà di macinare mole di dati. Vogliamo usare il web, va bene, la teoria c’è, ma la pratica? Se prendiamo il Sol Levante come riferimento magari ha anche un senso, dove anche i bagni pubblici sono cablati a fibre ottiche, ma per il resto del mondo?

Mi collego con la console portatile, con il cellulare, con il computer di casa, e da qualunque di questi dispositivi, grazie a Internet, potrò avere “la stessa esperienza di gioco”? Me lo auguro, ma a meno di cavi ottici pendenti dalle pensiline delle case a cui collegarsi, vedo difficile la gestione del tutto tramite le reti dati odierne.

Forse ho capito! Kojiima probabilmente si riferiva a Snake. No, non il personaggio di Metal Gear, ma al serpentello che mangia mele e si allunga, poiché solo con titoli di quella fattura la visione preannunciata “a breve” potrà verificarsi. Lo abbiamo visto anche con Windows 7 per Smartphone e l’idea di gioco cross-piattaforma: il livello dei titoli è di poco sopra al basilare.

Insomma, come si potrà contare su un hardware che offra sufficiente potenza in qualsiasi situazione e una rete che permetta una comunicazione dati elevata, in tutte le circostanza, a casa o a spasso? L’unica è dargli in pasto titoli anni ottanta.

Probabilmente succederà, primo o poi, certo che per ora, quel “a breve” della dichiarazione, ha validità solo in un ragionamento a livello astrale…

La psicologia dei prezzi. Stupido, stupido umano!

Category : Games, Mondo

ms1Saltando di link in link, sono capitato su un’analisi di Jamie Madigan (riportata da alcuni siti del settore), psicologo e videogiocatore, riguardante il prezzo dei videogiochi della nuova offerta Microsoft relativa alla Game Room.

Andiamo per ordine. Game Room è un servizio Microsoft per Xbox Live e Game for Windows che permette di giocare o acquistare un gioco scelto tra i classici arcade (Space Invaders e simili). Sotto analisi è stato lo schema dei prezzi offerto, riassunto in questo esempio:

40 Microsoft Points (0,5 $): giocare una sola volta al gioco.

240 Microsoft Points (3 $): acquistare il gioco per un’unica piattaforma, PC o Console.

400 Microsoft Points (5 $): acquistare il gioco per entrambe le piattaforme.

Secondo l’analista psicologo, a Microsoft non sono capaci di fare affari (ci avreste mai creduto?). Spiega tutto ciò con un altro esempio. Dan Ariely, esperto economista, nella stesura di un suo saggio ha fatto un esperimento, chiedendo a un campione di studenti quale tra queste possibilità di fruizione dei contenuti del sito/rivista “The Economist” avrebbero scelto:

  1. Abbonamento al sito Economist.com: 59 $
  2. Abbonamento alla versione cartacea: 125 $
  3. Abbonamento alla versione cartacea e al sito web: 125 $

La scelta, in questo caso, sembra semplice, infatti il 16% ha scelto l’opzione 1 e l’84% l’opzione 3. Insomma, nessuno ha scelto di pagare la consultazione della sola versione cartacea allo stesso prezzo della rivista+sito web.ms2

Il test è stato ripetuto, con lo stesso campione di persone, rimuovendo l’opzione due. Si poteva quindi scegliere tra il solo abbonamento web a 59$ e la versione con rivista+sito web a 125$. I risultati del secondo sondaggio sono forse meno diretti da immaginare, infatti, in questo caso, il 68% ha scelto la versione solo web e il 32% l’opzione web+rivista.

Nonostante le due opzioni erano identiche, ed è stata rimossa l’unica opzione evidentemente non conveniente, le scelte sono cambiate.

Questo comportamento viene spiegato con il modo in cui il cervello umano ragiona. Gli umani non sembrano particolarmente portati per fare valutazioni assolute. Si tende a confrontare le opzioni e a dire cosa è meglio o peggio di altro.

Facciamo un altro esempio. Immaginate di voler acquistare un videogioco. Avete tre opzioni: la prima è l’acquisto in un famoso e affidabile negozio online, la seconda è l’uso di un negozio online non molto conosciuto, la terza è l’acquisto in un negozio online estero. In questa scelta s’inseriscono fattori quali il prezzo del gioco e l’affidabilità dell’acquirente. Molto probabilmente sarete tentati di acquistare in uno dei due negozi online italiani, e se il risparmio e buono, potreste affidarvi al più economico dei due. Nonostante il terzo negozio, quello estero, offra un prezzo ancora più conveniente, la valutazione dell’affidabilità gioca un ruolo importante che vi allontanerà dall’acquisto.

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Allo stesso modo, se Microsoft cambiasse il suo listino prezzi in qualcosa come:

40 MP: gioca solo una volta
360 MP: acquista per una piattaforma
360 MP: acquista per entrambe le piattaforme

La percentuale cambierebbe, portando l’acquirente a fare una scelta che secondo la sua valutazione sarebbe la migliore, e indirettamente porterebbe più denaro nelle tasche di Microsoft.

Se l’analisi sia o meno applicabile al mondo delle offerte dei videogiochi (titolo o abbonamenti a servizi) rimane tutta da vedere. Per ora prendiamola per quella che è, e viviamo nell’idea che mamma Microsoft non è così cattiva come sembra, ha a cuore i suoi videogiocatori, e vuole evitare pratiche psicologiche per indurre la gente in tranelli macina soldi. Sarà realmente così?

Il Mac diventerà un computer per giocare?

Category : Games, Hardware

logo_macÈ di questi giorni la notizia che Valve ha deciso di accogliere tra le sue fila, assieme a Steam, i giocatori Mac. Come sappiamo, i computer Apple, ad esclusione di qualche titolo, sono sempre stati esclusi. Le motivazioni sono molteplici, a partire dalla tipologia di acquirenti Apple, passando per limitazioni tecniche hardware a quelle software, considerando che la stragrande maggioranza di titoli è basata su librerie grafiche DirectX e non OpenGL, su cui Mac OS poggia le fondamenta.

Ultimamente sono cambiate molte cose nel mondo Apple, a partire dalla tipologia d’utenza. Ora non è più solo l’appassionato ad acquistare un computer Apple, i prezzi sono più umani, ed è più semplice considerare un Mac come alternativa a un PC Windows. Da quando con Bootcamp si può, in pochi e semplici passaggi, installare Windows su un Mac, la gente ha meno paura di trovarsi di fronte a limitazioni invalicabili. I software di macchine virtuali sono più avanzati, e avviare un’applicazione Windows in un sistema Mac OS, come se fosse installata nativamente, è un gioco da ragazzi. Poi ci aggiungiamo il fatto che i produttori di software sono sempre più sensibili al mondo Mac, con tutte le principali applicazioni Windows disponibili anche per i “melomani”, allora la ricetta Made in Cupertino è a pieno diritto un’alternativa d’acquisto.

E ora, arriva la notizia di Valve, che suona come uno sdoganamento dei videogiochi su Mac – un supporto nativo, nulla a che vedere con i vari sistemi di virtualizzazione. Quali saranno le ripercussioni? Come cambierà il panorama Apple?

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Vedo due alternative: la prima è quella di un buco nell’acqua. Valve attiverà il supporto, nessuno la seguirà, e rimarrà una goccia d’acqua nell’oceano dei videogiochi. Insomma, poco attraente, pian piano non se ne parlerà più e il Mac rimarrà il classico Mac, mentre i videogiocatori incalliti rimarranno utenti PC (o Console).

La seconda alternativa è che molti altri produttori di videogiochi seguiranno Valve, e inizieranno a sfornare titoli compatibili, ricompilati o porting che siano. In questo situazione, mi aspetto anche un cambiamento di rotta da parte di Apple. Attualmente i sistemi Mac sono chiusi. Se volete cambiare la scheda grafica, dovete prendere tutto il sistema e buttarlo dalla finestra. Se volete aggiungere della memoria, potete farlo, ma con difficoltà e limitazioni. Cambiare la CPU? Non se ne parla. Il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione, e quello delle schede grafiche e processori (considerando i componenti principali), va di pari passo.

27iMac

Vendere un sistema Mac per giocare, chiuso, che non permette di installare una nuova scheda grafica o processore, significa vendere un sistema che in breve tempo sarà insufficiente per supportare i nuovi titoli video ludici – soprattutto in un momento storico dove la velocità in cui escono nuove novità, hardware e software, è altissima, come le risoluzioni degli schermi, che richiedono elevata potenza per visualizzare immagini in risoluzioni native.

Cosa ci aspetta quindi? Nuovi Mac dove è possibile, comodamente da casa, cambiare i componenti principali del sistema. Sarebbe una bella novità, e una svolta assoluta per l’azienda. I contro? Tanti, a partire da un maggiore sforzo per il supporto driver, nonché una riprogettazione hardware da zero. E poi ci sarà la questione dei prezzi. Insomma, sarà d’accordo il vecchio Steve a rendere i propri sistemi “un po’ meno chiusi”. Lo vedremo.

Nvidia Fermi per metà marzo! No, è uno scherzo…

Category : Games, Hardware

nvidia“I nostri ingegneri hanno lavorato a stretto contatto con 4A Games per assicurare che Metro 2033 sfrutti appieno alcuni degli spettacolari effetti resi possibili dalla nuova generazione di hardware DX11″, ha dichiarato Tony Tamasi, Senior Vice President della divisione Content e Technology di Nvidia.

Così citavamo in una notizia sull’uscita del gioco Metro 2033.

Quindi, ragazzi, tenetevi forte, le nuove schede grafiche Nvidia usciranno prima del 19 marzo! O forse no?

Sembra strana questa affermazione del portavoce Nvidia. O si è lasciato sfuggire qualcosa che non doveva, poiché ad oggi non c’è ancora una data ufficiale per Fermi, o ha recitato, da bravo ragazzo, la classica manfrina “marchettosa”.

Probabilmente la seconda ipotesi è la più azzeccata, anche perché, voglio dire, non era Nvidia ad affermare che le DirectX 11 non servivano a nulla (almeno attualmente)? Ed ora sono diventate portatrici di “spettacolari effetti”…

E poi, aggiungo, un gioco sviluppato per Xbox 360 che poi viene portato su PC, chissà quanto – poco – codice DirectX 11 hanno riscritto i programmatori per rendere Metro 2033 un capolavoro, così come vorrebbero dipingerlo.

Insomma, i casi sono due: o Metro 2033 sarà veramente un capolavoro in DirectX 11, e quindi a Nvidia conviene sbrigarsi a buttar fuori le nuove schede, prima che tutti i giocatori finiscano il gioco con una bella HD 5000, o Nvidia non sa più che pesci pigliare. Fermi è fermo in alto mare, e i mastri marketing invidia sono ormai all’osso, e si inventano di tutto per non farsi dimenticare.