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L’iPad da 30 dollari. Troppo economico per essere venduto.

Category : Elettronica di consumo, Hardware, Mobile, Mondo

Il governo indiano ha sovvenzionato e presentato un Tablet PC dal costo di produzione tale da giustificarne la vendita a un prezzo di 35$. E questo è solo l’inizio, poiché ottimizzazioni pianificate permetterebbero di raggiungere in futuro un prezzo di vendita di solo 10 dollari. Contunue Reading

Rivoluzione nel campo videogiochi, questa sparata è bella grossa

Category : Games, Hardware, Internet

Hideo Kojima, definito come il papà di Metal Gear Solid,  se n’è uscito qualche tempo fa con un’affermazione decisamente opinabile, che può essere così sintetizzata “Le console da gioco moriranno, e i giochi del futuro non saranno legati a un hardware. Tutti potranno sperimentare, ovunque, la stessa esperienza di gioco “. Kojima faceva riferimento allo sviluppo della rete e al distaccamento del gioco dalla piattaforma – console o PC che sia – per passare sul web.

Ora, massimo rispetto per una persona cha ha creato titoli che sono riusciti ad attaccare allo schermo centinaia di migliaia di appassionati, ma perdonatemi un “Hideo, ma da dove ti è uscita questa??!?”. Potrei sembrare sfrontato ed arrogante, ma così, su due piedi, sembra qualcosa uscita da un qualcuno che non capisce nulla di hardware e telecomunicazioni, o quantomeno che non è informato sulla situazione mondiale.

La visione del ruolo fondamentale del web, come futuro per lo sviluppo dell’intero mercato, è condivisa da molti, e personalmente credo che tutto sta andando in quella direzione; ma da qui, a dire che le console “a breve” scompariranno, è quantomeno azzardato.

Il gioco si sposterà sul web, va bene, ma servirà ugualmente una piattaforma hardware che permetterà di macinare mole di dati. Vogliamo usare il web, va bene, la teoria c’è, ma la pratica? Se prendiamo il Sol Levante come riferimento magari ha anche un senso, dove anche i bagni pubblici sono cablati a fibre ottiche, ma per il resto del mondo?

Mi collego con la console portatile, con il cellulare, con il computer di casa, e da qualunque di questi dispositivi, grazie a Internet, potrò avere “la stessa esperienza di gioco”? Me lo auguro, ma a meno di cavi ottici pendenti dalle pensiline delle case a cui collegarsi, vedo difficile la gestione del tutto tramite le reti dati odierne.

Forse ho capito! Kojiima probabilmente si riferiva a Snake. No, non il personaggio di Metal Gear, ma al serpentello che mangia mele e si allunga, poiché solo con titoli di quella fattura la visione preannunciata “a breve” potrà verificarsi. Lo abbiamo visto anche con Windows 7 per Smartphone e l’idea di gioco cross-piattaforma: il livello dei titoli è di poco sopra al basilare.

Insomma, come si potrà contare su un hardware che offra sufficiente potenza in qualsiasi situazione e una rete che permetta una comunicazione dati elevata, in tutte le circostanza, a casa o a spasso? L’unica è dargli in pasto titoli anni ottanta.

Probabilmente succederà, primo o poi, certo che per ora, quel “a breve” della dichiarazione, ha validità solo in un ragionamento a livello astrale…

Garanzia Monitor Hannspree, primo tentativo fallito

Category : Hardware

Un annetto fa ho acquistato un monitor Hannspree, 22″, HDMI, un buon rapporto prezzo prestazioni. Peccato che fin da subito mostrava qualche difetto, come una visualizzazione marcata della retinatura dei pixel e gli altoparlanti che gracchiavano. Qualche settimana fa, quando i difetti si sono fatti sempre più ricorrenti, ho aperto una richiesta di sostituzione in garanzia.

La garanzia Hannspree offre due soluzioni: la riparazione e la sostituzione del prodotto con un altro, ricondizionato, di pari caratteristiche. L’una o l’altra, per quel che mi riguarda, hanno la stessa valenza sotto il profilo di affidabilità del prodotto riconsegnato. Ho scelto la seconda soluzione, la sostituzione, poiché dovrebbe essere la più veloce.

Circa 10 giorni dopo la chiamata, si è presentato il corriere con il prodotto sostitutivo. Lo scambio è contestuale, quindi sotto questo aspetto sono stati sufficientemente efficienti. C’è però un “ma”.

Il mio monitor era un 22″, costruito in plastica nera lucida (si graffia solo a guardarlo), ma tenuto in maniera esemplare. Risultato, mi è stato consegnato un 21.6″ – 0.4″ pollici in meno, che volete che sia, ma voglio fare il capriccioso, e 21.6 non è uguale a 22″, quindi dove stanno le “pari caratteristiche” di cui si parla nella garanzia?

Inoltre, la condizione estetica non è comparabile con quella del monitor che ho consegnato, ma qui non posso farci nulla, fa parte del gioco, e posso accettarlo. Cosa più grave, la porta HDMI è danneggiata, spostata rispetto alla feritoia, e se sia o meno funzionante non lo so, non metterò mano al cacciavite, ma così com’è, per quanto mi riguarda, è danneggiata – il cavo non si connette.

Quelli che vedete qui nella pagina sono i due monitor in questione. Il primo quello che ho consegnato, il secondo quello ricevuto….

Insomma, ora sono in attesa di un ulteriore sostituzione. Per quanto può valere, per ora, il servizio garanzia è fallito. Rimango aperto a una seconda possibilità, con cui spero di non dover ribadire quanto scritto finora.

Quando l’ovvio non esiste per i fanatici

Category : Hardware

logonvA mezzanotte tra venerdì e sabato scorso abbiamo pubblicato la recensione delle nuove schede grafiche Nvidia. Durante le prove e la stesura dell’articolo, purtroppo per Nvidia, si è dipinta una situazione abbastanza negativa.

Questa volta, più di tutte le generazioni passate, la qualità delle nuove schede video era chiara, cristallina e inappuntabile. Insomma, c’è poco da lasciare all’interpretazione ma, a quanto pare, si è ricaduti ancora una volta in una situazione di “fanatica cecità”. Sto facendo un attacco a chi, da fanatici convinti, difendono a spada tratta le nuove GTX? Si, senza dubbio, perché è ora di aprire gli occhi.

Posso riassumere brevemente la linea seguita dai molti difensori di limetta vestiti: l’architettura è un mostro rispetto a quelle delle controparti ATI, ma è acerba, e anche i driver devono migliorare, nel tempo potrà sprigionare tutta la sua potenza. Rimane comunque la scheda più veloce in commercio, quindi Nvidia ha vinto.

Un po’ deboluccia come difesa, no? Direi di si, perché la verità, oggettiva (i test, non solo i nostri, quelli di tutte le testate) è riassunta in questi punti:

  1. Sei mesi di ritardo per offrire prestazioni che, nella migliore delle ipotesi, segnano un guadagno di una decina di frame.
  2. In tante situazioni il guadagno velocistico è più basso
  3. In quali specialità da il meglio di sé? Quando si usano filtri spaziali – ditemi che guadagno visivo si ha impostando un filtro antialias 32x… Innegabilmente si nota molto di più un’impostazione di 4/8x, oltre il miglioramento diventa minimo, quindi l’influenza sul titolo è altrettanto minima. E poi, se il titolo non è ottimizzato per funzionare con tali impostazioni qualitative, il miglioramento apportato via driver è ancora più infimo.
  4. Gestisce meglio la Tessellation: grandi, questo è un pregio. Peccato che non ci sia software in giro che ne faccia veramente uso…
  5. Consuma troppo, e su questo aspetto non mi dilungo, è talmente oggettivo che non vale la pena spenderci altre parole. La cosa bella è che ho letto commenti di qualcuno che diceva “se AMD impostasse il chip per lavorare alle stesse velocità, se AMD permettesse, se, se… allora anche le HD 5000 consumerebbero così tanto. Se, se, se… è ridicolo.gf100-geforce-gtx-480_t
  6. Scalda troppo: una bella piastra viva a 70 e passa gradi all’interno del case… povera scheda video, e poveri gli altri componenti. Una lamentela che è stata fatta alle schede HD 5000 è che, a causa delle feritoie posteriori, parte dell’aria calda ricircolava all’interno del case. Dopo il comportamento della GTX 480, questo problema delle schede AMD diventa quasi insignificante.
  7. Costa di più. Semplicemente e  indiscutibilmente, costano di più. Certo, il prezzo è in linea con le prestazioni: se, in media, la 470 va un po’ di più della 5850 e un po’ di meno della 5870, è giusto che il prezzo sia compreso tra quello delle due proposte AMD. Ma tutti gli altri punti negativi, non rientrano nell’equazione? Io direi di si, quindi, costano di più in maniera ingiustificata – dal punto di vista del fruitore finale, sia chiaro, poi l’architettura è più complessa e più costosa, ma l’utente finale guarda il risultato, come è giusto che sia.
  8. Eyefinity non eguagliato, le GTX 480 gestiscono Physx, CUDA e 3D Vision, ma le AMD hanno uscite per tre monitor. Qui le schede se la giocano. C’è chi osanna Physx, ma finché non si affermerà come standard, c’è poco da osannare. CUDA, gran cosa; dal punto di vista di un utilizzatore tipo, può essere utile per fare qualche transcodifica video, punto, fine. 3D Vision, belli. Ci vuole un monitor apposta e un kit 3d Vision, insomma, costicchia un bel po’, ma è figo. Di queste caratteristiche, da parte di entrambi gli schieramenti, AMD e Nvidia, c’è una cosa da dire: sono caratteristiche per fanatici o addetti ai lavori, che interessano a un giocatore su 1000, forse 10000. Il peso, nell’equazione della soddisfazione è minimo, pochi punti percentuali. Non si può salvare una scheda dicendo che è compatibile con Physx e CUDA. Interessano a pochissimi, e comunque, anche le schede di precedente generazione offrono la stessa compatibilità. Le nuove GTX, non hanno portato nulla di nuovo in questo contesto, un nulla di nuovo che interessa a una fetta di appassionati che sarà meno dell’1% di tutti i videogiocatori.

Insomma, non pretendo di avere la verità infusa nel verbo, ma credo che siano otto punti difficilmente attaccabili. A meno che qualcuno non se ne venga fuori con uno studio che afferma che il 99% dei giocatori siano interessati a CUDA o che la nuova architettura Nvidia crea eccitazione ai più, solo all’idea di averla all’interno del proprio PC, altrimenti c’è ben poco da aggiungere.

Anzi no, qualcosa da aggiungere c’è. Come dicevo all’inizio, c’è chi afferma che l’architettura è giovane e che sarà in grado di offrire tutto il suo potenziale più avanti. Ai convinti di ciò dico: e chi se ne importa. La questione è che sono passati sei mesi dalle HD 5000, e secondo questa affermazione, Nvidia ha offerto un prodotto che è sei mesi o un anno avanti. Beh, allora qualcuno ha sbagliato un po’ i conti. Ciò che importa è che ora, allo stato attuale delle cose, dello sviluppo delle schede, dei software presenti, di quello che chiede il mercato e gli utenti, il prodotto non è all’altezza: magari va oltre alle aspettative, può quindi, forse, essere sbagliato dire che non è all’altezza, diciamo allora che non soddisfa le necessità.

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AMD ha goduto di un vantaggio strategico di oltre un anno, e ora ha tutto il tempo per portare avanti i suoi piani. Qualcuno pensa che AMD rimarrà seduta sugli allori e aspetterà che l’architettura Fermi maturerà al punto tale da dare il meglio di sé senza far nulla? É normale aspettarsi mosse di AMD che gli permetteranno di continuare a godere di questo vantaggio. E ricordate, se fra sei mesi AMD non riuscirà a offrire proposte migliori di Fermi, sarà solo per un errore di AMD. E anche se non ci riuscisse, rimane il fatto che Nvidia ha regalato ulteriori mesi di mercato ad AMD che, pensate un po’, non ha nemmeno necessità di abbassare i prezzi dei suoi prodotti per renderli più concorrenziali delle nuove GTX, perché già lo sono. E sono schede vecchie di mesi…

Insomma, gloria a Nvidia per l’architettura Fermi, un progetto mostruoso; gli ingegneri si sono superati. Peccato che sono andati oltre a quello che era realmente necessario. Il progetto non soddisfa le necessità degli utenti.

Postazioni PC, quando diventa una passione – Parte 3

Category : Hardware

log3Gli appassionati di PC a volte vanno ben oltre a un monitor, mouse e tastiera. C’è chi vuole almeno cinque o sei monitor, chi preferisce un ambiente degno di un atelier di moda, o chi plasma l’ambiente per essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità. In tutti i casi, dietro a queste “soluzioni d’arredamento” deve esserci una passione. Voi cosa preferite, un ambiente da sala di controllo NASA, o un Mac-Style, lucido ed elegante? Ecco la terza e ultima parte della galleria. A quale assomiglia maggiormente la vostra stanza dei bottoni?

Postazioni PC, quando diventa una passione – Parte 2

Category : Hardware

log2Gli appassionati di PC a volte vanno ben oltre a un monitor, mouse e tastiera. C’è chi vuole almeno cinque o sei monitor, chi preferisce un ambiente degno di un atelier di moda, o chi plasma l’ambiente per essere sfruttato al massimo delle sue potenzialità. In tutti i casi, dietro a queste “soluzioni d’arredamento” deve esserci una passione. Voi cosa preferite, un ambiente da sala di controllo NASA, o un Mac-Style, lucido ed elegante? Ecco la seconda galleria. A quale assomiglia maggiormente la vostra stanza dei bottoni?

Il Mac diventerà un computer per giocare?

Category : Games, Hardware

logo_macÈ di questi giorni la notizia che Valve ha deciso di accogliere tra le sue fila, assieme a Steam, i giocatori Mac. Come sappiamo, i computer Apple, ad esclusione di qualche titolo, sono sempre stati esclusi. Le motivazioni sono molteplici, a partire dalla tipologia di acquirenti Apple, passando per limitazioni tecniche hardware a quelle software, considerando che la stragrande maggioranza di titoli è basata su librerie grafiche DirectX e non OpenGL, su cui Mac OS poggia le fondamenta.

Ultimamente sono cambiate molte cose nel mondo Apple, a partire dalla tipologia d’utenza. Ora non è più solo l’appassionato ad acquistare un computer Apple, i prezzi sono più umani, ed è più semplice considerare un Mac come alternativa a un PC Windows. Da quando con Bootcamp si può, in pochi e semplici passaggi, installare Windows su un Mac, la gente ha meno paura di trovarsi di fronte a limitazioni invalicabili. I software di macchine virtuali sono più avanzati, e avviare un’applicazione Windows in un sistema Mac OS, come se fosse installata nativamente, è un gioco da ragazzi. Poi ci aggiungiamo il fatto che i produttori di software sono sempre più sensibili al mondo Mac, con tutte le principali applicazioni Windows disponibili anche per i “melomani”, allora la ricetta Made in Cupertino è a pieno diritto un’alternativa d’acquisto.

E ora, arriva la notizia di Valve, che suona come uno sdoganamento dei videogiochi su Mac – un supporto nativo, nulla a che vedere con i vari sistemi di virtualizzazione. Quali saranno le ripercussioni? Come cambierà il panorama Apple?

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Vedo due alternative: la prima è quella di un buco nell’acqua. Valve attiverà il supporto, nessuno la seguirà, e rimarrà una goccia d’acqua nell’oceano dei videogiochi. Insomma, poco attraente, pian piano non se ne parlerà più e il Mac rimarrà il classico Mac, mentre i videogiocatori incalliti rimarranno utenti PC (o Console).

La seconda alternativa è che molti altri produttori di videogiochi seguiranno Valve, e inizieranno a sfornare titoli compatibili, ricompilati o porting che siano. In questo situazione, mi aspetto anche un cambiamento di rotta da parte di Apple. Attualmente i sistemi Mac sono chiusi. Se volete cambiare la scheda grafica, dovete prendere tutto il sistema e buttarlo dalla finestra. Se volete aggiungere della memoria, potete farlo, ma con difficoltà e limitazioni. Cambiare la CPU? Non se ne parla. Il mondo dei videogiochi è in continua evoluzione, e quello delle schede grafiche e processori (considerando i componenti principali), va di pari passo.

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Vendere un sistema Mac per giocare, chiuso, che non permette di installare una nuova scheda grafica o processore, significa vendere un sistema che in breve tempo sarà insufficiente per supportare i nuovi titoli video ludici – soprattutto in un momento storico dove la velocità in cui escono nuove novità, hardware e software, è altissima, come le risoluzioni degli schermi, che richiedono elevata potenza per visualizzare immagini in risoluzioni native.

Cosa ci aspetta quindi? Nuovi Mac dove è possibile, comodamente da casa, cambiare i componenti principali del sistema. Sarebbe una bella novità, e una svolta assoluta per l’azienda. I contro? Tanti, a partire da un maggiore sforzo per il supporto driver, nonché una riprogettazione hardware da zero. E poi ci sarà la questione dei prezzi. Insomma, sarà d’accordo il vecchio Steve a rendere i propri sistemi “un po’ meno chiusi”. Lo vedremo.