La corsa all’oscuramento dei siti web è per molti paesi un affare quotidiano. Notizie di nuovi e grandi siti bloccati non si fanno aspettare, la lista aumenta ad ogni ora. Le nazioni meno permissive sono principalmente quelle che occupano Asia e Medio Oriente, e senza sorpresa sono quelle in cui sono più forti le convinzioni sociopolitiche e religiose. Contunue Reading
lug
29
2010
lug
26
2010
Category : Elettronica di consumo, Hardware, Mobile, Mondo

Il governo indiano ha sovvenzionato e presentato un Tablet PC dal costo di produzione tale da giustificarne la vendita a un prezzo di 35$. E questo è solo l’inizio, poiché ottimizzazioni pianificate permetterebbero di raggiungere in futuro un prezzo di vendita di solo 10 dollari. Contunue Reading
lug
21
2010
Da una recente inchiesta di Greenpeace è saltato fuori che la normativa RAEE, cioè quella legge che in soldoni dovrebbe assicurare un corretto smaltimento delle apparecchiature elettroniche, non è affatto rispettata dai negozianti (piccoli o grandi che siano). Anzi, ancora peggio, spesso diventa pretesto per guadagnarci qualche euro.
All’uscita di questa notizia, sembrano essersi delineati due correnti di pensiero: chi è d’accordo sull’illegalità di chi non rispetta la normativa, e chi lamenta che non è chiara, che smaltire i ferri vecchi costa troppo, e che quindi è giusto fare pagare tal servizio.
Io vedo solo una linea di pensiero. Quella in cui da una parte ci sono i negozianti furbetti, e dall’altra le solite istituzioni all’italiana, capaci di fare (o applicare) le leggi, senza prima essersi sincerati della loro applicabilità.
Partiamo dai negozianti furbetti. Dal 2005, quando è entrata in vigore la normativa, sui vari prodotti di elettronica è stata applicata una tassa, dato che così possiamo definirla. Il suo vero nome è “Contributo RAEE” o “Eco Contributo”. Cos’è? E’ una somma, differente per la tipologia e dimensione del prodotto, atta a coprire il costo di smaltimento del prodotto stesso. All’inizio, accanto al prezzo, troneggiavano scritte del tipo “Contributo RAEE incluso” o “Eco Contributo Assolto”. A volte era anche specificato il valore. Ora è pressoché affogato nel prezzo totale dell’apparecchio. Questo non vuol però dire che sia sparito. C’è, lo paghiamo, ma non ce ne rendiamo conto.
Passiamo poi alle istituzioni italiane. Tanti negozianti, da quanto si vede, non sanno effettivamente come trattare questi vetusti apparecchi. Un po’ è colpa loro. Se si sono scelti un’attività, devono ottemperare a tutti i loro doveri, tra cui rispettare le leggi e tenersi informati. Un po’ è colpa dello stato, che forse avrebbe dovuto assistere meglio i negozianti e fare più chiarezza su come gestire e dove portare i prodotti dei loro clienti per assolvere quanto legiferato.
Chiariti questi due punti, è cristallino che se il negoziante chiede un prezzo per smaltire il vostro vecchio televisore sta commettendo un illecito. Altrettanto chiaramente non sta facendo il suo dovere se si rifiuta di accettare il vostro vecchio frigorifero. Posso capire che si trovi spiazzato perché non sa come comportarsi, e la cosa più semplice è dire “non è compito mio”, giocando sull’ignoranza del povero cittadino indifeso, o magari cercare di sfruttare la situazione per farsi offrire (involontariamente) una pizza più birra.
Il problema non è del cliente. Il cliente segue la legge, evitando di buttare la TV della finestra, se la carica in macchina e la porta dal negoziante. Quest’ultimo deve fare altrettanto, portando a compimento quando scritto nella normativa.
Costa troppo smaltirlo? Non sa come fare? Che si informi e si rivolga alle istituzioni responsabili. Quello che non giusto è che sia l’ultimo anello della catena commerciale, il cittadino che spende i soldi, colui che permette a tutta la catena di stare in piedi, a rimetterci. La tassa è stata pagata, e la normativa dice che non costa di più per smaltirlo. Negozianti, se qualcuno dice il contrario, quel qualcuno sta cercando di fregarvi. Non fatevi fregare, e soprattutto, non rivaletevi sul cliente fregandolo a sua volta. Alla fine tutti i negozianti sono allo stesso tempo clienti. Sarebbe un po’ come tirarsi la zappa sui piedi non seguire la normativa.
Per chi ha voglia, sulla gazzetta ufficiale c’è tutto quello che è necessario sapere. Basta armarsi di pazienza, non è corta. Qui, http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2003:037:0024:0038:IT:PDF e qui http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/05151dl.pdf.
mar
23
2010
Saltando di link in link, sono capitato su un’analisi di Jamie Madigan (riportata da alcuni siti del settore), psicologo e videogiocatore, riguardante il prezzo dei videogiochi della nuova offerta Microsoft relativa alla Game Room.
Andiamo per ordine. Game Room è un servizio Microsoft per Xbox Live e Game for Windows che permette di giocare o acquistare un gioco scelto tra i classici arcade (Space Invaders e simili). Sotto analisi è stato lo schema dei prezzi offerto, riassunto in questo esempio:
40 Microsoft Points (0,5 $): giocare una sola volta al gioco.
240 Microsoft Points (3 $): acquistare il gioco per un’unica piattaforma, PC o Console.
400 Microsoft Points (5 $): acquistare il gioco per entrambe le piattaforme.
Secondo l’analista psicologo, a Microsoft non sono capaci di fare affari (ci avreste mai creduto?). Spiega tutto ciò con un altro esempio. Dan Ariely, esperto economista, nella stesura di un suo saggio ha fatto un esperimento, chiedendo a un campione di studenti quale tra queste possibilità di fruizione dei contenuti del sito/rivista “The Economist” avrebbero scelto:
- Abbonamento al sito Economist.com: 59 $
- Abbonamento alla versione cartacea: 125 $
- Abbonamento alla versione cartacea e al sito web: 125 $
La scelta, in questo caso, sembra semplice, infatti il 16% ha scelto l’opzione 1 e l’84% l’opzione 3. Insomma, nessuno ha scelto di pagare la consultazione della sola versione cartacea allo stesso prezzo della rivista+sito web.
Il test è stato ripetuto, con lo stesso campione di persone, rimuovendo l’opzione due. Si poteva quindi scegliere tra il solo abbonamento web a 59$ e la versione con rivista+sito web a 125$. I risultati del secondo sondaggio sono forse meno diretti da immaginare, infatti, in questo caso, il 68% ha scelto la versione solo web e il 32% l’opzione web+rivista.
Nonostante le due opzioni erano identiche, ed è stata rimossa l’unica opzione evidentemente non conveniente, le scelte sono cambiate.
Questo comportamento viene spiegato con il modo in cui il cervello umano ragiona. Gli umani non sembrano particolarmente portati per fare valutazioni assolute. Si tende a confrontare le opzioni e a dire cosa è meglio o peggio di altro.
Facciamo un altro esempio. Immaginate di voler acquistare un videogioco. Avete tre opzioni: la prima è l’acquisto in un famoso e affidabile negozio online, la seconda è l’uso di un negozio online non molto conosciuto, la terza è l’acquisto in un negozio online estero. In questa scelta s’inseriscono fattori quali il prezzo del gioco e l’affidabilità dell’acquirente. Molto probabilmente sarete tentati di acquistare in uno dei due negozi online italiani, e se il risparmio e buono, potreste affidarvi al più economico dei due. Nonostante il terzo negozio, quello estero, offra un prezzo ancora più conveniente, la valutazione dell’affidabilità gioca un ruolo importante che vi allontanerà dall’acquisto.

Allo stesso modo, se Microsoft cambiasse il suo listino prezzi in qualcosa come:
40 MP: gioca solo una volta
360 MP: acquista per una piattaforma
360 MP: acquista per entrambe le piattaforme
La percentuale cambierebbe, portando l’acquirente a fare una scelta che secondo la sua valutazione sarebbe la migliore, e indirettamente porterebbe più denaro nelle tasche di Microsoft.
Se l’analisi sia o meno applicabile al mondo delle offerte dei videogiochi (titolo o abbonamenti a servizi) rimane tutta da vedere. Per ora prendiamola per quella che è, e viviamo nell’idea che mamma Microsoft non è così cattiva come sembra, ha a cuore i suoi videogiocatori, e vuole evitare pratiche psicologiche per indurre la gente in tranelli macina soldi. Sarà realmente così?
mar
05
2010
Category : Mondo
Riporto pedissequamente: “Lo steampunk è un filone della narrativa fantastica-fantascientifica che introduce una tecnologia anacronistica all’interno di un’ambientazione storica, spesso l’Ottocento e in particolare la Londra vittoriana tanto cara a Conan Doyle e H. G. Wells.”
Girovagando su Etsy.com, di cui ho parlato nell’ultimo post, mi sono imbattuto nello shop “Caterinette Ring” (http://www.etsy.com/shop/CatherinetteRings?section_id=5435514) che vende gioielli e accessori creati da Daniel Proulx. Questo personaggio di Montreal passa le sue giornate a creare opere d’arte ispirate allo stile Steampunk. È vero, i gusti son gusti, ma questa stile fanta-retrò è davvero figo! Ci sono anche altri negozi, come “Alice Midnight” (http://www.etsy.com/shop/AliceMidnight), che vendono prodotti simili.
Probabilmente, se siete amanti dei videogiochi alla Bioshock, queste chicche vi piaceranno. Il gioiello giusto per un BigDaddy!
Vi lascio a una galleria.
gen
25
2010
Agenzia Nazionale Stampa Associata, l’ANSA, è la principale agenzia stampa italiana, quinta al mondo, e batte notizie su notizie in arrivo da tutto il globo. E’ quindi una grande fonte d’informazione, che non dovrebbe farsi sfuggire nessuna notizia, nonché essere precisa e tempestiva – o almeno, questo è quello che ci aspetteremo in un mondo perfetto.
Qualche giorno fa, su Tom’s Hardware abbiamo riportato la notizia di Marko Calasan, un bambimo di nove anni che ha ottenuto la certificazione di amministratore di sistema Microsoft. A questo indirizzo la notizia completa: http://www.tomshw.it/cont/news/nove-anni-genio-microsoft-non-ama-i-videogiochi/23636/1.html.
Ora, non voglio fare alcun confronto diretto, ma qualcuno può spiegarmi che cavolo è questo? Lascio a voi la lettura…
Informatica: a 9 anni ingegnere Microsof
Piccolo macedone ha superato anche l’ultimo esame
(ANSA) – SKOPJE, 21 GEN – Un bambino-genio macedone di 9 anni e’ divenuto il piu’ giovane ingegnere in Microsoft System al mondo.
Il bambino e’ riuscito a superare tutti gli esami richiesti, anche l’ultima prova di esame in Slovenia, dove sta trattando per un progetto di lezioni in formato Full HD. Il giovanissimo genio dell’informatica lavora da un anno circa a tale progetto, che prevede una produzione in inglese e ad uso degli studenti interessati in tutto il mondo.
(http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/01/21/visualizza_new.html_1675882252.html)
Non so a voi, ma personalmente questa lettura mi ha messo l’ANSiA..



























