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		<title>Apple TV, potrebbe essere una bomba!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 06:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[apple tv]]></category>
		<category><![CDATA[multimedia]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova Apple TV potrebbe essere una prodotto in grado di sbaragliare tutti i suoi concorrenti. Ma Apple farà le cose per bene o scegliere la classica strategia di bloccare funzioni e compatibilità?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appletvlogo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-813" title="appletvlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appletvlogo.png" alt="" width="200" height="150" /></a>L&#8217;Apple TV non ha riscontrato successo</strong>, e per svariati motivi. <strong>Il prezzo, il sistema chiuso, e molti problemi di compatibilità</strong> con file di diversi formati, lo rendevano un <strong>prodotto poco flessibile</strong>. C&#8217;è chi si è adoperato per craccare il sistema e aprirlo all&#8217;installazione di applicazioni aggiuntive che gli permettevano di superare molti problemi di compatibilità, ma solo una fetta di appassionati, molto piccola, ha intrapreso questa strada.<span id="more-812"></span></p>
<p>A pensarci bene, anche con l&#8217;Apple TV l&#8217;azienda di Cupertino ha cercato di mettersi alla testa di un mercato emergente. Oggi i dispositivi stand-alone, dotati di sistemi operativi proprietari, in grado di fare da centri multimediali da salotto, sono molti e abbastanza diffusi. Gli hard disk multimediali sono disponibili in molti gusti differenti; a inizio luglio ho pubblicato una <a href="http://www.tomshw.it/cont/articolo/hard-disk-multimediali-cinque-modelli-a-confronto/25966/1.html">comparativa di cinque modelli</a>, e in questi giorni sto preparando un ulteriore articolo che prende in esame altrettanti modelli.</p>
<p>Fra qualche giorno, il 7 settembre, Apple ha in programma una presentazione stampa, e secondo le voci di corridoio verrà presentata la nuova Apple TV. Le attese sono molte e analizzando la situazione dell&#8217;azienda, il potenziale di offrire un prodotto capace di sbaragliare gli altri attori di questo mercato è molto, molto alto.</p>
<p>Andiamo per ordine. Apple ha l&#8217;infrastruttura hardware, ha il sistema operativo, soprattutto ha uno store di applicazioni e ha i contratti/contatti con i produttori di musica, film, spettacoli e serie televisive. La maggior parte degli hard disk multimediali, come abbiamo visto, ha le carte in regola per fare bene il suo lavoro. <strong>I punti essenziali che un prodotto di questo tipo deve soddisfare sono la facilità d&#8217;uso</strong>, con un menù chiaro e semplice, la <strong>facilità d&#8217;installazione</strong>, la <strong>silenziosità</strong> e la <strong>compatibilità</strong> con i file multimediali più diffusi.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/AppleTV.jpg"><img class="size-full wp-image-814 aligncenter" title="AppleTV" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/AppleTV.jpg" alt="" width="892" height="432" /></a></p>
<p>Apple è senz&#8217;altro in grado di soddisfare la facilità d&#8217;uso, con un&#8217;interfaccia User Friendly, semplice e veloce. Lo abbiamo visto con iPad e iPhone. Le basi del sistema operativo saranno le stesse, quindi su questo possiamo stare tranquilli. L&#8217;infrastruttura hardware rimane con un piccolo punto di domanda. <strong>L&#8217;Apple TV dovrà riprodurre</strong>, senza problemi, <strong>flussi audio e video HD</strong>, punto. Se non lo farà, avrà già perso in partenza. La stessa cosa vale con la compatibilità. Dovrà essere estesa e dovrà permettere di caricare con semplicità i file. Voglio essere fiducioso su questo punto; mi aspetterei qualche mossa da Apple nel limitare la compatibilità, ma ha già fatto questo errore una volta, sarà così azzardata da riprovarci con le stesse limitazioni?</p>
<p>Se queste caratteristiche saranno soddisfatte, l&#8217;Apple TV potrà già inserirsi in un mercato avviato e guadagnarsi il suo posto al sole. Se però consideriamo che Apple potrà permettere l&#8217;accesso e il download di applicazioni sviluppate Ad Hoc, come succede con iPhone o iPad, ecco che la MelaTV offrirà qualcosa che nessun altro è in grado di offrire. Aggiungiamo la possibilità di scaricare musica, video musicali, serie TV o Film, a prezzi interessanti, e in poco tempo scalzerà di sella tutti gli altri prodotti, belli o brutti che siano.</p>
<p><strong>Le indiscrezioni parlano addirittura di un prezzo di 99 dollari</strong>, un prezzo inferiore a quello della stragrande maggioranza degli altri prodotti multimediali in commercio. Poi, chi possiede un iPhone o un iPod touch, potrà usarlo come telecomando.</p>
<p>È chiaro che Apple potrà, in una sola mossa, diventare padrona di un intero settore di mercato. Rimane da vedere se tutta questa fiducia è ben riposta, o se commetterà una delle solite discusse scelte, come bloccare delle funzionalità, togliere delle compatibilità o, magari, venderla a un prezzo spropositato.</p>
<p>Vi lascio con una domanda. A quando un dispositivo del genere con Android?</p>
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		<title>App Store o Marketplace, chiedere il rimborso per un&#8217;App</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 08:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[app]]></category>
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		<category><![CDATA[marketplace]]></category>

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		<description><![CDATA[Se fate un'acquisto errato sull'AppStore potete chiedere il risarcimento. Non è sicuro che lo riceverete, ma tentar non nuoce.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/storelogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-802" title="storelogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/storelogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Se avete fatto un <strong>acquisto avventato o errato di  un&#8217;applicazione</strong> per iPhone, iPod o iPad, c&#8217;è una <strong>speranza per farvi rimborsare  il denaro speso</strong>. Probabilmente non tutti lo sanno, e specialmente considerando  il prezzo, di un paio di euro nella maggior parte dei casi, non si è spinti ad  effettuare la procedura di richiesta di rimborso. Se inoltre leggiamo il contratto  di vendita Apple, viene esplicitato che il rimborso non è previsto, a patto di  una valida ragione.<span id="more-798"></span></p>
<p>Se ci pensiamo, le ragioni valide possono essere molte. A  parte i malfunzionamenti dell&#8217;applicazione, un film che non si vede o un file  audio che non è riproducibile, che sono sicuramente una valida motivazione,  potreste accidentalmente acquistare da un iPhone un&#8217;applicazione per iPad, o  sbagliare applicazione perché nello Store ce ne sono altre 4 o 5 con lo stesso  nome. Poi ci sono anche motivi un po&#8217; più deboli, distrazioni che fanno  commettere errori, un click di troppo, o – con ironia &#8211; vostro figlio che  inizia a prendere a pugni l&#8217;iPad mentre siete nello store.</p>
<p>Effettuare la richiesta di rimborso è semplice. Non sarete  certi che Apple accetti la vostra richiesta, ma tentar non nuoce. Per  effettuare la richiesta, aprite iTunes e fate il login nell&#8217;iTunes Store con le  vostre credenziali. Cliccate poi su &#8220;Account&#8221; (in alto a destra), poi  ancora su &#8220;Cronologia acquisti&#8221; e infine su &#8220;Segnala  problema&#8221;. Dovrebbe aprirsi il browser nella pagina di supporto Apple.  Dico dovrebbe perché, in maniera casuale, a volte non si è aperta. Come  alternativa potete aprire la mail che Apple recapita all&#8217;acquisto e cliccare  sul link &#8220;Segnala un problema&#8221;. Se ancora non avete raggiunto la  pagina di supporto, ecco il link diretto per la richiesta di risarcimento: <a href="http://www.apple.com/it/support/itunes/contact.html?form=app_store&amp;topic=App%20Store%20and%20iBooks&amp;subtopic=Troubleshooting%20Applications">http://www.apple.com/it/support/itunes/contact.html?form=app_store&amp;topic=App%20Store%20and%20iBooks&amp;subtopic=Troubleshooting%20Applications</a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/store-richiesta.jpg"><img class="size-full wp-image-804 aligncenter" title="store-richiesta" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/store-richiesta.jpg" alt="" width="631" height="297" /></a></p>
<p><strong>Compilate la form e dal menù a tendina scegliete tra le voci  disponibili</strong>. Come vedete, tra le opzioni c&#8217;è anche la possibilità di scegliere  &#8220;I didn&#8217;t receive this application&#8221;, cioè &#8220;Non ho ricevuto  (scaricato) questa applicazione&#8221;, &#8220;This application did not function  like expected&#8221; (se l&#8217;applicazione non funziona), I inadventerntly purchased  this application&#8221; (acquisto errato), &#8220;This application is not  compatible with my device&#8221; (problemi di compatibilità, versione  sbagliata).</p>
<p>Inviate quindi la richiesta e aspettate 24/48 ore. Apple vi  risponderà e se siete stati abbastanza convincenti vi rimborserà.</p>
<p>Con il <strong>Marketplace di Android</strong> è tutto più semplice, poiché dopo  l&#8217;acquisto avete <strong>24 ore per valutare l&#8217;applicazione</strong> e nel caso recedere dall&#8217;acquisto.  In questo caso c&#8217;è solo un suggerimento: <strong>state attenti alle carte prepagate</strong>,  come la Postepay. Probabilmente per la loro natura, ci sono indicazioni di  mancati rimborsi. Meglio usare una classica carta di credito.</p>
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		<title>App Error 523 BlackBerry, wipe e installazione del sistema operativo</title>
		<link>http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/18/app-error-523-blackberry-wipe-e-installazione-del-sistema-operativo/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 08:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[507]]></category>
		<category><![CDATA[app error 523]]></category>
		<category><![CDATA[blackberry]]></category>
		<category><![CDATA[wipe]]></category>

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		<description><![CDATA[Guida per il ripristino di un BlackBerry bloccato con errore "App Error 523". Come effettuare il Wipe e reinstallare il sistema operativo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrorlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-790" title="apperrorlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrorlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Attenzione: Ci sono diverse guide sul web di come risolvere questo problema, ma con questa cerco di raggruppare tutte le soluzioni, mettendo in ordine le tante informazioni frammentarie sparse per il web.</strong></p>
<p>Ogni tanto può capitare che un <strong>BlackBerry, qualsiasi modello, smetta di funzionare</strong>, mostrando una schermata bianca con la scritta &#8220;<strong>App Error 523</strong>&#8220;. <span id="more-789"></span>Si tratta di un codice di errore che viene ricondotto all&#8217;installazione di applicazioni di terze parti non compatibili pienamente con il terminale BB, ma a volte può ugualmente verificarsi il problema senza aver installato alcun nuovo software. Non interroghiamoci oltre sul perché, cerchiamo invece di <strong>trovare una soluzione</strong>.</p>
<p>Mi sono imbattuto in prima persona in questo problema e la procedura di risoluzione non è stata semplice e diretta come avrei sperato.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperror.jpg"><img class="size-full wp-image-793 aligncenter" title="apperror" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperror.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Per risolvere il problema potete <strong>prima provare con un reset software o con quello hardware</strong> (rimozione batteria per circa 30 secondi). <strong>Nel 99% dei casi non funzionerà</strong>, come testimoniano le molte discussioni presenti in rete. Dovremo quindi <strong>procedere alla reinstallazione del sistema operativo</strong>. <strong>Prima</strong>, però, <strong>bisogna fare il &#8220;wipe&#8221; del telefono</strong>, cioè quella procedura cancella dei dati di base sul telefono, rovinando irrimediabilmente il sistema operativo. <strong>Una volta eseguito il wipe, il BB ci restituirà un altro errore, il &#8220;507&#8243;</strong>, che per noi è una buona notizia, poiché da questo punto possiamo reinstallare il sistema operativo. Di seguito, per punti, la procedura da seguire per fare il wipe e la reinstallazione del sistema operativo.</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<ol>
<li>Scarichiamo e installiamo su un PC il software &#8220;Jl_Cmder&#8221;, necessario per il wipe. Scaricatelo da qui: <a href="http://bbworld.info/wp-content/uploads/2008/04/jl_cmder_v190_installer.zip" target="_blank">http://bbworld.info/wp-content/uploads/2008/04/jl_cmder_v190_installer.zip</a></li>
</ol>
<p>Attenzione: si tratta di un semplice software che lavora in ambiente DOS (tramite prompt di Windows) a 16 bit. Se avete un sistema a 32 potrete usare l&#8217;interfaccia di comando, altrimenti dovrete procedere da riga di comando. La procedura è però semplice.</p>
<ol>
<li>Scaricate e installate sul PC il Desktop Magare e l&#8217;Handheld OS. Scaricateli da qui <a href="https://www.blackberry.com/Downloads/entry.do?code=A8BAA56554F96369AB93E4F3BB068C22" target="_blank">https://www.blackberry.com/Downloads/entry.do?code=A8BAA56554F96369AB93E4F3BB068C22</a> e qui <a href="http://www.blackberryfaq.com/index.php/BlackBerry_Operating_System_Downloads" target="_blank">http://www.blackberryfaq.com/index.php/BlackBerry_Operating_System_Downloads</a></li>
<li>Andate nella cartella &#8220;C:\Programmi\Common Files\Research in motion\Apploader e cancellate il file vendor.xml</li>
</ol>
<p><strong>Wipe del telefono</strong></p>
<p>Questa è la parte più rognosa. Non esiste una procedura unica, bisogna andare a tentativi. Farò una lista di più tentativi.</p>
<p>Per fare il wipe dovete <strong>prima collegare il BB a una porta USB e poi lanciare il software &#8220;JavaLoader&#8221;</strong> (Jl_Cmder) <strong>(di seguito la procedura)</strong>, che avreste già dovuto installare sul vostro PC. Se il software si rifiuta di andare, potete avviarlo da riga di comando. Copiate il contenuto di tutta la cartella in una posizione comoda, come per esempio in &#8220;C:\javaloader&#8221;. Aprite il prompt dei comandi (click con il tasto sinistro del mouse sul menù di windows e nella casella di ricerca digitate &#8220;prompt&#8221; e date invio – altrimenti andate in &#8220;Tutti i programmi&#8221;-&gt;&#8221;Accessori&#8221;-&gt;&#8221;Prompt dei comandi&#8221;.</p>
<p><strong>Al prompt dei comandi digitate:</strong></p>
<ol>
<li><strong>CD\ (per andare alla root)</strong></li>
<li><strong>cd javaloader (se avete chiamato la cartella javaloader, altrimenti inserite il nome della cartella)</strong></li>
<li><strong>javaloader –u wipe (per lanciare il comando di wipe)</strong></li>
</ol>
<p>Per chi non problemi di compatibilità, basterà cliccare sull&#8217;applicazione dalla cartella di Windows e seguire il menù di scelta, scegliendo ovviamente &#8220;wipe&#8221;.</p>
<ol>
<li><strong>Collegate il BB a una porta USB</strong></li>
<li><strong>Appena viene riconosciuto, avviate il wipe (seguendo le procedure descritte sopra)</strong></li>
</ol>
<p><strong>Alternativa</strong></p>
<ol>
<li><strong>Collegate il BB a una porta USB</strong></li>
<li><strong>Togliete la batteria</strong></li>
<li><strong>Appena viene riconosciuto, avviate il wipe (seguendo le procedure descritte sopra)</strong></li>
</ol>
<p><strong>Alternativa se vi da errori di collegamento</strong></p>
<p>Andante nella gestione dei dispositivi (Pannello di controllo &gt; Sistema &gt; Gestione Dispositivi), espandete il ramo del Controller USB, cliccate con il tasto destro del mouse su &#8220;HUB radice USB&#8221; e selezionate &#8220;Proprietà&#8221;. Andate nel <strong>Tab &#8220;Risparmio Energia&#8221; e togliete la spunta da &#8220;Consenti al computer di spegnere il dispositivo per risparmiare energia&#8221;</strong>. Ripetete poi una delle due procedure sopra descritte.</p>
<p><strong>Alternativa 2 se vi da errori di collegamento</strong></p>
<p><strong>Effettuate la modifica alle porte USB come sopra descritto.</strong> <strong>Collegate il BB, con la batteria, al PC.</strong> <strong>Il BB deve essere spento</strong> (togliete la batteria se non l&#8217;avete già fatto, e rimettetela). <strong>Mentre si inizializza, avviate il wipe.</strong> Il programma dovrebbe mettersi in attesa di comunicazione. <strong>Se va in timeout o vi da l&#8217;errore di comunicazione, riavviate il wipe velocemente.</strong> Durante la fase di avvio il dispositivo di può collegare e scollegare, durante un collegamento il wipe ha la facoltà di andare a buon fine.</p>
<p>Alternativa a tutte le alternative sopra</p>
<p>Provate una delle alternative qui sopra con un altro PC.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrro507.jpg"><img class="size-full wp-image-791 aligncenter" title="apperrro507" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/apperrro507.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
<p><strong>Se il wipe è andato a buon fine, il BB vi mostrerà una schermata bianca con l&#8217;errore &#8220;507&#8243;.</strong> A questo punto possiamo procedere all&#8217;installazione del nuovo sistema operativo. Aprite il Desktop Manager, con il BB sempre collegato, e verrà riconosciuto. Il software vi dirà che ci sono dei problemi, e se volete aggiornare il sistema. <strong>Procedete quindi con l&#8217;aggiornamento. La procedura è abbastanza lunga, e il primo riavvio impiegherà anche una decina di minuti. </strong></p>
<p>In questo modo tutti i dati presenti sul BlackBerry saranno persi. Se avete fatto un backup prima della comparsa dell&#8217;errore, potrete ripristinare i dati. In caso contrario, c&#8217;è la possibilità che prima della reinstallazione, il Desktop Manager possa ugualmente fare il backup dei dati. Provateci, e se non funziona, consolatevi col fatto che almeno avete riportato in vita il vostro telefono.</p>
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		<title>Sonos S5, musica multi-room di alta qualità</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 10:37:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
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		<description><![CDATA[Sonos è specializzata in installazioni audio multi-room. L'ultimo nato, il modello S5, ha dato prova di essere un prodotto di altissima qualità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonologo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-783" title="sonologo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonologo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Sonos è un’azienda specializzata in sistemi audio multi stanza. Ho conosciuto questo marchio cinque anni fa, se ricordo bene, durante una manifestazione fieristica. Già all’epoca erano l’avanguardia di quello che ora è diventato la normalità per molti produttori, cioè la riproduzione audio senza fili, con tanto di immagini della copertina e informazioni sulla traccia.<span id="more-782"></span> La loro specializzazione è però il multi-room, cioè quei sistemi atti a centralizzare la musica e poi condividerla in più stanze.</p>
<p>In questi anni l’azienda ha sviluppato il proprio business, si è fatta conoscere, e non potevo non provare l’ultimo nato, il modello S5. Sulla carta era molto promettente, dal vivo è ancora meglio. Diciamo subito che non è un <strong>prodotto </strong>di livello commerciale, si avvicina maggiormente al <strong>professionale</strong>. Seppur esteticamente qualcuno potrebbe confondere i Sonos con un prodotto Creative, all’atto pratico il livello è tutto differente.</p>
<p>Parliamo un attimo di come funziona. Il sistema si compone di uno “ZonePlayer”, che può essere visto come l’altoparlante, di un telecomando e di una fonte, dove c’è la musica che volete riprodurre. Il telecomando può essere un prodotto Sonos, o anche un iPhone/iPod Touch, come nel caso della mia prova. La filosofia è semplice: lo ZonePlayer si connette con un cavo di rete al router casalingo o tramite wireless (qui entra in gioco lo ZoneBridge, che può essere visto come un router wireless o, se volete, come un ponte tra il router wireless e gli ZonePlayer). Si connette poi il telecomando (l’iPhone) alla stessa rete, e si dice allo ZonePlayer dove andare a pescare la musica da riprodurre. Questa può essere memorizzata su un computer o su un NAS, o su qualsiasi altro dispositivo connesso in rete a cui si può accedere.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/Sonos_S5_group1.jpg"><img class="size-full wp-image-784 aligncenter" title="Sonos_S5_group(1)" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/Sonos_S5_group1.jpg" alt="" width="513" height="360" /></a></p>
<p>Siccome Sonos è specializzata in sistemi multi-room, è possibile aggiungere più ZonePlayer (anche diversi modelli) allo stesso sistema, e assegnarli un nome differente. In questo modo potete per esempio avere uno ZonePlayer in cucina, uno in salotto e uno in camera; col vostro telecomando potete dire cosa riprodurre e dove, anche contemponeramente. Più persone all’interno della stessa casa possono accedere al sistema tramite il proprio telecomando e impartire ordini allo ZonePlayer che si trova in quella stanza.</p>
<p><strong>Il software per iPhone è fatto benissimo</strong>. Pieno di opzioni ma nello stesso tempo molto chiaro, è adatto anche ai meno esperti. L’installazione del sistema non è complicata, ma qualche conoscenza tecnica, come mappare una connessione di rete, dove averla. Cosa certa è che se installate il sistema nella casa di qualche tecnofobico, questo sarebbe poi in grado di usarlo, senza problemi.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonos-s5-zoneplayer-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-785" title="sonos-s5-zoneplayer-2" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/sonos-s5-zoneplayer-2.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
<p>Una delle cose che mi ha lasciato di stucco dello ZonePlayer S5 è la sua qualità e potenza musicale. <strong>Il volume si spinge a livelli che superano tranquillamente la soglia del fastidioso</strong>. Con un solo S5 potrete sonorizzare anche grossi ambienti, e se l’ambiente è veramente ampio, potete accoppiarne due in modalità stereo. L&#8217;S5 è un sistema a cinque vie, compatto, ma in grado di offrire un’<strong>elevata qualità d’ascolto</strong>. Bassi profondi, medi ottimamente resi, leggermente carente sugli alti, ma non troppo. Quello che voglio dire è che è in grado di soddisfare anche i più attenti alla qualità.</p>
<p>La prova completa a settembre sulle pagine di Tom’s Hardware, ma questo primo approccio lascia poco spazio alle sorprese. C’è nell’aria profumo di Award.</p>
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L'idea è venuta ...</span></li></ul></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tanti dispositivi e non tutti molto utili</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 10:43:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[Entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[android]]></category>
		<category><![CDATA[evelin]]></category>
		<category><![CDATA[mid]]></category>
		<category><![CDATA[nilox]]></category>

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		<description><![CDATA[Appena è stato presentato l'iPad, molti si sono chiesti a cosa sarebbe servito. Molti produttori stanno però seguendo le orme di Apple, offrendo a loro volta dei Tablet simili. Ci sono però dei dispositivi intermedi difficili da collocare. Ma perché vengono creati?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/lgoandro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="lgoandro" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/lgoandro.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Una volta c’erano i cellulari, i PDA e i Notebook. Le loro funzioni erano abbastanza definite, ogni tanto il PDA faceva anche il cellulare, ma ognuno aveva il suo ruolo nella vita digitale quotidiana. Ogni dispositivo aveva anche il suo sistema operativo. Magari in tutti i casi era Windows, ma le versioni erano differenti al punto tale che richiedevano un approccio differente; applicazioni diverse, metodi d’interazioni diversi, insomma, mondi separati.<span id="more-765"></span></p>
<p>Oggi i sistemi operativi sono diventati più flessibili. Il sistema operativo dell’iPhone, iOS, ora pulsa anche all’interno dell’iPad. Per Android è la stessa cosa, c’è sui Tablet come sugli Smartphone. Ciò è un bene, la facilità d’interazione e lo scambio dei contenuti è più semplice e veloce. Si può avere la mail sincronizzata su più dispositivi senza dover inventarsi soluzione esotiche e mezzi terzi per raggiungere l’obiettivo. Pian piano, però, questa flessibilità sta portando alla creazione di sempre più dispositivi di cui si fa fatica a capirne il ruolo.</p>
<p>Perdonatemi ancora un po’ di digressione. Quando è stato presentato l’iPad, tanti di noi si sono chiesti: ma a che serve? E’ un iPhone più grande, è vero, ma permette di fare meglio quello che con l’iPhone non è così semplice da fare; e non sto parlando solo di leggere dei libri, ma anche di navigare in Internet e controllare la posta. Si può fare anche con un Notebook, ma se si è distesi sul divano è più semplice farlo con il Tablet. Insomma, per alcune attività è più comodo. Tutti i concorrenti stanno ora uscendo con le loro proposte, molte delle quali basate su Android.</p>
<p>Il sistema operativo Google ha già dato prova di essere una buona piattaforma in costante miglioramento e in grado di farsi valere. C’è però un limite che bisogna cercare di non sorpassare, altrimenti alla domanda “ma a che serve?”, potrebbe essere veramente difficile dare una risposta.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/android-logo.jpg"><img class="size-full wp-image-766 aligncenter" title="android-logo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/android-logo.jpg" alt="" width="570" height="356" /></a></p>
<p>Questa considerazione, in verità, è nata dopo che ho passato una settimana in compagnia con un MID basato su Android e schermo da 6 pollici. Nel particolare sto parlando dell’Evelyn (Nilox). Processore ARM da 300 Mhz, schermo da 6 pollici touchscreen resistivo, niente pennino in dotazione, batteria che con il WiFi attivo non batte alcun record. Android è nella versione 1.5.</p>
<p>Eccezione fatta per alcune debolezze, come il processore non molto veloce e lo schermo resistivo, diventa difficile collocare un oggetto del genere nelle attività di una giornata. Senza dubbio è da escludere per qualsiasi attività lavorativa. Puo riprodurre film, ma lo schermo da 6 pollici non invoglia, riproduce musica, ma gli altoparlanti integrati non soddisfano, può accedere a Internet, ma è meglio non andare oltre una consultazione veloce di Facebook. C’è anche un client mail, meglio però usarlo solo per la lettura, la tastiera virtuale fa scappare la voglia di digitare dopo il terzo errore di battitura su quattro volte che si è toccato lo schermo.  Non c’è nemmeno il Marketplace, è possibile installare le applicazioni solo manualmente, ma molte non funzionano per qualche ignoto problema di compatibilità. Questo ovviamente, seppur abbastanza semplice, è fuori dalla portata di molti. Non saprei proprio trovargli una collocazione precisa. Funziona bene come cornice digitale… ma la batteria è quel che è.</p>
<p>Per fortuna costa circa 170 euro, una spesa che in un modo o nell’altro, potrebbe un po’ giustificarlo. Insomma, con l’applicazione giusta installata e per un uso limitato con Facebook, qualche ricerca web, YouTube, insomma, un uso abbastanza light di Internet, Social e Multimedia, per qualcuno potrebbe avere un senso.</p>
<p>Ma la domanda rimane. Oltre al Notebook, allo Smartphone e ora al Tablet, abbiamo veramente bisogno di altro?</p>
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		<title>Riparazione in garanzia entro 30 o 60 giorni, non c’è scusa che tenga</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 21:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elettronica di consumo]]></category>
		<category><![CDATA[euronics]]></category>
		<category><![CDATA[expert]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[marcopolo]]></category>
		<category><![CDATA[mediaworld]]></category>
		<category><![CDATA[unieuro]]></category>

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		<description><![CDATA[Le catene di elettronica devono riparare o sostituire i dispositivi in garanzia entro massimo 60 giorni. Non credete a niente di diverso, devono farlo, sono obbligate!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/garanzialogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-760" title="garanzialogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/garanzialogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>L’Antitrust ha fatto un nuovo e importante passo nella tutela dei consumatori: <strong>le grandi catene di elettronica dovranno riparare o sostituire i dispositivi danneggiati entro massimo 60 giorni</strong>. Più precisamente, 60 giorni per Trony e UniEuro e 30 giorni per Euronics e MarcoPolo. A breve anche i piccoli rivenditori dovrebbero adeguarsi a questa norma.<span id="more-758"></span></p>
<p>Qualche novità anche sul fronte del Web, che prevede la possibilità di gestire il diritto di recesso con un semplice fax o una e-mail.</p>
<p>Dalla notizia circolata, quando si parla dell’obbligo dei rivenditori di mettere in bella vista i termini<a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/catricala.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-759" title="catricala" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/catricala.jpg" alt="" width="275" height="183" /></a> di garanzia, si parla espressamente di “garanzia di 24 mesi” da richiedere direttamente al rivenditore, che dovrà prendersi l’onere di far riparare o sostituire il bene.</p>
<p>La notizia dei 60 o 30 giorni è sicuramente un bene, quindi non fatevi prendere per i fondelli quando il rivenditore cerca di deviare una vostra richiesta facendo riferimento a motivazioni assurde, dicendovi che dovete chiamare il tal numero o andare dal tal riparatore. Se avete acquistato un telefonino da Euronics, per esempio, Euronics deve ritirare il terminale e ripararlo, entro un mese, niente storie.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/toninoguerra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-761" title="toninoguerra" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/toninoguerra.jpg" alt="" width="250" height="187" /></a>Per quanto riguarda la garanzia di 24 mesi, rimane aperto un dubbio. Sappiamo che la garanzia di 24 mesi non è offerta da tutti i produttori, e che c’è una differenza tra garanzia legale e commerciale. Apple e Sony, per esempio, offrono su gran parte dei loro prodotti una garanzia di un anno. Il nuovo decreto di cui stiamo parlando pone dei nuovi obblighi anche in questo contesto? Non ne sono del tutto sicuro, indagherò ulteriormente, nel frattempo, per chi non è informato, consiglio di dare un’occhiata a questo articolo per capire a fondo i limiti della garanzia.</p>
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		</item>
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		<title>AdBlock, usatelo con intelligenza</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 10:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[adblock]]></category>
		<category><![CDATA[banner]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

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		<description><![CDATA[L'uso di AdBlock compromette Internet per come la conosciamo. Bisognerebbe insegnare ad usare questo strumento, perché Internet è gratis, e bloccare la pubblicità è quasi come rubare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-753" title="adlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Più volte c’è stata occasione per raccogliere i commenti, poco condivisibili per quanto mi riguarda, sull’<strong>uso indiscriminato di AdBlock</strong> e altre estensioni per browser atte a bloccare la pubblicità presente sui siti web. Come più volte ho detto, rispondendo direttamente ai commenti di alcuni utenti, reputo questa pratica molto cinica e scorretta. <strong>Tanti siti web</strong>, se non tutti, vivono ed <strong>esistono solo grazie ai banner</strong> presenti nelle pagine.<span id="more-751"></span> <strong>Offrono un servizio gratuito a tutti gli utenti</strong> che si collegano, mettono a disposizione strumenti come forum e chat, grazie a cui chiedere aiuto e ritrovare informazioni. Indirettamente, se ci pensate, permettono a molti di risparmiare denaro, offrendo aiuti e guide per risolvere problemi, evitando così di dover pagare qualcuno che sistemi quel tal problema.</p>
<p>Senza molti siti web, Internet per come la conosciamo non esisterebbe. Nella maggior parte dei casi, quando s’interrogano questi utenti sul perché usano AdBlock, le motivazioni sono sempre le stesse, ma spesso prive di fondamenta.</p>
<p>Riporto qui di seguito una risposta classica, relativa a una discussione relativa a un articolo su Tom’s:</p>
<p>“Pensiamo all&#8217;utilizzatore di netbook che per aprire un link di repubblica.it ci mette 2 minuti buoni perchè la pubblicità in flash è così pesante da intasare completamente il pc. Per lui un blocca banner è molto utile. […] Forse la gente ha le scatole piene di tutta sta sfilza di annunci a volte troppo invasivi e a volte troppo numerosi (parlo in generale);bisognerebbe fermarsi e riflettere un pochino su questo metodo di autofinanziamento. Se mi trovo,come mi trovo ora, degli annunci su tom&#8217;s di ortopedia e benessere ad esempio è<a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/murdoch.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-755" title="murdoch" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/murdoch.jpg" alt="" width="198" height="255" /></a> ovvio che mi da fastidio..”</p>
<p>Sono d’accordo quando qualcuno si lamenta della pubblicità invasiva che allunga di molto i tempi di caricamento. Ma <strong>perché fare di tutta l’erba un fascio</strong>? Si sbandiera tanto l’uso di questi strumenti, e in fin dei conti si dimostra di non essere in grado di usarli. Non parlo in generale, molti utenti hanno dimostrato di essere in grado di ragionare con giudizio e di usare bene questi strumenti, mentre altri…</p>
<p>Si parla poi di script pericolosi. Vi assicuro che sui siti che si rispettano, di script pericolosi non ce ne sono. Se poi si naviga su certi siti poco raccomandabili.. Per l’amor del cielo, anche quelli sono parte di Internet, ma si torna sempre al punto di non essere in grado di fare scelte giudiziose e di usare lo strumento in maniera sbagliata. Le estensioni contro la pubblicità possono essere configurate, in pochi secondi.</p>
<p>Proseguendo nelle risposte, si parla di autofinanziamento, ma quali altri metodi ci sono? Qualcuno preferisce che si segua l’idea di Murdoch? <strong>Mettiamo tutto il web a pagamento?</strong></p>
<p>Finisco dicendo che gli annunci sono sempre in tema con gli interessi dei lettori. Se qualche volta, come è successo, scappa una pubblicità di Google fuori tema,viene subito filtrata. Quindi non prendiamo il fatto della pubblicità fuori tema come un motivo di difesa.</p>
<p>Arriviamo ora alla parte tecnica. Su Tom’s Hardware abbiamo impostato il sito in maniera tale che prima vengano caricati i contenuti e poi le pubblicità, o comunque adottato soluzioni atte a caricare la pagina il più velocemente possibile. Questo è anche vero perché non possiamo permetterci che un malfunzionamento nel server della pubblicità, per esempio, blocchi il caricamento della pagina. Ho fatto un paio di test veloci, misurando i caricamenti delle pagine con AdBlock attivo e disattivo.</p>
<p>Le prove sono state effettuate con Chrome, cache e dati di navigazione cancellati ad ogni sessione di prova. La prima prova (azzurro) mostra il tempo di caricamento della homepage del sito, di una notizia e della prima pagina dell’articolo, e il timer è stato bloccato al completo caricamento della pagina (quindi anche di tutta la pubblicità). Per la seconda prova il timer è stato bloccato appena tutto il contenuto era visibile (i banner si caricano sempre alla fine del contenuto). La terza prova è stata effettuata con un secondo avvio, quindi con parte dei dati già in cache, aprendo però una news e un articolo differente. Le prove sono state effettuate più volte per minimizzare i ritardi derivanti da altri fattori, quali la connessione Internet stessa. La velocità della linea ADSL non superava 1 Megabit.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/tabellavelocita.jpg"><img class="size-full wp-image-754 aligncenter" title="tabellavelocita" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/tabellavelocita.jpg" alt="" width="627" height="84" /></a></p>
<p>Dai primi dati si vede che, in alcuni casi, con la pubblicità attivata, quindi AdBlock disattivato, i tempi di caricamento vanno da una frazione di secondo al doppio del tempo. In questo caso si parla però di <strong>2-3 secondi</strong>. Se invece consideriamo la visualizzazione dei contenuti, che dovrebbe essere il parametro più importante per tutti gli utenti, vediamo che <strong>le differenze sono minime, nel peggiore dei casi meno di un secondo, mentre spesso è di solo 2 o 3 decimi di secondo</strong>. La situazione è simile sfruttando la cache del browser.</p>
<p>Detto questo, esorto tutti quelli che hanno dei dubbi a rifare gli stessi test. Provateci, ripetete qualche volta le prove, così da sincerarvi che i risultati non sono differenti.</p>
<p>Posso capire che alcuni di voi siano arrabbiati perché per alcuni siti la navigazione diventa a volte impraticabile. Io stesso non godo, purtroppo, di una linea casalinga molto veloce. Però posso giudicare l’impatto che la gestione della pubblicità da parte di un sito ha sulla mia navigazione. Dai dati che ho riportato, non mi sembra che la navigazione sia così compromessa. <strong>Davvero preferisco tagliare la pubblicità a un sito, piuttosto che aspettare 0,2 secondi?</strong></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adblock.jpg"><img class="size-full wp-image-752 aligncenter" title="adblock" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/adblock.jpg" alt="" width="554" height="429" /></a></p>
<p><strong>Basta andare nelle opzioni di AdBlock e aggiungere un indirizzo www tra i siti esclusi.</strong> Spero solo che ogni tanto il buon senso abbia il suo peso, perché se molti siti dovessero essere costretti ad adottare un modello a pagamento, quello sarà l’inizio della fine di Internet, almeno per come la conosciamo oggi.</p>
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		<title>iPhone 4, il verdetto: lo prendo o no?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 15:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[ios]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo molti test e valutazioni effettuate sull'iPhone 4, ecco le conclusioni. Se vi state chiedendo se acquistare o no il nuovo Smartphone Apple, forse qui troverete la risposta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphonebuylogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-727" title="iphonebuylogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphonebuylogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Ho passato gli ultimi giorni ha valutare l’iPhone 4 da molteplici punti di vista. Ho scritto diversi articoli e qualcuno mi ha anche chiesto perché tutta questa attenzione attorno ad Apple, perchè non faccio la stessa cosa per altri terminali di Samsung, Nokia &amp; Company. La risposta è semplice: iPhone 4 è uscito in Italia venerdì scorso, si sono spesi tonnellate di bit sui pregi e i difetti, e mi sembrava doveroso sviscerare tutto quanto detto finora per verificarlo o confutarlo. <span id="more-726"></span>Non ho posto la stessa attenzione, in passato, ad altri terminali, semplicemente perché non c’è stata l’occasione. D’ora in poi lo farò. Certo che probabilmente non si parlerà mai così tanto di un altro telefono come si è fatto con l’iPhone 4, ma questo è il fenomeno “Apple”. Posso essere d’accordo che sia in un certo modo ingiusto, ma se tutto il mondo ne parla così, non posso fare finta di niente e chiudere occhi e bocca. Posso riservare lo stesso trattamento agli altri prodotti, ed è quello che faccio e che farò. Detto questo, veniamo a noi, alla valutazione finale – o quasi &#8211; dell’iPhone 4. Ho specificato quasi poiché voglio lasciare alcune porte aperte, come ho specificato in altri articoli, per valutare meglio alcune questioni, come quella della ricezione.</p>
<p>Come dicevo, nei giorni passati ho valutato le <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/07/30/iphone-4-oggi-in-italia-provato-prime-impressioni/" target="_blank">caratteristiche generali del telefono</a>, le prestazioni rispetto al <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/03/iphone-4-vs-iphone-3gs-prestazioni-a-confronto/" target="_blank">3GS </a>e al <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/03/iphone-3g-vs-iphone-4-prestazioni-a-confronto/" target="_blank">3G</a>, la <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/02/iphone-4-e-lo-schermo-non-oltre-le-possibilita-umane-ma-la-differenza-si-vede/" target="_blank">qualità dello schermo</a>, la <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/01/iphone-4-foto-e-video-ottime-sul-telefono-meno-sul-pc/" target="_blank">fotocamera</a>, <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/04/iphone-4-e-antenna-problema-si-problema-no/" target="_blank">il problema dell’antenna</a>, e l’ho usato il più possibile così da farmi un’idea più precisa. Molte delle valutazioni sono state fatte raffrontandolo con la vecchie versioni, il 3G e il 3GS, e per questo conclusioni penso che sia giusto fare delle differenziazioni. Traccerò dei profili, perché non c’è una conclusione unica che va bene per tutti.<a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphone4antennalogo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-664" title="iphone4antennalogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphone4antennalogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Iniziamo col mettere subito in chiaro una cosa. Se qualcuno si chiede “meglio l’iPhone 4 o un terminale con Android”, l’unica risposta intelligente è: meglio quello che ti piace di più. Anche se alcuni non la pensano così, rimango dell’idea che sia iPhone che Android sianto ottime soluzioni. Ci sono terminali Android dotati di tecnologia superiore a quella dell’iPhone 4. Ci sono terminali Android comparabili e dal prezzo inferiore. L’iPhone è considerato da qualcuno un simbolo, mentre qualcun altro considera Android la scelta più giusta “in assoluto” per la sua natura, perché non è Apple, perché è aperto. La lotta iPhone vs. Android è una di quelle lotte che non hanno in se un vincitore assoluto. Schermo e prestazioni, o anche fotocamera, non sono gli unici fattori su cui determinare un acquisto. Per alcuni, come ho scritto in questo articolo, potrebbe essere lo shop il fattore decisivo. Posso scegliere un terminale con uno schermo inferiore e una fotocamera scadente, e magari dal prezzo più alto, semplicemente perché il fattore soggettivo mi fa preferire quel terminale. In questa valutazione scorporerò anche il fattore prezzo e lo tratterò separatamente.</p>
<p>Tipologia 1: ho un iPhone 3G, mi consigli di passare all’iPhone 4?</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/a4logo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-659" title="a4logo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/a4logo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Si, indubbiamente. Rispetto al 3G, il nuovo iPhone è migliore in tutto. La fotocamera diventa utilizzabile, è il doppio più veloce, lo schermo è migliore, puoi usare iOS 4 senza che il terminale gridi pietà. Lasciando da parte i fattori soggetti sull’estetica, il passaggio dal 3G al 4 è molto sensato. Sembrerà un altro mondo.</p>
<p>Tipologia 2: non ho un iPhone e mi sto chiedendo se vale la pena acquistare un iPhone 4. Lo consigli?</p>
<p>Dipende.</p>
<p>Se siete utenti che usano il telefono anche per navigare, usano la fotocamera per video e foto, usano i videogiochi e anche il GPS per viaggiare, l’iPhone 4 non vi deluderà.</p>
<p>Se siete utenti avanzati, seguite il mercato, avete un’idea dei terminali concorrenti, valutate adeguatamente gli ultimi terminali Android. Probabilmente ci sarà un modello che vi soddisferà di più.</p>
<p>Se siete utenti base, che non hanno esperienza con gli Smartphone moderni, ma pensate di usare tutte le funzioni sopracitate, l’iPhone 4 può fare a caso vostro. iOS è intuitivo, forse anche più di Android nella funzioni più basilari.</p>
<p>Se siete utenti base e fino ad oggi avete usato il telefono per chiamate e SMS, o magari solo per aggiornare lo stato di Facebook, lasciate perdere l’iPhone 4, sarebbe sprecato.</p>
<p>Tipologia 3: Ho un 3GS, consigli di passare all’iPhone 4?</p>
<p>No, a meno che non teniate molto alla fotocamera migliore o se il passaggio è molto conveniente. Con il 3GS potete accedere a tutte le funzionalità software del nuovo iOS, e la velocità del terminale è già sufficiente per la stragrande maggioranza delle situazioni.<a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/schermologo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-651" title="schermologo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/schermologo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a></p>
<p>Queste sono le tre (o meglio sei) tipologie di utenti che ho delineato. Come scritto, in queste risposte non ho considerato il prezzo. Ora darò alcune indicazioni a riguardo. Per il consiglio finale, basterà incrociare le valutazioni sul prezzo con la propria tipologia di utenza.</p>
<p>Il costo dell’iPhone 4, svincolato dai contratti degli operatori, è un salasso. Basandomi solo sul prezzo, non consiglierei a nessuno di acquistare l’iPhone 4. Troppo costoso. Punto.</p>
<p>Alla luce dei fatti, l’operatore TRE sta offrendo l’iPhone 4 gratuitamente con tutti i suoi piani tariffari, a partire dalla Top 400 da 30 euro al mese. Per questo, chiunque spenda almeno 30 euro al mese e pensa che 400 minuti di chiamate e 400 sms al mese siano sufficienti, dovrebbe acquistare subito un iPhone 4. Faccio riferimento a tutti coloro che hanno il 3G o il 3GS e possono accedere a tale piano senza spese aggiuntive. Mi riferisco anche agli utenti base, che sostengono mensilmente questa spesa.</p>
<p>Un appunto. Qualcuno dice: Tre non regala niente, il contratto è di 30 mesi, alla fine l’iPhone lo pagate 1000 e passa euro (il costo della tariffa mensile più la tassa governativa moltiplicata per 30 mesi). A questi rispondo: no, se già spendete 30 euro al mese tra chiamate e SMS (e molti sono in questa condizione), e pensate che nei prossimi anni non cambi nulla (e molti sono in questa condizione), valutate di passare a Tre con la Top 400, l’iPhone 4 è gratis.</p>
<p>Se invece la vostra spesa mensile è più alta, di 50/60 euro, allora considerate ugualmente il passaggio a un piano tariffario che vi offre più minuti, ma che include ugualmente l’iPhone a zero euro.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphone4cameralogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-632" title="iphone4cameralogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/iphone4cameralogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Proseguendo, se spendete pochissimo al mese, perché usate il telefono solo per qualche SMS o una chiamata ogni tanto, allora non c’è valutazione che tenga. Qualsiasi piano tariffario vi porterebbe a spendere di più. Spendete almeno 150 euro all’anno di telefono o di più, allora pensate ugualmente a un contratto con iPhone gratuito. Sarebbe una sorta di pagamento rateale da 30 mesi. In questo caso però nulla toglie che state pagando 700 euro per un telefono. In questo caso diventa forse più uno sfizio che una vera necessità, a meno che pensiate che l’uso come fotocamera/videocamera senza pretese, come console di gioco e come GPS possa, in qualche modo, giustificare questa spesa.</p>
<p>L’iPhone 4, così come è, ha diversi deterrenti che potrebbero bloccare un utente dall’acquisto. La stessa presenza di molti terminali Android. Questi ultimi sono però più vicini agli appassionati, mentre l’iPhone 4, con tutta la campagna marketing che ha fatto Apple e i telegiornali che ne parlano continuamente, riesce a ingolosire anche gli utenti meno esperti. Molti lo considerano uno status symbol, non possiamo negarlo. La qualità del terminale – inferiore su alcune caratteristiche rispetto altri modelli, ma comunque di alta qualità – abbinata al marketing dell’azienda e, soprattutto, abbinata ai contratti di Tre, sarà un’arma molto potente, in grado di far vendere centinaia di migliaia di esemplari</p>
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		<title>iPhone, Android, Windows, è tutta questione di App &#8211; Seconda parte</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 14:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AppStore e Marketplace sono molto simili, ma per accedere ai benefici dello store di Google servono molti meno soldi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/logoandroid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-745" title="logoandroid" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/logoandroid.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>In <a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/2010/08/06/iphone-android-windows-e-tutta-questione-di-app/" target="_blank">questo articolo</a> mi sono interrogato sull&#8217;importanza dell&#8217;AppStore e del Marketplace, cioè del supporto delle applicazioni per i terminali mobile, come Smartphone o Tablet. Per qualche cliente un accesso facile e veloce a una miriade di applicazioni differenti potrebbe fare la differenza, e spostare l&#8217;ago della bilancia nella decisione d&#8217;acquisto.<span id="more-742"></span></p>
<p>Vediamo com&#8217;è la situazione della App, la quantità e il prezzo medio – mi concentro su AppStore e Marketplace. Da un&#8217;indagine di circa un mesetto fa, l&#8217;AppStore offre circa 230mila App, contro le 70mila circa del Marketplace per Android. Nell&#8217;ultimo mese i numeri sono aumentati leggermente.</p>
<p>La conta dei terminali vede l&#8217;iPhone in testa, con Android che sta recuperando terreno. In verità è BlackBerrry a fare da padrone, ma questa è un&#8217;altra storia. Presto la situazione potrebbe vedere un pareggio (tra iPhone a Android), ma le dinamiche in gioco sono molte e qui non sto analizzando il mercato in tal senso. Posso però dire che le piattaforme sono paragonabili sotto l&#8217;aspetto delle App. Proseguendo nell&#8217;analisi, il prezzo medio delle App è</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appsinfographic_05.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-743" title="appsinfographic_05" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/appsinfographic_05-241x1024.jpg" alt="" width="241" height="1024" /></a>quasi identico su entrambe le piattaforme, con qualche differenza nei giochi, leggermente più costosi sul Marketplace. Lo store Android offre però più applicazioni gratuite, con più della metà della applicazioni gratis, mentre l&#8217;AppStore si assesta a un 25% circa.</p>
<p>Facendo due calcoli, significa che nell&#8217;AppStore ci sono circa 55mila applicazioni gratuite, mentre nel Marketplace un po&#8217; di meno, circa 42mila.</p>
<p>Da questi dati, notiamo quindi che il costo stesso delle applicazioni e la quantità di applicazioni gratuite non può essere considerato come un fattore decisionale d&#8217;acquisto. L&#8217;AppStore rimane in vantaggio quando consideriamo il numero totale. La diffusione di Android sarà anche per gli sviluppatori un motivo in più per non preferire una piattaforma rispetto all&#8217;altra, e sarà quindi questione di poco tempo per pareggiare la situazione. Molto presto, le applicazioni più di successo e la loro disponibilità sarà identica per entrambe le piattaforme. Attualmente c&#8217;è ancora un leggere vantaggio per Apple, ma durerà poco.</p>
<p>Parliamo ora del costo d&#8217;ingresso per usufruire di tali vantaggi. Se i due store sono equivalenti (o lo saranno presto), significa che quello che ho considerato fino ad ora un fattore d&#8217;acquisto non è più tale? Non credo sia così, specialmente se consideriamo che l&#8217;AppStore costa fino a 300 euro in più del Marketplace. Uno Smartphone Android può essere acquistato a circa 300 euro, questo è il prezzo di partenza per alcuni modelli, come il Liquid. E sto parlando di modelli con caratteristiche tali da far apprezzare senza problemi la maggior parte della applicazioni.</p>
<p>Un iPhone costa almeno 650 euro, ecco quindi che il vantaggio delineato nella prima disamina si annulla, e se le applicazioni solo il fattore decisionale, Android si mette al primo posto. Chiaramente tutto questo discorso si annulla nel momento stesso in cui volete spendere ugualmente 600 euro per uno Smartphone, o abbinarlo a un piano tariffario che annulla la spesa del terminale.</p>
<p>A questo punto, quali sono i fattori distintivi tra i due servizi che potrebbero cambiare il verdetto? Se gli sviluppatori di terze parti seguiranno entrambi i mercati come stanno facendo, presto lo shop dei produttori diventerà un punto d&#8217;acquisto più succoso per i Googlefonini. Rimane da vedere cosa farà Microsoft e la sua nuova versione di Windows Mobile; l&#8217;azienda si sta già muovendo in questa direzione per rimpolpare lo shop online, e dovrà accelerare il ritmo, perché potrebbe fare la differenza tra successo o fallimento.</p>
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		<title>iPhone, Android, Windows, è tutta questione di App</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 07:39:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Ferrario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanta importanza ha lo shop delle applicazioni nella scelta dello Smartphone? Meglio l'AppStore o il Marketplace? Per alcuni potrebbe fare molta differenza, e per voi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/androidlogo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-732" title="androidlogo" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/androidlogo.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Meglio l&#8217;iPhone, no meglio Android, vedrete che Windows 7 spaccherà. Quando si parla di telefonia, non c&#8217;è arbitro che riesca a mettere un po&#8217; di ordine. Per partito preso, ognuno dice la sua e difende a spada tratta le sue idee, senza nemmeno pensare di metterle in discussione. Se in questa formula iniettiamo un po&#8217; di sano fanatismo e qualche istigatore, ecco che ogni discussione degenera in un&#8217;accozzaglia di ingiurie.<span id="more-730"></span></p>
<p>Nei giorni passati ho scritto diversi pezzi riguardanti l&#8217;iPhone, semplicemente perché lo sto provando dal giorno della presentazionee voglio dare un sano contributo per fare luce su pregi e difetti. L&#8217;ho specificato più volte, ho diviso i commenti soggettivi da quelli oggettivi, ma a poco è servito. Non importa lo scopo della discernita, basta pronunciare la parola sbagliata (Apple o iPhone nei giorni scorsi) che si viene subito bollati come di parte, addirittura come dei prezzolati.</p>
<p>Sarebbe come vedere un passante con le mani giunte e pensare che si tratti di un prete. Si, forse suona un po&#8217; ridicola, ma è così che funziona. L&#8217;unica scelta giusta da fare in questo caso è fregarsene di chi, per un motivo o per l&#8217;altro, per superficialità o fanatismo, segue questa linea di condotta. Continuerò a scrivere di Apple ogni volta che ci sarà l&#8217;occasione, continuerò a sorridere di alcuni commenti, e continuerò a mettermi a disposizione per un sano confronto. Vi prego di non biasimarmi se mi defilerò dalla scena quando qualche provocatore, forse corrotto, indignato o geloso, cercherà il modo per mettere a segno attacchi gratuiti, adducendo insignificanti motivazioni, che siano concettuali o di forma. D&#8217;altronde in molti casi non è una scelta, e non citare l&#8217;una o l&#8217;altra azienda, comprometterebbe la qualità dell&#8217;informazione.<a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/images.jpg"><img class="size-full wp-image-734 alignright" title="images" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/images.jpg" alt="" width="329" height="153" /></a></p>
<p>Scusate questa piccola divagazione, ma era qualche giorno che mi balenava per la testa (forse dovrei scrivere qualche anno…). Ritorno subito in carreggiata per dare seguito a quanto volevo suggerire con il titolo, cioè <strong>l&#8217;importanza delle App</strong>, anche se credo che il discorso appena fatto in qualche modo centri.</p>
<p>Quanto ha importanza lo shop di Apple, o il Marketplace di Google? Ci si trova molto spesso a mettere a confronto l&#8217;hardware dei telefoni, lo schermo, la velocità del processore, la qualità della fotocamera. Fino a qualche anno fa, prima dell&#8217;AppStore, non c&#8217;era qualcosa che gli somigliava. All&#8217;epoca dei palmari, Palm e Windows Mobile, c&#8217;erano tanti siti con tante applicazioni; si scaricavano e si caricavano nella memoria del terminale. Non era semplice, dovevi essere bravo, sapere come cercarle, scaricare la versione giusta, collegare il terminale e copiare i file nella giusta posizione, e poi installare il programma. Insomma, era un approccio ben lontano dalla portata di molti. Lo stesso discorso valeva per i terminali Symbian, che hanno fatto il loro boom negli stessi anni.</p>
<p>Detto questo, a volte viene forse data poca importanza a quello che per molti è un punto fondamentale. Un punto fondamentale non solo per la facilità che ormai si è raggiunta;<strong> per scaricare un&#8217;App ora bastano pochi click</strong>. Non servono conoscenze specifiche. La facilità è abbinata all&#8217;essenzialità di applicazioni aggiuntive. Seppur esistono ancora molti clienti che acquistano un iPhone per usarlo come un normale telefono, il buon senso vorrebbe che chi compra uno Smartphone lo usi in maniera &#8220;Smart&#8221;, altrimenti basta il Nokia da 30 euro, come si legge spesso in alcuni commenti.</p>
<p><a href="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/images-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-733" title="images (1)" src="http://tomsblog.it/andreaferrario/files/images-1.jpg" alt="" width="271" height="186" /></a>Ora, per arrivare al succo della questione, mi tocca estremizzare un po&#8217; il concetto: tra un iPhone, un Android, un BlackBerry (perché no, BB si sta avvicinando al pubblico consumer) e un terminale Windows Phone, che <strong>percentuale d&#8217;importanza ha lo shop nella decisione d&#8217;acquisto</strong>? Se tutti i modelli da una certa fascia in poi sono sufficientemente potenti (e lo sono), hanno uno schermo sufficientemente bello (e lo è), hanno il WiFi, il Bluetooth, il GPS (e ci sono), insomma, tecnicamente raggiungono tutti la sufficienza piena, cosa rimane come fattore decisivo d&#8217;acquisto se non il supporto dello shop?</p>
<p>Si arriva quindi a una valutazione finale che Apple, con più di 200mila applicazioni, sorpassa di gran lunga tutti i concorrenti. Anche Android non riesce a tenerli testa, ben distanziato con circa 80mila App. Non parliamo degli altri OS, non si vedono nemmeno. Con questo discorso ho voluto semplicemente vedere la questione da un altro punto di vista, forse spesso sottovalutato. Si parla tanto di &#8220;tecnologia&#8221;, meno del suo uso. C&#8217;è chi potrebbe scegliere iPhone solo perché l&#8217;AppStore è quello che può offrirgli di più e nel modo più semplice. Però non è finita qui, ultimare l&#8217;analisi senza considerare alcuni argomenti aggiuntivi strettamente correlati sarebbe sbagliato. Mi sto riferendo al prezzo e alla gratuità o meno delle applicazioni. Ci ritornerò in una seconda parte.</p>
<p>Nel frattempo, quanto ha importanza per voi il supporto dello Shop? Quanto sareste disposti a spendere in più per un terminale come l&#8217;iPhone, per poter accedere all&#8217;App Store (un terminale Android costa anche la metà)? Come considerate l&#8217;AppStore rispetto al Marketplace?</p>
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