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La guerra dei cent’anni è online.

Ecco, i dati di servizio di 250.000 soldati saranno messi online, così tutti sapranno chi ha ammazzato chi, quando si sono arruolati, quali paesi hanno razziato e quanti figli illegittimi hanno si sono lasciati alle spalle.

Forse a loro non fregherà molto della privacy, visto che sono veterani della guerra dei cent’anni, e si sa che nel 14esimo e nel 15esimo secolo “non si guardava in faccia nessuno”.

Le cose non sono molto diverse da oggi, a ben guardare: si arruolavano dodicenni, e l’unico imperativo era fare più morti dell’altro, e più a lungo sopravvivevi più battaglie combattevi, come quello che è andato avanti per 43 anni.

Ecco la cosa divertente: la Gran Bretagna ha un registro preciso di una guerra vecchia di secoli perché erano ossessionati, già allora, dall’idea di spendere bene i soldi pubblici. Sì, proprio loro, quelli che fanno dimettere un ministro se spende 50 euro pubblici per una cena.

Noi, invece, se riusciremo a digitalizzare, nel 2020, i dati prodotti nel 2010, potremo ritenerci belli contenti, sì sì.

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