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Ecco perché dovremmo avere paura del Kindle, di Apple, di Google e di tutti

Recenteme Amazon ha cancellato dei libri dai lettori elettronici dei suoi clienti. L’ha fatto in remoto, senza avvisare, e ha restituito i soldi pagati. Una censura elettronica dovuta a vincoli contrattuali mal progettati, che ha paradossalmente colpito i libri di George Orwell, in particolare 1984.

E allora tutti si sono buttati su una non notizia, a strillare “che scandalo”, si censura 1984. Come se la cosa avesse anche un minimo senso o valore culturale. Poi Jeff Bezos ha chiesto scusa, facendo un’ottima figura, però ha avuto meno risonanza del fattaccio.

Non notizie una dietro all’altra, eppure qualcosa c’è. Una notizia nascosta, di cui però si è accorto Farhad Manjoo, in un articolo che ha destato l’attenzione della EFF, una fondazione che stimo, salvo quando fa sparate degne di un comico d’avanspettacolo.

Il fatto è che i libri digitali, come ha dimostrato Amazon, si possono far sparire in quattro e quattr’otto, senza morti né feriti.

In effetti, i clienti Amazon che hanno un Kindle lo hanno visto succedere più di una volta, prima che toccasse a Orwell, e se non fosse successo a 1984 non ce ne saremmo mai accorti.

E allora eccolo qui, il moderno Farenhait 421: quando, e prima o poi capiterà, saremo tutti collegati, e la carta sarà finalmente scomparsa, se un libro, un articolo, qualsiasi cosa, darà fastidio, basterà un click, e addio problema.

Anzi, si potrebbero anche eliminare singoli passaggi, paragrafi non conformi, o persino modificare una parola qua e là, tanto per assicurarsi che nessuno riceva lo stimolo sbagliato, nemmeno quei pochi che si ostineranno a leggere, ogni tanto.

Nemmeno Orwell poteva immaginare una cosa tanto diabolica.

Come se non bastasse, Manjoo ricorda che non è solo Amazon: se comprate qualcosa, è probabile che non sia davvero vostro, ma di Microsoft, Apple, Google o qualche altra azienda, che continua a riservarsi il diritto, e la possibilità tecnica, di fare quello che le pare con il vostro prodotto, che sia un software, come Windows, o un oggetto, come l’iPhone.

Chi assicura che queste aziende agiscano sempre in funzione del loro interesse economico, e non di un’ideologia politica, magari perché pressate da un governo? Provate a immaginare Amazon che mette il Kindle sui mercati di Cina, Iran, Egitto, Cuba o simili. Io dubito che si troverebbero gli stessi libri che si trovano altrove.

I governi, nella società dell’informazione, hanno un potere nuovo e smisurato, contro il quale non abbiamo modo di difenderci, almeno non ancora.

In passato la censura aveva maglie larghe: che si trattasse di libri, teatro, volantini o qualsiasi altra cosa, c’era sempre qualche copia che la scampava. Con la digitalizzazione, invece, non c’è scampo. Si preme “delete” e addio idee. Sorridete.

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