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Murdoch, can che abbaia non morde

Ci siamo quasi. Se nessuno fa cambiare idea a Rupert Murdoch, entro un anno e mezzo, due al massimo, tutte le notizie pubblicate in rete da testate di sua proprietà saranno a pagamento.

Il padrone di Sky ha detto “se avremo successo il resto dei media ci seguirà”. Probabilmente è vero, ma quel se è il prologo a un colossale passo falso, per quanto anche in Italia si stia preparando il terreno.

Che cosa potrebbe accadere? Le strade possibili sono due, la sottoscrizione annuale e i micro pagamenti. In entrambi i casi fare da apripista significa caricarsi addosso un handicap, che ti azzoppa, accanto ai concorrenti che restano gratuiti.

Nel primo caso la variabile più importate è il prezzo. Come convincere un lettore a pagare 50, 100 euro l’anno(ma ce ne vogliono 340 per l’offerta più completa del WSJ), per leggere notizie che altrove sono gratuite? Un bel problema. Murdoch spera che tutti seguano proprio per evitare di dover affrontare una concorrenza inaffrontabile.

Il secondo caso è più complicato, ma potenzialmente più efficace. Posso, come lettore, decidere di pagare 50 centesimi per leggere un articolo che mi’interessa, a certe condizioni. Deve venire da una fonte che già stimo molto, e devo essere certo che non sarà una delusione. Se pago e trovo le stesse informazioni disponibili su un altro sito, probabilmente sarà l’ultima volta che vedono me e la mia carta di credito.

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Potrebbero anche offrirmi l’abbonamento ad una certa rubrica, o solo alla sezione di politica estera, o quella sportiva, ma la sostanza non cambia. Dovranno sempre assicurarsi che io sia soddisfatto, per convincermi a pagare qualcosa che altri offrono gratuitamente.

In editoria, però, ci sono alchimie che nessuno può svelare. Murdoch può investire quanto vuole, consultare chi gli pare, non potrà mai, in nessun modo, assicurarsi la soddisfazione dei suoi clienti, e quindi la loro fedeltà e quella del loro portafogli.

E qui entra in gioco la protezione dei contenuti, quei famosi “DRM” delle notizie di cui parlavo qualche giorno fa. Se pubblico qualcosa di originale, e riesco a evitare che me lo copincollino, il lettore avrà una ragione in più per venire sul mio sito, e pagare per leggere quello che ho scritto. Ma tecnologicamente non si può fare, quindi resta utopia, nonché ipocrisia.

L’originalità nelle notizie non esiste, i fatti sono fatti. Quello che fa la differenza, nel giornalismo, sono proprio le analisi e le opinioni, che per qualche oscura ragione tanti lettori di Tom’s Hardware vedono come fumo negli occhi. Roba difficile da copiare, soprattutto se poi devi discuterne nei commenti. Ah, certo, i grandi giornali non hanno i commenti, o fanno finta. Io sto aspettando da mesi che pubblichino i miei, sui blog del Corriere. Ma i lettori cambieranno tutto, che piaccia o no.

Per un’opinione difficilmente si può chiedere denaro. In rete siamo tutti uguali, c’è democrazia vera, nessun vale più del suo vicino, fino a che non si dimostra il contrario. E i commenti ci sono apposta per mettere alla prova chi pubblica online.

Mi chiedo se Murdoch abbia considerato questi fatti, prima di dire “pagate tutto”. Si potrebbe andare avanti a lungo, ma resta il fatto che se NewsCorp comincerà a chiedere quattrini, si troverà con pochissimi lettori, che non arriveranno mai a sostituire le mancate entrate pubblicitarie, che pure sono in calo.

Come salvarsi, allora? In mancanza di sfera di cristallo, meglio far lavorare la fantasia, proporre agli internauti servizi aggiuntivi, quelli sì a pagamento, vendita di prodotti legati al sito informativo, consulenze. Qualsiasi cosa, ma non l’asse portante, vale a dire le informazioni.

Quello che davvero davvero da fastidio fastidio, però, è molto semplice: tutto questo casino, questa bagarre, questo urlare come scimmie da una parte all’altra, solo perché vogliono avere margini altissimi che non meritano, e vivere al di sopra delle loro possibilità. Tutti noi abbiamo imparato dalla crisi un concetto semplice: evita di fare il passo più lungo della gamba. Quindi possono farlo anche gli editori. Accontentavi di un paio d’appartamenti e qualche auto, non valete più di quello.

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