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Godetevi Facebook, in Cina è oscurato

“Dai, aggiungimi a Facebook”. Lo dico a tutti coloro con cui entro in contatto, con la massima naturalezza. Il social network che per molti si converte in perdita di tempo, terra di conquista sessuale o sfogo del proprio ego represso, a me serve principalmente per dare un volto alle persone.
Data la globalizzazione del mio strano mestiere infatti, spesso mi capita di avere contatti di lavoro con gente che abita in paesi remoti che forse non incontrerò mai. Grazie a Facebook anche quest’ultima barriera geografica cade e finalmente so che facce hanno i miei interlocutori.

Oggi chattavo con una ragazza cinese che lavora per un’azienda d’informatica nell’area ier industrializzata di Shenzen. Come sempre faccio, le ho chiesto di aggiungermi a Facebook. Senza malizia o secondi intenti, semplicemente perché oggi per me è naturale come scambiarsi il numero di telefono. Lei mi risponde che non può, sia da lavoro che da casa non riesce ad aprire il sito. Ha anche aggiunto che da diversi giorni sia che i suoi non riescono più ad aprire le pagine del popolare sito.

Impossibile accedere a questa pagina. Almeno, credo che ci sia scritto così.
Impossibile accedere a questa pagina. Almeno, credo che ci sia scritto così.

Non ho trovato in rete notizie a riguardo di un oscuramento totale di Facebook da parte del governo cinese, ma certamente a forza di chiudere qua e là chi governa il web cinese a volte censura senza nemmeno accorgersene centinaia di siti in intere regioni.
La libertà è ben altra cosa…

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