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Clima e Internet a braccetto, diamoci una svegliata

Venti anni fa eravamo in un’altra era. Oggi siamo in un’epoca dove la mobilità del cittadino è frutto di un vecchio modo di pensare. Internet non è perfetta, ma può permettere una mobilità quasi a zero a parecchie persone, almeno nel corso della settimana.

Il mio lavoro, ad esempio, è basato tutto su Internet. Potrei lavorare da casa. Invece, come succede in diverse redazioni, ci troviamo tutti in un luogo per "comodità", "clima redazionale", etc. Un vecchio modo di pensare, come dicevo. E faccio 60 chilometri al giorno, arrivando a circa 14 mila chilometri in un anno! Da pazzi!

internet

Google, il cuore del web di oggi, ci mette a disposizione strumenti completi: aggregatori di news, Docs, tra poco Wave (lo strumento definitivo?) e sistemi con colloquiare tra noi. Volendo, possiamo stare a casa 365 giorni su 365. Il motore di ricerca, inoltre, ci serve i siti dei servizi principali: da quelli dei supermercati, dove scegliere addirittura la spesa e farcela mandare a casa, a quelli dove informarci sull’apertura o meno di ente o di un negozio.

Quello che voglio dire è che abbiamo i mezzi per fare qualcosa contro il cambiamento climatico e, per nostro poco spirito d’iniziativa, non stiamo facendo nulla. E intanto i ghiacci si sciolgono (o quantomeno, questa sembra la corrente che più si fa sentire. Non sono uno scienziato).

Vi sembrerà una stupidata, ma pensate a quante persone possono stare a casa. Quante macchine ferme e quanto inquinamento in meno.

ghiacci

Purtroppo, stiamo usando le tecnologie principalmente per cazzeggiare. Oppure, osservando gli enti pubblici, ci rifiutiamo di applicare la tecnologia al servizio dei cittadini. Basterebbe poco (gli sviluppatori bravi non mancano, i soldi a uno stato pure, ma nascono cose strane come il primo Italia.it).

Munirci di un numero sempre più alto di tecnologie, non ci sta portando a nulla. Allora che fare? Fermiamoci. Lo dico come provocazione. Impariamo a usare le tecnologie attuali e poi torniamo a innovare. Certo, vado contro la mia professione, ma viene prima il futuro della razza umana e di tutto il Pianeta. Per una volta, evitiamo di fare gli indifferenti.

A parte la provocazione, davvero inattuabile, il mio consiglio a tutti è quello di sfruttare la Rete per quanto possibile, seguire le novità tecnologiche – non sto facendo uno spot al sito per cui lavoro 😀 – e puntare decisamente su due cose importanti: usare meno la macchina e cercare di consumare meno energia, cercando di realizzare computer più efficienti, spegnendoli quando non è necessario averli in funzione e così con tutti gli elettrodomestici, staccando la spina e dicendo addio alla comoda, ma tanto sintomo della pigrizia umana, lucina dello standby.

Se inizio a farlo io, se inizia a farlo uno di voi, tutti insieme, forse, riusciremo a fare qualcosa di grande. In barba a decisioni dei potenti che mai arrivano. Speriamo bene.

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