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Tablet Apple, il successo passa dal prezzo. O no?

Matt Asay, su CNET, ha buttato giù due interessanti righe su Apple, dipingendo un’azienda in grado di creare nuovi mercati, ma non sempre capace di mantenerne la leadership a causa dei prezzi.

Per questo motivo, l’ormai attesissimo tablet – di cui non è mai fregato a nessuno prima che si sapesse che lo avrebbe fatto Apple – potrebbe essere un vantaggio per tutte le altre aziende.

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A sostegno del fatto che il successo si crea con prezzi popolari, Asay cita due esempi: iPhone e iPod. Il primo, grazie agli abbonamenti con gli operatori, costa sempre meno e si è così diffuso a macchia d’olio. Il secondo, al lancio, aveva un prezzo più alto degli altri concorrenti, ma comunque a portata di tasca dell’utente medio.

Se il tablet avrà un prezzo di 1000 dollari, Dell e altri produttori potrebbero cogliere il forte volano pubblicitario – creato dai quei fenomeni dei markettari di Apple – per fare soldi al posto della casa di Cupertino. Secondo Asay il tablet di Apple, per diventare un fenomeno mondiale come l’iPhone, dovrà costare non più di 500 dollari. Ce la faranno i nostri eroi a non fare prezzi da suicidio? Vedremo.

Personalmente la teoria di Asay può avere un senso. Regge. Gli esempi sono concreti.

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L’unica cosa che mi domando è se ora che Apple è a tutti gli effetti un brand di primo piano (prima di iPhone, tutti avevano l’iPod, ma non credo che in molti sapessero chi fosse Apple), proprio questa posizione non riesca a mitigare l’effetto prezzo, facendo salire in cattedra l’effetto “moda”. Avere Apple, oggi, vuol dire essere “avanti”. In che cosa non si sa, ma è così. Insomma, quello che voglio dire è che non bisogna sottovalutare l’effetto “pecoroni” all’acquisto.

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Tra una settimana, così sembra, ne sapremo di più sul tablet. Allora potremo fare una più previsione più precisa.

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