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Internet è spacciata, il male non si può fermare

cyberDa quando Internet è diventata parte integrante della vita di tutti, si sono sviluppati una serie di fenomeni che tengono ormai occupati cittadini, governi e istituzioni varie, con il garante della privacy sempre in prima linea e la libertà della rete minata su più fronti.

Il discorso è complicato, ma allo stesso tempo abbastanza semplice. Iniziamo con la pirateria. È sbagliata, punto, perché è l’equivalente di rubare. Ma tutti (o quasi) scaricano film e canzoni, all’acqua di rose. Perché? Perché è semplice, perché bastano pochi click, e perché lo fanno tutti, quindi non è percepito così profondamente come un reato.

Poi arriva la pornografia. A casa sua, ognuno fa quello che vuole, e qui non ci metto becco. Perversione o puro intrattenimento, liberi di vivere la propria vita, ma come la mettiamo con bambini e ragazzini che hanno liberamente accesso a materiale che, forse, non dovrebbero avere a portata di mouse? Non sto nemmeno parlando di materiale scaricabile tramite file-sharing o sistemi per entrare in siti a pagamento. Basta una ricerca su Google e migliaia di immagini e video porno sono già belli e pronti per essere “consumati”.cyberbully

Poi l’uso indiscriminato dei social network, chat e annessi, che in alcuni casi sono un ostacolo alla crescita, e in altri una spinta troppo eccessiva. Si pensi al cyber bullismo, ragazzini che si trasformano ed osano nascosti da uno schermo, senza nessuno che gli rimette in riga con un bel ceffone. O ragazzine, plagiate e spinte a crescere più in fretta di quello che la natura vorrebbe.

Internet è una fonte di sapere, un utile strumento di lavoro, una discarica infinita in cui affogarsi durante il tempo libero, ma è anche un mondo virtuale che, se non stai attento, ti inghiotte, ti mastica per bene, e ti restituisce al mondo reale cambiato. Perché nella rete, come in un mondo virtuale, non ci si può fare male e basta spegnere il computer per tornare alla realtà. Ma il dito che ha cliccato sull’icona del browser, specialmente se molto giovane, rischia di non essere più lo stesso che clicca sulla crocetta di chiusura dopo la navigazione.

internet pericoliAllora intervengono i governi e le istituzioni, che vogliono fermare questi pericolosi fenomeni di deriva, ma quanto realmente sono in grado di fare? Non c’è soluzione, ma solo palliativi. O vogliamo fare la fine della Cina, con un paio di leggi ad hoc? Effettivamente basterebbero un paio di decreti, la ricostituzione della pena capitale, l’applicazione della stessa e addio privacy, addio libertà, addio Internet.

No, forse non è la soluzione più adatta, meglio un po’ di sana educazione per i giovani, alla vecchia maniera, e meglio un po’ di buon senso da chi produce i contenuti per contrastare la pirateria. E così via, per tutto il resto.

Avete appena letto quello che tutti pensate. Cosa succederà domani? Nulla. Tutto peggiorerà, sempre più, fino all’autodistruzione.

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