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Google si traveste da Apple, Stallman rimarrà per sempre un vecchio idealista

Leggevo oggi che Google ha interrotto la vendita online del suo primo smartphone, il Nexus One. Il modello distributivo senza piani tariffari ha portato al fallimento di una proposta più che valida. Perchè? I motivi potrebbero essere molteplici, ma siccome mi piace fare anche dei collegamenti contorti, cerco di prendere la strada più complicata.

Il Nexus One, nei piani di Google, doveva essere l’anti-iPhone per eccellenza, in grado di abbattere quelle barriere che ha il prodotto di Apple – e talvolta sono fastidiose. Pensiamo al modello distributivo: Apple si lega, spesso in esclusiva, a un operatore e i piani tariffari a volte lasciano a desiderare. In Italia abbiamo 3, Vodafone e TIM, ma all’inizio c’erano solo TIM e Vodafone e non vivevamo esattamente in un mercato concorrenziale. Comunque sia, il prodotto di Cupertino si è da subito proposto in un pacchetto completo, che prendi o lasci: in molti prendono. Inoltre, lo smartphone gode non solo della pubblicità fatta da Apple stessa, ma anche di quella degli operatori.

Il Nexus One, invece, è venduto solo online, quindi la tariffa devi scegliertela tu. Alcuni di voi diranno che è meglio. Sbagliato. Il 98% delle persone non vuole perdere tempo a cercare tra tante tariffe, vuole tutto e subito. Qualcuno direbbe che la maggioranza dei consumatori è un capra. Sì, è una capra. E già qui c’è il primo problema. Pensiamo poi che Google non ha mai fatto pubblicità sui mezzi di maggiore impatto (la TV) e si capisce come un prodotto valido finisca nell’anonimato più totale. Il tutto per cosa? Per non omologarsi. E qui prendo la strada accidentata.

Questa non omologazione mi ha portato ad accomunare le parole folli di quel barbone di Stallman (leggi qui: Stallman: Apple è l’impero del Male, iPad la sua arma) alla scelta differente di Google. A Mountain View sono ancora più sudboli: cercano di fare i puliti puntando sull’open source, ma sono tra i più avidi di questo mondo (il primato ad Apple non glielo toglie nessuno). Che cosa unisce Stallman e Google? Il fallimento: fare scelte da estremisti dell’open non paga e non pagherà mai. Il fallimento è assicurato. Google se n’è accorta, tardi. Quando se ne accorge Mister Barba Papà? Contro le vie tradizionali di sponsorizzazione c’è poco da fare, non si fanno soldi facendo estremismo anche nel canale distributivo. E sono il primo a dire PURTROPPO!.

Insomma, qualche fan dell’open mi scannerà, ma i dati parlano chiaro: se non ti proponi sul mercato già preconfezionato e pronto all’uso a prova d’imbecille, sei destinato a fallire. E andrà sempre peggio. Amen.

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