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Apple è grande anche grazie a chi la odia

Nel giugno scorso scrissi un post, intitolato “Religione Apple“, in cui mi divertì a prendere di mira chi pone l’azienda di Cupertino su un piedistallo. E non per colpa di Steve Jobs o altri, ma a causa di una propria decisione. Con il passare dei mesi ho notato una cosa: non solo c’è chi continua a fare una campagna pubblicitaria spietata a un’azienda che vende prodotto (vende, ci siamo capiti?), spesso a caro prezzo, ma anche chi è “dall’altra parte”. Apple divide, ma spesso è proprio chi sbraita sul fatto che fa dei prodotti cari, tecnologicamente arretrati o quant’altro sul Web a, indirettamente, instaurare la curiosità in molte persone che magari ai suoi prodotti neanche ci pensava perché magari troppo cari. Invece, tutto questo parlare di Apple “attira”. Mi fa ridere chi dice: “ne parliamo perché voi scrivete notizie“. Gran “cazzata”, passatemi il termine. Troppo facile dire così. Innanzitutto, nessun sito web del mondo obbliga una persona a commentare. Seconda cosa, Apple è dappertutto ormai, impossibile non parlarne. Se non ne parlassimo, faremmo un cattivo servizio. Terzo punto, i siti web — come le TV con l’auditel, non è diversa la questione — vivono anche di letture (piacerebbe campare d’aria, […]

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