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5 dispositivi di puntamento a confronto

Pensiamo alla scelta del mouse come a quella delle componenti di una prima colazione: se è ben pensata, tutto ciò che segue nella giornata gode di una prospettiva di riuscita migliore. È dunque fondamentale scegliere con accortezza l”arma’ da imbracciare. In un’analisi saliente, i pro e contro di 5 dispositivi di puntamento ritenuti a tutt’oggi i più impiegati dai grafici.

Mouse standard

Diciamocelo, la bravura resta nell’occhio e nella mano. Un mouse può rendere l’esperienza più confortevole, aprendo tutt’al più a nuove possibilità (come nel caso di un valore DPI maggiore o di una ergonomia che doni più controllo sui movimenti complessi) e valorizzare l’intuizione del grafico, proiettandolo al gesto successivo (consentito, ad esempio, dalla presenza di tasti scorciatoia integrati). Dunque, perché privarsene e intignarsi con il mouse del supermercato – in ogni caso fido alleato in situazioni d’emergenza?

Razer Orochi

La Razer è nota per realizzare prodotti di lusso nel segmento: i suoi mouse sono superaccessoriati e nondimeno piuttosto impegnativi nel costo. In particolare, sotto quest’ultima voce si allinea solitamente al prezzo di un mouse touch. L’Orochi presenta tuttavia le peculiarità Razer: personalizzabilità (7 tasti programmabili e la possibilità di mappare diversi profili), risoluzione del sensore (laser a 4000 dpi con filo, che scendono a 2000 senza filo) ed ergonomia da guanto (superficie gommata e forma ambidestra), per le quali non è un caso che i videogiocatori facciano faville. A questo, aggiungiamo la connettività intercambiabile Bluetooth / filo e la portatilità dell’Orochi ed esso acquista ancor più interesse.

Logitech M555b

Il pargoletto di mamma Logitech è un mouse sufficientemente preciso, grazie alla tecnologia laser a 1000 dpi. Lo scroll è una piacevole sorpresa, consentendo la scelta tra due modalità, una classica e una continua. In ogni caso, l’appeal principale dell’M555b è sicuramente costituito dalla connettività Bluetooth. Il comfort, poi, è largamente dipendente dalle dimensioni della vostra mano – provare il mouse prima di acquistarlo consentirebbe di risparmiarvi i fatidici crampi dopo ore di lavoro.

Logitech MX Revolution

Chi lo possiede ne loda in particolare l’ergonomia, indicata per coloro che madre natura ha dotato di mani di dimensioni generose, e la comodità di avere una seconda rotella programmabile sul fianco. Nessun problema per la ricettività del segnale wireless, che assieme al tracciamento laser (seppur limitato a ‘soli’ 800 dpi) garantisce una precisione sufficiente. Unico problema? È ormai disponibile solo nel canale dell’usato.

Tavola grafica

“Chi spende poco, spende assai”. Quindi, perché non buttarsi direttamente su una tavoletta grafica? Ad un prezzo mediamente più alto di un mouse, ma allineato alla sottocategoria dei mouse touch, la tavoletta grafica si rivela una scelta consigliata. La penna consente un gesto preciso e naturale – del resto, scriviamo più o meno tutti dalla prima elementare.

In generale, nonostante l’inusuale accoppiamento con lo schermo, la curva di apprendimento di una tavoletta resta lieve. Personalmente, col tempo l’ho preferita al mouse e la impiego nella maggioranza delle situazioni, che si tratti di lavorare in grafica, di smanettare con il codice o semplicemente di navigare. L’accoppiata Wacom Intuos Large e monitor di dimensioni elevate (27″+) è un assoluto piacere.

Qualcuno si sarà stupito di non aver trovato in rassegna l’Apple Magic Mouse. La motivazione è che il design di tale periferica risulta poco idoneo a lavori di precisione e movimento libero come illustrazione e ritocco fotografico. Il recentissimo mouse touch di Logitech (M600), dalla forma più snella ed ergonomica, promette di risolvere l’inconveniente. A quel punto si proporrà in ogni caso il dubbio della fascia di prezzo – a tutt’oggi 60-70€ – la stessa della Wacom Bamboo, tavola grafica di livello base.

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