SIRI in iOS 6 introduce il supporto alla nostra lingua ed è una piccola grande rivoluzione, ma alzi la mano chi non lo trova un po’ inquietante. Eppure è il sogno da sempre dell’uomo: imitare le interazioni umane in forma artificiale.   Immaginate che, in due stanze separate, ci siano un uomo ed una donna. […]" />
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SIRI e il Test di Turing

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SIRI in iOS 6 introduce il supporto alla nostra lingua ed è una piccola grande rivoluzione, ma alzi la mano chi non lo trova un po’ inquietante. Eppure è il sogno da sempre dell’uomo: imitare le interazioni umane in forma artificiale.

 

Immaginate che, in due stanze separate, ci siano un uomo ed una donna. In un’altra stanza c’è l’interrogante. Scopo dell’interrogante è scoprire chi sia la donna. Scopo della donna è di aiutare l’interrogante a riconoscerla. Scopo dell’uomo è quello di ingannare l’interrogante cercando di fargli credere che la donna sia lui. A questo punto ci si chiede cosa accadrebbe se al posto dell’uomo e della  donna ci fosse una macchina. Riuscirebbe, questa, ad ingannare l’interrogante sulla sua natura artificiale? Inizia così il Test di Imitazione, ideato nel 1950 in un articolo dal genio anticonformista Alan Turing per rispondere alla domanda, potenzialmente esiziale, può una macchina pensare?

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Nel test si suppone che le stanze siano collegate fra loro solo con delle telescriventi in modo che la voce e la fisicità non influiscano sul risultato; infatti, scoprire se dall’altra parte c’è un macchina o un essere umano deve basarsi solo sulle risposte scritte che questi fornisce alle domande dell’interrogante. Ecco un estratto delle domande effettuate nel test dall’interrogante e un esempio di risposte:

Interrogante: Per cortesia, recitami un sonetto che tratti di Forth Bridge.

Entità: Non contare su di me, non ne sono mai stato capace

Interrogante: Somma 34957 a 70764.

Entità: (Dopo una pausa di 30 secondi) 105621.

Ora immaginate che quella macchina sia una scatoletta in vetro e alluminio di soli 100 grammi: il vostro piccolo  iPhone con il suo nuovo assistente digitale SIRI e che l’interazione sia vocale.

SIRI non nasce per simulare un essere umano, né vuole convincerci di esserlo. Nasce per assistere l’utente dello smartphone nelle sue operazioni quotidiane, una sorta di succedaneo della tastiera o del touchscreen, ma è indubbio che si crei inevitabilmente una percezione di interazione, se non umana, ma almeno con un essere senziente.

Alcuni esempi presi dal SIRI in lingua inglese? “Invia un messaggio a mia moglie: farò mezzora di ritardo” e il telefono procede. Oppure “quante tazze (servono) per (contenere) 12 once?” e il telefono determina la conversione e risponde mostrando un prospetto dettagliato. Ancora, “ricordami di portare il cane a fare una passeggiata tra mezzora” e il telefono fissa un memo con allarme. “Indicami la strada per il ristorante Dalla Signora” e così si attiva il navigatore passo-passo verso la meta richiesta. Gli esempi si moltiplicano, così come le segnalazioni di risposte bizzarre che l’assistente digitale darebbe a domande ancora più bizzarre, come i clamorosi rifiuti a fronte di dichiarazioni d’amore che si sente ricevere dagli utenti, o citazioni letterarie in risposta a domande sul senso della vita. Non mancano, naturalmente, epici fallimenti nella comprensione delle domande. Ecco l’impressionante spot pubblicitario del prodotto. E’ pur sempre pubblicità, ma in pure effetto wow di Apple:

http://www.youtube.com/watch?v=rNsrl86inpo

È evidente che si tratta pur sempre di un prodotto commerciale di un’azienda privata che insegue giustamente il profitto e non necessariamente un vago desiderio di progresso dell’umanità. Lo fa anche attraverso la scelta di risposte studiate ad hoc per fornire l’effetto wow che aumenti la desiderabilità del prodotto. Pertanto non stupisce che molte delle risposte siano prestabilite per fare scena, ma è indubbia la natura dirompente di questa novità nell’interazione quotidiana con lo smartphone, che poi è spesso il portale di accesso al resto del mondo wired (connesso).

Inoltre, come sempre accade in tecnologia per le novità così accattivanti, la concorrenza non sta a guardare, nemmeno a fronte di barriere brevettuali e querelle legali ed ecco pronto Google Now, la risposta di Google per il suo sistema operativo Android. Manca un po’ del senso dell’umorismo instillato in SIRI dal gruppo autoriale di Apple, ma non di certo l’efficacia e la velocità di elaborazione delle risposte. Eccone lo spot pubblicitario:

http://www.youtube.com/watch?v=yBZrtApZCD8

E, dunque, sono questi assistenti digitali capaci di superare il Test di Turing? La risposta è evidentemente ancora no, ma considerando quante delle nostre nonne non sono ancora in grado di scrivere sms e tanto meno di inviarli su nostra richiesta e quanta gente non è capace di fornire corrette indicazioni stradali, vien da chiedersi quanti di noi supererebbero davvero il test di Turing. Non è forse questo che inquieta di più?

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