È facile chiamare "gioco dell'anno" il titolo meglio riuscito e curato, ma quando c'è più di un gioco meritevole? Se invece nessuno dei giochi pubblicati si distingue dagli altri per un vero motivo? A questo punto è davvero così importante avere un gioco dell'anno?" />
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The Walking Dead, Dishonored, Journey: qual’è il vero “gioco dell’anno”?

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Il titolo di “gioco dell’anno” è un fregio che spesso e volentieri, sopratutto negli ultimi anni, fa discutere e non poco l’intera comunità videoludica. Vuoi per un motivo o per l’altro, positivo o negativo che sia, il gioco dell’anno fa sempre parlare di se anche perché,  non c’è nemmeno il bisogno di dirlo, se un titolo viene considerato il migliore dell’anno un motivo ci sarà.
Per questa prima opinione di Matt’s Games per il Blog di Tom’s Hardware ci sembrava più che doveroso iniziare dal tema che ha chiuso il 2012 appena abbandonato.

dishonoredPer il secondo anno consecutivo il nostro sito web, con la comunità online di I Love Videogames, lascia questo pesante incarico quasi del tutto nelle mani dell’utente, del giocatore, per il semplice motivo che è lui a decidere cosa merita d’esser giocato o meno (ed è lui che compra, ma non ditelo ai più romantici). Così nella seconda edizione de I Migliori Giochi dell’Anno — intuitivo nome che diamo alla settimana di premiazione — la comunità di giocatori ha scelto come MGA, Miglior Gioco dell’Anno appunto, un certo Dishonored di Arkane Studios e Bethesda. Questo mentre il resto della critica internazionale, che assegna il titolo nelle metodologie più disparate e più o meno a suffragio universale, ha innalzato al massimo gradino del podio questo o quell’altro titolo: ad esempio, la giuria dei Video Game Awards di Spike TV — evento più mediatico non esiste — ha preferito The Walking Dead di Talltale Games mentre GameSpot ha invece premiato Journey di thatgamecompany, quando molte altre testate o organizzazioni hanno scelto ancora ben altri giochi.
Insomma, se si ascoltano tutte le campane difficilmente riecheggia un singolo e simile nome da più parti, cosa che lascia la domanda: “Ma, quindi, qual’è il miglior gioco del 2012?”.

Era da un bel pezzo che non succedeva una cosa simile. Negli anni più recenti bene o male un gioco si è sempre distinto tra la massa, quasi a costringere i più a pensare che quello fosse indiscutibilmente il gioco dell’anno. A questo giro di boa invece, come potete facilmente notare già solo dalla nostra discussione a riguardo, ci sono molte persone che disaccordano da questa o quella premiazione.
Il problema qual’è? Che questo 2012 non ci ha consegnato un vero gioco di qualità tale da risultare il prodotto da giocare a tutti i costi? Non proprio.

journeyIndubbiamente nel 2012 sono stati pubblicati molti giochi di qualità (già solo il nostro evento ha contato in nomination ben 84 videogiochi) e forse è proprio questa una parte del problema: sono usciti una valanga di titoli sopra la media, motivo per cui tra le altre cose giochi come Darksiders II o Sleeping Dogs non hanno ricevuto dal pubblico la risposta che meritavano. Ma c’è anche da ammettere che tutti questi titoli sopra la media raramente hanno raggiunto l’eccellenza o che molti “capolavori annunciati” non hanno mantenuto pienamente le aspettative, mentre altri hanno sorpreso i più come ha fatto l’opera tratta dal fumetto di Robert Kirkman.
Possiamo quindi dire in tutta tranquillità che, almeno sul piano dei giochi da avere, il 2012 è stato un anno insolito, un po’ stantio per alcuni ma pregno di piccole nuove perle per altri. È stato, inoltre, un po’ l’anno che ha consacrato l’indie game sopratutto ai livelli più alti, facendo conoscere questo fenomeno anche a chi non sa il vero significato del termine ed infilando nelle collezioni anche dei giocatori più occasionali almeno uno o due giochi di natura indipendente (chi non ha sulla propria PlayStation 3 una copia di Journey o sul proprio PC rimasugli di Slender? n.d.r.), una situazione che ha profondamente modificato il panorama videoludico come lo vivevamo fino a due anni fa. Ma il punto cruciale è che il 2012 ci ha insegnato che il mito del Miglior Gioco è da rivedere sin dalle basi: del resto non è che può uscire un Grand Theft Auto od un The Elder Scrolls ogni anno!
A nostro avviso il concetto di Game of the Year è stato parecchio idealizzato nel corso degli anni, nello sviluppo delle comunità di discussione e nella costante affermazione di eventi popolari come quello proposto dalla televisione statunitense. Una bella fetta di appassionati aspetta il periodo natalizio per sapere qual’è il Gioco dell’Anno, quasi come fosse l’avvento di un messia ad indicare la strada da seguire; nel contempo qualcuno si diverte addirittura a cavalcare l’onda dell’entusiasmo per muovere subdole mosse di marketing, quando non sarebbe invece male che gli stessi promotori di queste iniziative si limitassero semplicemente a riconoscere i meriti dei prodotti e delle menti genitrici più meritevoli…
Assegnare a questo o quel prodotto di titolo di Gioco dell’Anno dovrebbe tornare ad essere prima un vanto per gli sviluppatori e solo dopo uno strumento per incentivare la comunicazione con i consumatori: così come lo sta diventando, serve a ben poco comunicare qual’è stato il miglior gioco di un anno. Di questo passo sta quasi diventando un’ossessione per i critici per emergere sugli altri, non trovate?

Fatto questo sermone, la domanda da un milione di dollari non è ancora stata risolta: qual’è il miglior gioco del 2012? Lasciate perdere le decisioni de I Migliori Giochi dell’Anno  così come quelle dei Video Game Awards; permetteteci invece di consigliarvi una cosa: mai come questa volta, il gioco dell’anno è quello che vi ha fatto più divertire durante questi 365 giorni.
Trovato? Siamo sicuri che avete già scelto il vero, e giusto, Miglior Gioco dell’Anno! Se vi va di farci sapere qual’è avete tutto lo spazio che vi serve qui sotto, noi saremmo ben contenti di condividere con voi quali sono i nostri.

Mattia Bondrano, Direttore Responsabile di Matt’s Games
Filippo Veschi, Nintendo Content Manager di Matt’s Games

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