Un mese e mezzo dopo l'uscita di Wii U è tempo di riflettere sui suoi punti di forza, sulle sue debolezze e sulle prospettive future. Wii U ha tante peculiarità ma riuscirà a farsi scoprire da un pubblico sempre più freddo ed apatico verso le console tradizionali?" />
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Wii U un mese e mezzo dopo: il punto della situazione

WiiU

Wii U, la nuova console casalinga di casa Nintendo, è arrivata sul mercato europeo ormai da un mese e mezzo e, dopo la conclusione della sua prima stagione natalizia, è già possibile fare alcune considerazioni a freddo, sia di carattere generale che — per quanto mi riguarda — personale.
Tralasciando le polemiche della prima ora sulle specifiche tecniche e sull’effettiva potenza della console, argomenti tanto cari ai fanatici delle console war quanto vuoti di significato (basti pensare che, fino ad ora, la piattaforma più venduta di ciascuna generazione è quasi sempre stata quella dalle minori potenzialità grafiche), penso che sia molto più interessante analizzare il modo in cui il grande pubblico ha accolto l’ultima console della grande N.

Nel 2006, nonostante il grande successo di Nintendo DS fosse un netto segnale della correttezza della visione di Nintendo, gran parte dell’industria dei videogiochi e degli stessi appassionati aveva già bollato Nintendo Wii come un fallimento annunciato, un passo falso, l’ultima e fatale bizzarria di una casa che aveva fatto della propria diversità dal resto delle aziende del settore (ricordate la Nintendo Difference, lo slogan dell’epoca GameCube?) il proprio cavallo di battaglia. Le cose, come tutti sanno, andarono diversamente: il concetto rivoluzionario dei motion controls fece rapidamente breccia nell’immaginario comune di tantissime persone, comprese quelle che non avevano mai utilizzato un videogioco prima di allora, ed il debutto di Wii fu uno dei lanci di maggior successo di tutti i tempi, con negozi in sold out per settimane e mesi.
Le cose con Wii U sembrano andare diversamente. Nonostante i toni trionfali dei comunicati di Nintendo of America, il concentrarsi di questi sulle entrate prodotte dalla console anziché sul numero duro e puro di unità vendute lascia intendere che qualcosa non stia andando esattamente come sei anni fa. Allo stesso modo in Giappone, dopo un lancio ed una stagione natalizia più che soddisfacenti, la prima settimana di vendite non festiva ha restituito una durissima immagine dello stato attuale delle cose: appena 20.000 console vendute in una settimana, numeri paragonabili a quelli di hardware vecchi di sei/otto anni ed in declino ormai da un biennio abbondante. Non è un caso che il taglio di prezzo di 3DS, che si rivelò fondamentale per il rilancio del portatile, venne stabilito proprio quando la console toccò la stessa soglia.
Ed in Europa? Il mercato europeo è tradizionalmente il più difficile da tracciare, sia per la sua estrema frammentazione, sia perché GFK Chart-track, il principale gruppo che si occupa di raccogliere i dati di vendita nel vecchio continente, non rilascia al pubblico le sue stime di vendita. In ogni caso, da fattori più aneddotici come il basso livello di passaparola e di interesse da parte del pubblico generalista si può evincere che anche nel terzo grande mercato Wii U non stia certo andando a ruba. Da quanto si può vedere in generale, a fronte di un lancio tutto sommato soddisfacente, forte di un buon numero di fan Nintendo che hanno acquistato la console immediatamente, Wii U non sta riuscendo a generare nel post-lancio quell’interesse e quella frenesia che hanno portato Wii a divenire così popolare anche in quelle fasce di utenza che non avevano mai giocato o che giocavano poco.

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Le motivazioni di questo mezzo flop sembrano essere molteplici, alle quali va aggiunto, almeno in Europa, il persistere della crisi economica, che rende le famiglie meno propense ad investire dai 300 ai 350€ per un bene non di prima necessità come può essere una piattaforma di gioco. Mentre ciò e valido soprattutto in Europa, a livello globale sembrano incidere fattori di tipo concettuale e legati al marketing. A livello concettuale si può dire che a Wii U manca quel carattere veramente rivoluzionario che ebbero sia DS che Wii. Idee come l’utilizzo di due schermi, i motion controls ed il tablet gaming sono tutte state già introdotte da altri dispositivi (DS, Wii, iOS, Android) ed ormai non possono più considerarsi la “novità del momento”. I veri punti di forza della console, ovvero l’integrazione nei servizi online di Miiverse, un vero e proprio social network interno, la possibilità di liberare lo schermo della televisione per altri utilizzi, ripristinando il valore sociale della televisione stessa e del salotto come luogo di aggregazione per la famiglia e, ultimo ma non ultimo, il concetto di multiplayer asimmetrico, che permette a giocatori di competere con controller differenti e modalità di imput differenti, ottenendo esperienze di gioco diversificate ma allo stesso tempo equilibrate, non sono di cosi immediato impatto come concetti quali il controllare un gioco con il tocco od il movimento. A differenza di Wii, DS e delle attuali piattaforme smart e tablet, le vere innovazioni, il vero apporto rivoluzionario di Wii U non sono comprensibili istantaneamente, ma solo dopo aver provato le varie funzioni offerte dalla console. E’ chiaro che da tale situazione l’effetto passaparola ne risulta notevolmente ridimensionato e ciò ha un certo impatto sulle vendite.
Sfortunatamente sotto questo punto di vista c’è poco che Nintendo possa fare per migliorare la situazione. Questa è frutto di come Wii U è stato concepito, ed a prodotto finito è ormai troppo tardi per effettuare qualsiasi cambiamento. Purtroppo, la possibilità che la console “si venda da sola”, come avvenne per DS e Wii, sembra essere sfumata di partenza. Nintendo dovrà sopperire in futuro con un forte ed adeguato marketing, il che ci porta al secondo grande problema di Wii U. Fino ad ora la console è stata oggettivamente pubblicizzata poco e male. Molte persone, ancora, non hanno alcuna idea di cosa sia Wii U o che addirittura sia stata lanciata una nuova console sul mercato. Alcuni pensano che Wii U sia solo il GamePad, un controller-accessorio per Nintendo Wii, altri pensano che sia mero redesign di Wii, quasi tutti sono sorpresi dallo scoprire di cosa si tratta veramente e di quale è il concetto alla base di questa console. I motivi sono molteplici, a partire dall’eccessiva somiglianza della console con il suo predecessore, fino ad arrivare al nome. Nintendo avrebbe forse dovuto rendere maggiormente chiaro che si tratta di una vera e propria nuova console, e non di un nuovo prodotto della linea Wii, linea che tra l’altro, negli ultimi anni ha perso gran parte del proprio appeal, a causa della migrazione di massa dei giocatori casuali verso giochi social e mobile ed anche della scarsità di uscite importanti nel biennio 2011 — 2012. A livello comunicativo non è stato reso sufficientemente chiaro quali siano le potenzialità della console in termini di grafica, di online, di retrocompatibilità e perfino di prospettive future. Forse quello che più rappresenta un freno per l’acquisto è la quasi totale assenza di titoli confermati per il futuro. Colpa delle più recenti politiche aziendali Nintendo, che per evitare il ripetersi di casi in cui titoli particolarmente attesi vengono rinviati più e più volte, con grande delusione dei giocatori, ormai annuncia giochi solo a pochi mesi dall’uscita, quando essi sono sostanzialmente già completi. Ciò ha portato ad una situazione in cui non si ha la più pallida idea di cosa ci sarà nel futuro di Wii U anche solo tra 6 o 7 mesi. Perlomeno stavolta, come eccezione, Nintendo dovrebbe dare qualche rassicurazione sull’arrivo di titoli futuri, visto che iniziano già a farsi largo i primi timori irrazionali di periodi di bonaccia lunghi mesi, forse anni.

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Se Nintendo saprà affrontare adeguatamente queste istanze comunicative (e se i recenti sforzi nel mondo dei social network, come l’apertura di account ufficiali nazionali Twitter e Facebook, sono un’indicazione, forse così sarà) non c’è dubbio che Wii U riuscirà a recuperare questa falsa partenza. Sicuramente non ci troveremo mai di fronte ad un fenomeno di massa come Wii o DS, ma Wii U riuscirà a costruirsi una nicchia ben redditizia, forte delle sue caratteristiche esclusive e dei titoli di Nintendo, come sempre tra i giochi di maggior qualità presenti sul mercato. Il punto interrogativo più grosso è rappresentato dai titoli delle case third party, che arriveranno se e solo se queste si convinceranno dell’esistenza di un mercato per i loro giochi. Nonostante le specifiche tecniche non esaltanti, la parola d’ordine dei motori grafici del domani sembra essere “scalabilità”, ovvero la possibilità di adattarsi a differenti architetture e differenti potenzialità tecniche, e se tali motori verranno resi compatibili con piattaforme come cellulari e tablet, non c’è motivo per cui una casa non decida di portare i suoi giochi anche su Wii U. Il compito di Nintendo è quindi quello di correggere la rotta dal punto di vista pubblicitario, per favorire una più rapida espansione della base installa della console, che a sua volta servirà a convincere le altre case a realizzare titoli per Wii U.

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A parte queste considerazioni, da un punto di vista strettamente personale devo dirmi estremamente soddisfatto della console. Al di là dell’apporto dei titoli Nintendo, di cui sono da sempre estimatore, e di titoli più sperimentali come ZombiU, per i quali nutro un genuino interesse dal punto di vista di design, a colpirmi sono state tante piccole cose che stanno pian piano modificando il mio modo di vivere la passione videoludica. La possibilità di giocare interamente sullo schermo del GamePad mi ha ad esempio permesso di incrementare il numero di ore che posso passare assieme alla mia compagna, liberando la televisione per programmi che segue lei, oppure stando con lei in altre stanze. Inutile dire che a ciò è conseguito un netto miglioramento dei rapporti, ed una migliore armonia familiare, valori a cui con gli anni si da man mano sempre maggior importanza. L’integrazione della comunità di Miiverse nel sistema della console è un altra cosa che mi ha sorpreso e che sta un po’ cambiando le mie abitudini. La comodità di avere in ogni momento alla portata di un tasto una comunità di videogiocatori con cui discutere mentre si gioca è pazzesca. Su Miiverse è possibile conversare a proposito dei giochi, scambiarsi consigli, pareri, opinioni, chiedere aiuto in punti difficili, il tutto in multitasking mentre si gioca. Prima di Miiverse spesso giocavo alle varie console con il PC acceso nell’angolo della stanza, e per fare le stesse operazioni dovevo alzarmi, andare al pc, e frequentare varie comunità, alcune anche di dubbia qualità ed infestate da commenti offensivi e fuorvianti. La comunità di Miiverse è invece educata ed amichevole, e finora è stata fonte di numerosi ed interessanti interscambi con altri giocatori, anche di altre nazioni. Un discorso simile può essere fatto per il browser web, anch’esso utilizzabile in multitasking, che si è rivelato, per la prima volta su console, un browser veramente comodo e piacevole da usare, anche grazie al supporto ad html5 che permette la visualizzazione di video e streaming sulla TV o sul GamePad. Parlando più da videogiocatore, infine, ho trovato estremamente interessante l’applicazione del concetto di multiplayer asimmetrico in giochi come ZombiU. In ZombiU uno dei due giocatori utilizza un controller tradizionale per un gameplay da sparatutto, mentre l’altro utilizza il GamePad come mappa dall’alto con un gameplay del tipo strategico/tower defense. Dalla combinazione di questi stili di gioco estremamente differenti emergono partite incredibilmente avvincenti ed equilibrate per entrambi i concorrenti, e non ho potuto fare a meno di apprezzare il notevole ed evidente sforzo di game design dietro a ciò. Allo stesso modo non ho potuto fare a meno di apprezzare un titolo come Nintendo Land, che attingendo sempre al concetto di multiplayer asimmetrico, mette in scena delle partite in cui dalla combinazione di regole e gameplay semplici nascono via via situazioni sempre più articolate e complesse, rivelando una profondità nascosta inizialmente inimmaginabile.

Ovviamente la mia esperienza non è stata tutta rose e fiori: il sistema operativo della console è innegabilmente lento, gli acquisti digitali sono inspiegabilmente ed in maniera incredibilmente arretrata vincolati alla console e non all’account utente, e sì, la preoccupazione per l’arrivo di futuri titoli è sempre lì, dietro l’angolo… però spero che in futuro sempre più persone riescano a provare approfonditamente la console per scoprirne i suoi veri punti di forza, perché, checche se dica, per me è ormai impossibile pensare ad una nuova generazione che non abbia le innovazioni introdotte da Wii U.

Filippo Veschi, Caporedattore di Matt’s Games

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