Il tempo che ti è assegnato è così breve che se perdi un secondo hai già perduto tutta la vita, perché non dura di più, dura solo quanto il tempo che perdi.  Franz Kafka   Chi ha sempre lavorato per piccole aziende informatiche del mio territorio, aziende spesso con capitalizzazioni simili alle salumerie nel periodo […]" />
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Il Team Building

Bagger's

Il tempo che ti è assegnato è così breve che se perdi un secondo hai già perduto tutta la vita, perché non dura di più, dura solo quanto il tempo che perdi. 

Franz Kafka

 

Chi ha sempre lavorato per piccole aziende informatiche del mio territorio, aziende spesso con capitalizzazioni simili alle salumerie nel periodo estivo, è quasi come se non sentisse l’esigenze di prestare la propria opera in grandi centri commerciali. Nelle salumerie si sta abbastanza bene, tutto sommato; c’è sì un padre-padrone che tratta generalmente i subordinati con paternalistica ma severa indulgenza, ma almeno il tutto è della giusta misura.
Non che da queste parti si abbondi di fulgide startup high tech, né tanto meno di imponenti multinazionali del software. Qui nella Provolon Valley si bada ad altro, ma qualcosa c’è. Almeno fino a quando non ci si trova di fronte ad una clamorosa novità: una Multinazionale che fa reclutamento in massa, non può che creare inconsueto interesse.
Il passo successivo è la partecipazione alla famosa lotterai delle selezioni, in pompa magna tipo casting del Grande Fratello televisivo, con sviluppatori dai più disparati fenotipi che si affollano ai colloqui. Soprattutto se, poi, il montepremi è ricco: numerose risorse da assumere in un team internescional di nuova costituzione. E’ come se la San Daniele Enterprise aprisse il suo mega laboratorio di ricerca del Suino da queste parti: orde di salumieri che si fiondavano per accaparrarsi le position

Capita poi, nel regno della casualità, di andare a genio e, dopo numerosi colloqui tipo test alla Ludwig di Kubrickiana memoria, entrare nel team. Team nuovo di zecca, ma con l’obiettivo di produrre un primo risultato entro un anno, ed ecco che si pone il problema dell’amalgama: dieci persone che non si conoscono, se non a gruppetti, che devono da subito condividere gioie, dolori ed ogni altro tipo di effort professional-emotivo per otto e più ore al giorno, al fine di raggiungere l’obiettivo. Che c’è di meglio se non un innesco artificiale di solidale empatia, tipo team pluriennale ultraconsolidato? Un po’ come i falsari che, per rendere antichi (e quindi autentici) i dipinti falsi, li sottopongono a stressanti trattamenti di invecchiamento artificiale a base di cenere ed aceto.

Ed ecco il Team Building: una sorta di Boot Camp interrelazionale con tanto di giochini di ruolo, ricchi premi e cotillon. Gare di nodi marinareschi, tiri della fune con annesso incidente articolare simil-realistico, rocambolesche ed ilari cadute, ponti da costruire e altri simili silicon valliche mirabilie socio-aziendali atte ad aggregare, ma anche a scovare futuri leader e futuri sociopatici, senza escludere la possibile combo.
La cornice è un’antica villa/resort del Novecento, con tanto di giardino dell’opulenza, al centro della città. Una sorta di oasi zen dove il bravo programmatore può diventare anche il bravo commilitone di altri bravi programmatori.
A chiosa di tutto, ci viene raccontata la parabola del Double Bagger – l’imbustatore seriale delle barriere casse dei supermercati. Dopo una cassa c’è un bagger che mette tutto alla rinfusa nei sacchetti, si lamenta del lavoro mediocre e se qualcuno protesta perché va lento, ribatte: ho solo due mani. Accanto a lui c’è un altro bagger, che usa due sacchetti contemporaneamente, sistema le merci con criterio, va veloce e congeda il cliente con un sorriso. Egli è convinto, infatti, che dipenda anche da lui se il cliente tornerà o meno, e quindi la prosperità dell’azienda e il suo stipendio. Fine metafora che insegna che puoi fare qualsiasi tipo di lavoro, ma se sei entusiasta e grato al fato e se ti metti col giusto piglio (che è al contempo un moto d’animo e fisico), sarai sempre felice e produttivoPer poi scoprire che nulla è come sembra e che forse i parametri di valutazione non sono altri, come ci si aspetta da cotanta mitteleuropea tradizione, è che forse ci sarà l’ennesimo appuntamento con l’ineluttabile ciclo iterativo fatto di entusiasmo-soddisfazione-non c’è male-che noia-è ormai tempo di andare.

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