Dai famigerati saldi di Steam alle offerte incredibili dei negozi inglesi: chi non è felice di acquistare un gioco ad una frazione del suo prezzo ordinario? Eppure a volte le politiche dei vari saldi possono anche rivelarsi dannose, per gli sviluppatori, per i commercianti e per i giocatori stessi" />
Home » Amazon » Davvero gli sconti fanno bene ai videogiocatori?

Davvero gli sconti fanno bene ai videogiocatori?

GamesonDemand

Ad inizio mese si è tenuta una straordinaria vendita in saldo sui Games on Demand di Xbox 360, le versioni scaricabili dei giochi retail per la console verdecrociata di Microsoft. Tantissimi titoli sono stati disponibili a prezzi letteralmente stracciati, come 9,99 € od addirittura 4,99 €. Oltre ad approfittarne ampiamente, portando a casa sei titoli per un prezzo inferiore di quello di un singolo gioco di nuova uscita, ho anche avuto però modo di riflettere come la meccanica dei saldi per quanto riguarda il mercato videoludico possa essere un’arma a doppio taglio, tanto per gli sviluppatori, quanto per i rivenditori e perfino per gli utenti finali. Quello della recente vendita straordinaria dei GoD su Xbox 360 è soltanto uno degli ultimi esempi di come l’abitudine di effettuare massicci saldi sui videogiochi sia ormai capillare: anche gli utenti PlayStation sono soliti vedere offerte simili, e se è vero che da poco anche Nintendo si sta affacciando alla pratica di effettuare sconti periodici con Wii U e 3DS, i casi più eclatanti restano quelli dei famigerati saldi di Steam e quelli degli aggressivi tagli di prezzo che possiamo vedere in molte catene di rivenditori  inglesi, noti ed attivi tramite i loro siti web anche in Italia.

Steam-Sale-TimeL’idea è piuttosto controintuitiva: come potrebbero esserci dei lati negativi nel mettere tanti titoli a prezzi stracciati nelle mani dei videogiocatori? Eppure, un po’ in ombra, tali lati negativi ci sono. Quello principale è che si sta abituando una intera generazione di videogiocatori all’idea che avere titoli anche di alto livello a bassissimo prezzo sia la normalità. Una prima conseguenza di ciò è che la tendenza all’acquisto ossessivo-compulsivo, presente in forma latente in molti giocatori, viene portata alla luce ed esacerbata. E’ nell’esperienza comune di molti avere qualche amico (o perché no, essere noi stessi) terrorizzato dall’approssimarsi dei saldi di Steam: vedere così tanti giochi a prezzi ridicoli porta a volerne acquistare il più possibile, spesso molti di più di quanti sarà mai possibile giocare e spesso anche titoli che non interessano veramente. E’ vero, il prezzo di un singolo gioco sarà anche basso, ma tanti piccoli acquisti possono sommarsi fino a raggiungere somme considerevoli, di cui poi ci si può pentire in un secondo momento, quando passata la “febbre da saldo” ci si rende conto che alcuni di quei giochi comprati non verranno neanche mai giocati.

Va bene, l’utente ci rimette, ma almeno le case guadagneranno, giusto? Sbagliato. Come premesso poco fa, il rischio piùTHQ grosso è che si diffonda nell’immaginario comune del videogiocatore l’idea che pagare poco sia assolutamente normale, e che anzi, pagare un gioco a prezzo pieno sia una fregatura, un furto. Oppure, peggio ancora, l’idea che sia meglio non comprare mai un gioco al lancio, ma aspettare, aspettare che il prezzo cali, perché calerà inevitabilmente. E’ vero che di fronte alla crisi economica ci sono scelte dettate anche da una migliore consapevolezza del proprio portafogli, ma purtroppo queste scelte non tengono in considerazione una importante verità: sviluppare un videogioco costa.  A parte i titoli indie e quelli per piattaforme mobile, i costi di sviluppo per un videogioco moderno sono considerevoli e nell’ordine di svariati milioni di Euro. Con le vendite del prodotto finito le case devono rientrare delle spese avvenute durante lo sviluppo, spese che non sono certo poche: tra apparecchiature, licenze, gli stipendi per tutto il team di sviluppo (che nei giochi odierni può raggiungere anche le mastodontiche dimensioni di 600 persone), doppiatori, motion capture, marketing, distribuzione e tante altre voci, l’impegno economico nella realizzazione di un videogioco è notevole ed oltre a tutto ciò, se possibile, uno sviluppatore vorrebbe anche guadagnare. Sono quindi proprio gli sviluppatori di videogiochi i primi ad essere danneggiati della filosofia del “tanto prima o poi scende di prezzo, meglio aspettare”, perché ovviamente il loro ritorno economico è ridotto, ed a poco vale vendere milioni di copie di un gioco se questi volumi di vendita si sono ottenuti con prezzi ridotti ad un quarto di quello iniziale. Il risultato poi è sotto gli occhi di tutti: questa è la generazione in cui in assoluto più software house hanno dovuto chiudere i battenti (Ricordate THQ?).

GameClosedLa mania dei saldi danneggia infine anche i rivenditori. Prenderei ad esempio il mercato inglese, per via della presenza di numerosi rivenditori che sono divenuti famosi per i loro prezzi competitivi anche in Italia, al punto che spesso è nettamente conveniente comprare videogiochi dal Regno Unito piuttosto che nel Belpaese. Per anni in Inghilterra questi rivenditori si sono sfidati a suon di prezzi stracciati, rincorrendosi l’un l’altro nell’effettuare sconti vertiginosi, e quando in campo sono scesi colossi come Amazon o come le varie catene di supermercati, che da qualche anno hanno iniziato a vendere anche videogiochi, alcuni dei nomi storici non hanno più potuto competere. Mentre aziende che trattano non solo di videogiochi, come appunto Amazon ed i supermercati, possono infatti permettersi di vendere giochi a prezzi bassissimi, guadagnandoci quasi nulla in termini economici, ma fidelizzando un’ utenza magari disposta ad effettuare anche acquisti in campi diversi, le catene puramente rivolte al videogioco si sono viste ridurre la loro unica fonte di guadagno, ed è così che negli ultimi due anni molte di queste hanno chiuso od hanno seriamente rischiato la chiusura.

Ma allora, con tutti questi svantaggi, perché fare i saldi nel mercato dei videogiochi? Perché gli sconti, nella loroSteamSummerSaleGabe accezione originaria, non sono affatto una cosa cattiva. Ben vengano i saldi fatti per pulire i fondi di magazzino! Ben vengano i saldi effettuati per arrotondare quando si sono già centrati gli obbiettivi di vendita! Ben vengano i saldi per premiare un’utenza particolarmente fedele! Ben venga il saldo per festeggiare un’occasione rara! Quando è che si oltrepassa invece la linea? Quando lo sconto da eccezionale diventa ordinario, abitudinario, prevedibile. Quando la logica dello sconto intacca l’idea del valore che sta dietro un videogioco. Purtroppo, per quanto chiunque sia felice di pagare un gioco solo una manciata di Euro, è difficile poi attribuire il giusto valore al prodotto che ho in mano, e di conseguenza al lavoro che c’è dietro ed alla catena produttiva e distributiva che c’è dietro. Quindi viva gli sconti, ma con moderazione.

Filippo Veschi, caporedattore di Matt’s Games

Condividi in rete

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • RSS
Davvero gli sconti fanno bene ai videogiocatori? Reviewed by on . Ad inizio mese si è tenuta una straordinaria vendita in saldo sui Games on Demand di Xbox 360, le versioni scaricabili dei giochi retail per la console verdecro Ad inizio mese si è tenuta una straordinaria vendita in saldo sui Games on Demand di Xbox 360, le versioni scaricabili dei giochi retail per la console verdecro Rating:
scroll to top