Il caso di The Phantom Pain, oltre ad alimentare voci su voci e speculazioni che riguardano la saga di Metal Gear Solid, è un bellissimo esempio di marketing virale di successo: scopriamo insieme il perché." />
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Il “gioco fantasma”, leggasi: marketing di successo

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Attenzione: questo è un articolo decisamente diverso dal solito, colmo di collegamenti ipertestuali a fare da approfondimento e abbondantemente condito di contenuto multimediale. Insomma, preparatevi a leggere un’opinione tutta da cliccare e vedere!

Il 30 Agosto 2012, come ci ricordano Wikipedia ed il prezioso aiuto dell’amico Fabio Cerullo, Hideo Kojima ha annunciato ciò che i fan della saga di Snake (Big Boss, Solid, Liquid o Solidus che sia, sempre di “serpenti… nascosti in una scatola di cartone [cit. Hideo Kojima]” si parla) aspettavano da anni, un capitolo maggiore tutto nuovo: Metal Gear Solid: Ground Zeroes. Tante speculazioni e pochi dettagli, tra le più classiche delle uscite di Kojima. Poi durante gli Spike TV Video Game Awards 2012 compare il trailer di un certo The Phantom Pain che come protagonista ha un personaggio fin troppo simile a Big Boss. Da allora Ground Zeroes è quasi sparito nell’ombra, oscurato dalla valanga di voci di corridoio riguardanti questo misterioso titolo alimentate dalle poche notizie e stranissimi materiali rilasciati dalla misconosciuta Moby Dick Studio. Guarda un po’, più nessuno ha cercato di ricordare Ground Zeroes.
Smettiamola con i ragionamenti da fallimentari detective e piuttosto apprestiamoci ad analizzare, nel dettaglio, tutto ciò che ha aiutato a creare il “fenomeno The Phantom Pain”, il quale altro non è che uno stupendo esempio di marketing virale applicato nell’industria videoludica. Perchè diciamo così?

10 Dicembre 2012, Spike TV mostra il seguente trailer:

The Phantom Pain, nonostante come protagonista del video abbia uno strano figuro davvero troppo simile a Big Boss di Metal Gear Solid 3 e Metal Gear Solid: Ground Zeroes, pare essere sviluppato dal nuovissimo team scandinavo Moby Dick Studio capitanato da tale Joakim Mogren.
Ora, sorvolando su come il nome di Joakim sia facilmente accostabile all’anagramma di “Kojima”, il Maestro del game design con team e publisher tutti hanno bellamente smentito ogni qualsivoglia coinvolgimento nella faccenda.
Poco tempo dopo arrivano i primi screenshots del gioco, mentre sul web impazzano imitazione più o meno credibili di Joakim Mogren fra accounts Twitter e Facebook quando Moby Dick Studio se ne esce con la dichiarazione ufficiale: “La società si interfaccia sui social network sulla sola piattaforma di YouTube“. Mhm.

Dopo un mare di speculazioni, l’improbabile Joakim Mogren decide che è tempo di svelare le carte e, addirittura, svelato se stesso. Anzi, più o meno:

In questo video colui che sta macchinado l’intera orchestra ha pensato bene di snocciolare due piccole quanto tanto pesanti notizie confezionate da simpatica burla: The Phatom Pain verrà svelato durante la Game Developers Conference 2013 e l’annuncio che il gioco verrà sviluppato su FOX Engine, guarda caso il motore proprietario di Kojima Productions. Le “accuse” abbondano, l’attesa è alle stelle e il nodo sembra sempre più sciolto, quando noi stessi di Matt’s Games ci siamo soffermati a pensare e a gridare al mondo come Kojima, ai tempi, annunciò che FOX Engine sarebbe stato venduto in licenza a terze parti.

Tutto ciò quando qualcuno (ovvero, sempre il “simpatico burlone”) decide di rilasciare uno stranissimo video spacciandolo per teaser trailer di The Phantom Pain:

Chi volesse approfondire dettagli e speculazioni sul filmato, ci ha già pensato il nostro redattore Gianvito Abbruzzese a dare una mano. Il punto è che questo filmato dice tutto e nulla, non annuncia niente ma fa vedere quello che potrebbe essere, chi lo sa, il filmato introduttivo di The Phantom Pain oppure, meglio ancora, spiega a modo suo cos’è per davvero questo gioco. Un meraviglioso esempio di come dare contenuto al consumatore consegnandogli un pesante pacco di aria fritta.

Infine, il tranello del Maestro. Hideo Kojima, qualche giorno fa, decide di postare su Twitter un’immagine per pubblicizzare la sua imminente conferenza stampa. La foto sembra parlare di Ground Zeroes quando, ad una più attenta analisi, invece si riferisce vagamente a The Phatom Pain. Ecco fatto.

Tutta questa manfrina di foto, video e informazioni sono l’esempio perfetto di come avviare una campagna marketing virale d’impatto: lanciare un gioco sconosciuto, vestendolo da improbabile bomba indie, lasciandolo nel più vago degli anonimati rilasciando informazioni che un po’ lasciano il tempo che trovano e un po’ sembrano dare questa o quella conferma. L’incertezza più assoluta, che contrasta ma ben si sposa con l’irrefrenabile voglia di un appassionato, senza dimenticare quanto questa supposta incertezza alimenti invece una pesante certezza: l’acquisto assicurato. Di cosa? E chi lo sa!

A dir la verità lo sapremo il 27 Marzo, quando Kojima terrà la sua conferenza stampa su The Phantom Pain, ehm… Metal Gear Solid: Ground Zeroes. Ma il vero punto è: The Phantom Pain, cos’è? La conferenza di Kojima di cosa tratterà veramente? E quest’articolo, in ogni caso, a cosa serve realmente? Anche questo articolo su Tom’s Blog è marketing virale, sappiatelo.
No, suvvia, non pensate d’esser stati bulleggiati.

Mattia Bondrano, Direttore Responsabile di Matt’s Games

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