Immergiamoci in Xenoblade Chornicles, gioco, viaggio, ad opera di Monolith Games in esclusiva per Wii. Un gioco che tenterà in ogni modo di fuorviarci con le sue magnificenze artistiche, con i suoi mille paesaggi da fiaba incantata, che ci porteranno a chiederci se perdere tempo passeggiando di qua e di là, sia davvero una perdita di tempo, o il vero motivo per il quale stiamo giocando." />
Home » 'arte » Xenoblade Chronicles, quando perdere tempo diventa un’arte

Xenoblade Chronicles, quando perdere tempo diventa un’arte

308640.monado-beginning-of-the-world-per-wii.dkiqc_jpg_1400x0_q85

Il Videogioco per molti è visto come una perdita di tempo.
Questione di gusti ed opinioni per carità, persone esterne al medium che rimangono tali e che tali vogliono rimanerci per i più disparati motivi.
Anche tra “noi” interni  c’è però chi giocando ad un gioco piuttosto che ad un altro, sente di aver “perso tempo”.
Vuoi per la qualità del prodotto, vuoi per la non compatibilità con i nostri gusti, questa sensazione l’abbiamo provata tutti e abbiamo tentato ogni volta di capirne il motivo, così da riuscire a tutelarci in futuro da situazioni molto simili, perché si sa, perdere tempo visto che la nostra personale clessidra non gode di granellini illimitati, non piace proprio a nessuno.
Il concetto è assoluto e rimane, ma per quanto tentiamo di capire e catalogare le situazioni che non ci vanno a genio e ci portano in questa condizione di malessere, ci sarà sempre quell’eccezione che esulerà dalla regola, che la renderà vana pur rispettando tutti i canoni matematici che ci siamo arduamente costruiti, portandoci a realizzare sì di star “perdendo tempo”, ma tra un misto di iniziale disagio e stupore, ci porterà anche a realizzare che nonostante tutto ci sentiamo dannatamente contenti nel farlo.

Vi è mai capitata questa sensazione?
Perché questa sensazione sono esattamente le (attuali) 30 ore di gioco passate a Xenoblade Chronicles.

308640.monado-beginning-of-the-world-per-wii.dkiqc_jpg_1400x0_q85

Breve riassuntino per chi non lo conoscesse:
Xenoblade è un Action/Jrpg in esclusiva Wii, uscito ormai nel lontano 2011, sviluppato da Monolith Software.
Il gioco, a rigor di recensioni e cronache, è stato una vera e propria perla nel panorama videoludico Wii, che a fronte di uno sconfinato parco di titoli casual ogni tanto regalava appunto veri e propri gioielli.
Il titolo è stato più volte paragonato a FF7, vero e proprio riferimento per il genere a cui sembra essergli, per storia e complesso, direttamente secondo.
E’ quindi con grande grandissima aspettativa che ci si pone dinnanzi allo schermo in attesa che le vicende prendano vita, e ci accompagnino con loro dentro questo mondo che scopriremo essere nient’altro, che il corpo di un immenso gigante.

xenoblade

Ed è proprio al raggiungimento della 30esima ora  di vagabondaggio per queste lande che con stupore immenso posso accorgermi di quanto questo Xenoblade per ora mi induca, tramite non so che miracolo informatico, a fare molte delle cose che solitamente categorizzo come “perdere tempo”.
Ma questa volta la sensazione appunto non è stata per niente tale. Ed anzi, ha trasformato queste perdite di tempo in un esperienza di immersione videoludica totale, per la quale questo tempo perso può essere considerato  alla stregua di una vera passeggiata sotto le stelle.
Chi si sognerebbe mai di categorizzare una passeggiata in riva al mare, o sotto di un cielo che sa di spazio, come perdita di tempo? Nessuno.
Ed è proprio questo il punto. Nessuno categorizza il tempo libero come tempo buttato, nella realtà lo si gode e basta.
Ma in un gioco è differente. Per sua natura è fatto di obiettivi e di “cose da fare”.Ed anche questo gioco non fa eccezione da questo punto di vista. Ma in questo caso c’è qualcosa di lievemente diverso. Qui abbiamo anche una valorizzazione di questo tempo libero, e quindi una valorizzazione assoluta di tutto il tempo di gioco.

Veniamo  a queste 30 ore giocate.
Da amante delle storie, videogiocando quasi totalmente per la fruizione di esse, tiro un po’ le somme, e per ora noto che la storia ha sì dei buonissimi spunti narrativi, ma per ora non fa gridare certo al miracolo. L’arco narrativo che ci porta fino alla capitale di Alcamoth, sembra ancora un intenso incipit di vicende successive che si ingigantiranno via via, e quindi accettiamo di buon grado il riservo e il contenimento della trama, ed accettiamo la magari banalità dei dialoghi (soprattutto quelli delle scene non scriptate) e dei personaggi (stereotipati inizialmente ma soggetti ad una buona evoluzione) che per ora tutto fanno meno che sorprendere.
Ma quindi, a cosa può essere dovuto questo incanto?

tumblr_m7lowatkmb1r0r092o1_500

La memoria viaggia e tenta di districare questo complicato caso ,e viaggiando ci si accorge che non si sofferma su emblematici momenti di così epica sceneggiatura che diano un senso a tutto questo ( per quanto comunque sicuramente alcuni riaffiorino più che piacevolmente).
Va a riprendere invece, per prima cosa, tutti quei momenti in cui intenti nella ricerca di un obiettivo ci siamo fermati 2/3/5  minuti, estasiati dal panorama, in quel momento esatto in cui il tramonto fa calare completamente la notte, rendendoci spettatori di uno spettacolo naturale totale. Nella scenografia delle stelle riflesse sulla superficie dell’acqua, che tenta romanticamente di farci perdere il confine di terra e cielo. Mentre ancor si odono le note della colonna sonora, una delle più belle maestose mai prodotte in un videogioco (4 Cd di puro godimento) che perfettamente allieta questi momenti.
E ci ritroveremo lì a notare che i minuti, da 5, son diventati inaspettatamente 10, e la strada che avevamo intrapreso è ora più lontana, perché magari ci siamo ingenuamente allontanati un po’per scoprire che panorama nascondesse quell’altura, o cosa si provasse a camminare lenti sotto di un cielo che inscena una spettacolare pioggia di stelle cadenti, che come coriandolo fatati a volte arrivano davanti ai nostri occhi per sfiorarci.
Saremo quindi noi stessi a procacciarci in maniera naturale il “tempo libero” necessario al godimento di questi momenti, e le side quest serviranno solo da iniziale sprono per queste esplorazioni, che verranno poi più genuinamente.
Come automatica diverrà la nostra influenza sull’ora del gioco. Variare da giorno a notte sarà necessario per poter  risolvere o meno una determinata missione, ma ci ritroveremo a farlo anche quando non lo sarà affatto, perché in procinto di una lunga esplorazione sarà sicuramente più piacevole da affrontare se  immersi nei miracoli artistici notturni che quest’opera regala di continuo. La bellissima pianura della Gamba di Bionis, le luminescenza poetiche delle Paludi di Satorl, per non parlare della pura magia insita in ogni centimetro del Mare di Eryth.

xenoblade-z-giochi-1


E non c’è dettaglio grafico che tenga sia chiaro.

La mancanza della definizione HD non fa assolutamente perdere un grammo della magia creata da un comparto grafico che rinnega un dettaglio di cui, come in un sogno, non si sente affatto la necessità di fronte alla potenza della più pura e totale creatività. Paesaggi maestosi, paesi interi costruiti su alberi, mari che cadono verso l’alto ci sorprendono continuamente, e noi sempre li a prenderci quei 5 minuti doverosi davanti a questi prodotti concepiti da una mente geniale, e partoriti splendidamente da uno schermo.
Un gioco che fa della contemplazione di ogni paesaggio messo in scena il suo principale motivo di Gameplay.
Venendo da Halo 4 (comparto grafico e artistico spaventosi) il primo gradino è stato sì arduo, ma da salita, il resto della scalinata si è trasformata in roboante discesa. Perché la colonna sonora e la nostra mente creano quella patina adatta a far sembrare tutto assolutamente perfetto così com’è.

La mente allora rievoca e scopre più comprensibili anche le dichiarazioni di Peter Molineux (ex head di Liohend) quando decise di sostituire alla mappa di gioco , un cane che facesse da guida al personaggio sostenendo che i paesaggi del suo “Fable” non venissero adeguatamente apprezzati per via della troppa attenzione data alla mappa.
Qui per l’appunto, una mappa per niente esaustiva e lenta da caricare, farà sì che la nostra immersione non venga quasi mai interrotta, costringendoci a fare affidamento più ai riferimenti visivi, creando un continum di sensazioni dal quale sarà veramente difficile essere estratti.
Perdersi brevemente nel gioco, aiuterà a perdercisi davvero dentro.

xenoblade_chronicles_18

Ed ecco come il “perdere tempo” acquista davvero un senso tutto suo.  Un senso piacevole, quasi di riposo. Quel perdere tempo che sembra quasi il vero motivo per cui stiamo giocando.
Recepire queste sensazioni, senza il bisogno di sbloccare obiettivi inutili, fatti per allungare il brodo nascondendo le lacune del gioco stesso dietro ad un senso di sfida continuo imposto all’utente, sarà davvero il motivo per il quale ci ritroveremo nuovamente li con il Joypad in mano, notando le ore di gioco aumentare, ma la storia non proseguire.
E ci domanderemo ancora nuovamente come diavolo abbiamo potuto procedere così lentamente.
Ma poi ci passerà nuovamente davanti quell’immagine, quel panorama, che ci lascerà lì ancora con quel sorriso tra l’ebete e l’estasiato.
Ed altri 5 minuti ancora se ne saranno andati. Oddio no. Son già diventati 10.
xenoblade-chronicles-19

Condividi questo articolo


FacebookTwitterGoogle PlusEmailRSS

Condividi in rete

  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • RSS
Xenoblade Chronicles, quando perdere tempo diventa un’arte Reviewed by on . Il Videogioco per molti è visto come una perdita di tempo. Questione di gusti ed opinioni per carità, persone esterne al medium che rimangono tali e che tali vo Il Videogioco per molti è visto come una perdita di tempo. Questione di gusti ed opinioni per carità, persone esterne al medium che rimangono tali e che tali vo Rating:
scroll to top