In un' era che lascia spazio al vecchio solo per trasformarlo in nuovo, ecco che la fiaba di "Hansel e Gretel" diventa il film trash/splatter "Hansel e Gretel cacciatori di streghe". Mettersi a lavorare su un film dai presupposti così ridicoli, e tentare anche di farlo bene, richiedere una non banale dose di coraggio. Coraggio che a quanto pare è stato assolutamente premiato." />
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Dal “C’era una volta” al ” L’unica strega buona è una strega morta!”, Hansel e Gretel, cacciatori di streghe!

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C’era una volta…il “C’era una volta”.
Se ne stava allegro, classico e tranquillo,  riposto sulla prima riga del primo foglio di ogni fiaba che valeva la pena di essere narrata e scritta.
Il suo dominio era incontrastato. Mai nessuno avrebbe potuto spodestarlo da quel foglio.
E sapeva bene che per quanto i tavoli su cui poggiava e il mondo circostante  fossero cambiati, non avrebbero potuto certo mai fare a meno di lui. Di lui e delle pagine a cui faceva da vassallo.
Le fiabe rimarranno per sempre le fiabe“, cantava orgoglioso.

E quindi la sua esistenza tranquilla continuava e continuava, tra una pagina girata e l’altra, fiero del suo classicismo e fiero della bellezza delle storie che dopo la sua pronuncia sarebbero sempre nuovamente nate.
Ma questo “C’era una volta”, un po’ pigro e accomodato,  aveva di molto sottovalutato la potenza del suo più acerrimo nemico di sempre.
Il Tempo.

Perché il Tempo aveva ordito un subdolo piano per cambiare tutto quello su cui lui aveva sempre comodamente dormito.
Le parole iniziarono così a  impazzire e a mischiarsi furiosamente, e questa volta al suo ennesimo risveglio, si ritrovò improvvisamente con storie con cui non aveva mai avuto a che fare, e che neanche avrebbe mai voluto minimamente sentire.
Trame sconvolte, personaggi ricontestualizzati e tanti cari saluti alla semplice innocenza che da sempre le aveva accompagnate.

Ed ecco quindi che questo “C’era una volta”, per l’ennesima volta in questi anni si trova nuovamente strappato alle sue pagine originarie, e viene nuovamente obbligato a far la conta con le moderne reinterpretazioni cinematografiche.
A farne le spese, questa volta, è il racconto “Hansel & Gretel”, una delle più note fiabe dei fratelli Grimm.
A curarne l’adattamento cinematografico in salsa splatter è l’emergente Tommy Wirkola ,già autore dell’interessante “Dead Snow”, che appunto non lascia molti dubbi in merito alla piega che su grande schermo la “favola” prenderà.
E se il nome non bastasse a rendere l’idea dell’opera beh, domandatevi…

Come saranno cresciuti i due pargoli una volta uccisa la strega cattiva?
Abbandonati dai propri genitori, senza più niente,  senza saper fare nessun mestiere remunerativo che li aiutasse a guadagnarsi da vivere, come diavolo sarebbero potuti sopravvivere in un’ epoca di inquisizione dove non c’era pane che avanzava neanche per i propri pargoli?
Mah un attimo…Quale lavoro, in un epoca di inquisizione, più remunerativo che…
i cacciatori di streghe?


Caro “C’era una volta“…
Questa volta non hai minimamente idea di quello che ti troverai a raccontare.

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La storia inizia con…”Hansel & Gretel”.
C’è bisogno veramente di dire cosa successe ad Hansel & Gretel?
Bene.
Tenete per buono quanto sapevate perché fino alla casetta di marzapane e (spoilerone) alla strega bruciata nel suo stesso forno, è tutto vero.
Nessuno però si era mai posto il problema di immaginare cosa avrebbero fatto i due fratellini una volta finito il barcebue.
Ebbene, fossero stati attaccati e quasi uccisi  da un branco di piatti mannari sarebbero diventati dei fantastici campioni di tiro al piattello, ma a farne quasi un pasto è stata invece proprio una strega.
Ed è quindi così che i nostri compassionevoli fratellini non hanno avuto altra scelte che diventare, dei tamarrissimi sanguinolenti…cacciatori di streghe!

E il belloccio Hansel ( Jeremy Renner) e la ancor più che belloccia  Gretel (Gemma Arterton), il loro mestiere lo sanno fare più che bene. Hanno stoffa, e il non sottile dettaglio di non poter essere colpiti da alcun incantesimo di strega gioca sicuramente a loro favore.
Dopo essere diventati quindi dei cacciatori di una certa fama, finiranno in una cittadina dove però delle sparizioni di bambini e un rito misterioso, metteranno a dura prova anche le loro capacità, e obbligheranno i due fratelli nuovamente a scavare nel loro passato.

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Partiamo dal presupposto che film di questo genere (un trailer che parla più che chiaramente una volta tanto) vanno valutati solo nell’ambito in cui si muovono. E’ vero. Ma anche no per questa volta.
Perché per quanto il trailer parli fin troppo chiaramente, questo Hanesl & Gretel forse appunto per questo, riesce addirittura a sorprendere.
L’inizio riassume in pochissimi minuti la fiaba classica e liquida agevolmente un incipit che per stile, invoglia quasi alla visione di un film horror canonico tanto è ben confezionato. Ma l’onda del trash/ splatter, come sappiamo, è appena dietro la porta della personale casa di marzapane del film che ghiotti non vediamo comunque l’ora di assaporare.
E per quanto dalle prime battute faccia molto strano sentire quel “sono Hansel & Gretel i cacciatori di streghe! “ (vien da ridere solo a leggerlo), piano piano anche l’orecchio deciderà di abbassare le sue difese abbandonandosi alla visione del film senza preconcetti.
Nel film si diceva, c’è tutto quello promesso dal trailer. Due protagonisti di “mestiere” che svolgono più che bene il compito affidatogli, combattimenti gestiti con buonissime ritmiche e dinamiche (e in un ambiente in cui ormai si è visto più che di tutto, non è cosa affatto da sottovalutare) e scenografie dai toni cupi e logori che creano un ambiente adattissimo alla gestione di questi.
E questo sarebbe già più che sufficiente per promuoverlo  e consigliarne la visione. Valutandolo nel suo ambito per l’appunto.
Ma il film, va anche un tantino oltre.

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Oltre che il gusto del trash- splatter canonico, il film ha inaspettatamente una struttura narrativa che riesce anche ad incuriosire più che piacevolmente.
Esso infatti non imbastisce una trama totalmente nuova, o perlomeno sì lo fa, ma gioca abilmente con la fiaba di base, plasmandola a suo favore, per mostrarci dei risvolti che grazie ad elementi fantasy acquistano un diverso colore, a tratti addirittura più buonista.
Elementi fantasy che si rivedono anche nei personaggi, con l’introduzione di creature come Troll e altri piccoli elementi di cui non si farà menzione per non rovinare il gusto della scoperta.
E il dosaggio di una buona narrazione, condita con perfetti momenti ironici (ironia funzionale anche alla caratterizzazione dei personaggi) e a momenti di azione di puro splatter, creano un prodotto davvero forte che rende impossibile la noia. Tanto che alla fine del film ci troveremo quasi delusi nel vederlo finire (in un finale gestito per l’appunto in maniera un po’ sbrigativa).
E questo è forse il complimento più bello che gli si possa fare.
Solitamente film del genere, nei loro classici 90’ min, riescono a “esaudirci” più che sufficientemente, mentre il film scorre talmente bene che qualche approfondimento sui persoaggi, qualche gag, o qualche combattimento  in più non avrebbero assolutamente guastato.

Se poi ci aggiungiamo un set di armi e di elementi anacronistici che strizzano leggermente l’occhio allo steam-punk, allora abbiamo trovato uno dei prodotti più riusciti, vincenti ed originali, del nuovo filone cinematografico “fiabe modernizzate”.

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A chi si consiglia questo film quindi?
Non ci sono grandi parametri da definire.
Volete passare 90 minuti di sano divertimento? Senza troppi fronzoli, è un film che fa per voi.
Ed anche quel “C’era una volta” forse, per questa volta, si risentirà meno nel vedersi appoggiato su una fiaba che di fiaba non ha davvero più nulla.
E se così non gli va allora, che lasci spazio ad un incipit più  funzionale e diretto.
Passare, chessò, da un “C’era una volta” ad un ” L’unica strega buona, è una strega morta.

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